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Ora sono liberi

Il signor Dino Bettamin, malato terminale di SLA, muore dopo la sedazione profonda. E il solito pro-life intervistato al Tg1 non trova di meglio da fare che questionare sull’alimentazione forzata. Beh, in tutta onestà, chi non ha sentito la propria madre implorare di addormentarla non dovrebbe avere diritto di parola, non al di fuori della compassione e dell’empatia.

Penso a mia madre spessissimo. Mi sembra di diventare come lei mano a mano che invecchio. Gli stessi spigoli, le stesse debolezze. È con me quando cucino ed è diventata una presenza normale, serena. La sua immagine è quella di quando me la potevo godere da adulta, noi due sole a fare pastrocchi con la cena e a fumarci le sigarette l’una dell’altra.

Eppure stasera ho sentito come se qualcuno me l’avesse strappata. D’improvviso mi è salito addosso il ricordo di quando il dolore era diventato insopportabile e lei implorava che lo facessimo smettere. Sono stata io a dare l’assenso per la sedazione profonda. È un puro caso, sarebbe potuto toccare a mia sorella. So che lei avrebbe fatto la stessa identica scelta perché ne avevamo parlato, perché sapevamo cosa voleva mamma.

Mamma aveva capito. Oh se aveva capito. E me lo aveva detto che stava morendo. Poi aveva continuato a implorare finché si era addormentata mentre io benedicevo quell’incoscienza. I medici nei giorni successivi avevano provato a diminuire la morfina. Ma come lei recuperava la coscienza, iniziava a piangere piano. Dopo due volte hanno deciso di smettere con la nostra gratitudine.

Ho cercato di trattenerla, ho visto esattamente quando ha smesso di respirare. Contavo i secondi. Mi dicevo che era un’apnea. Avrebbe di sicuro ripreso a respirare. Al mio fianco c’era un medico del personale, è rimasto a contare con me. L’ho guardato e lui ha annuito. Ho capito. Poi mi ha lasciata sola con lei. Mamma se ne è andata così, dormendo, perdendo il calore delle mani che le tenevo nelle mie. Finalmente libera.

Ed è questo l’amore. Sapere che se anche in quel momento ti sembra di romperti in due all’altezza del diaframma, non sei tu che conti ma lei, il suo dolore, il suo viaggio, il suo paradiso di persona credente, la sua pace finalmente guadagnata. Lei non è più lì, è da qualche parte che sta cercando la strada, verso il nulla o verso il tutto. Segue il suo ciclo. E non si può più tenerla legata. Si deve aprire la mano e lasciarla libera.

Questo gesto mi ha restituito lei, la nostre giornate improvvisate e imprevedibili, la spesa insieme in bicicletta anche quando era diventata cieca. Per proteggerla dalle macchine mi sono fatta tamponare da uno che andava a due all’ora. Mamma per tutta risposta si è girata stizzita a redarguirmi perché stavo ritardando. Non aveva visto niente ma dopo ci abbiamo riso. Mamma è questa.

Ora un tizio che non la conosce, che non sa perché e come ha vissuto, con quanta forza ha lottato, pretende di venire a parlare di alimentazione forzata contro la sedazione profonda. Uno che non ha la minima idea di quanta sofferenza deve aver provato per chiedere di essere addormentata, lei che sminuiva qualsiasi malanno. Un tizio che non conosce questo dolore viene a fare la morale a chi ha ringraziato Dio per averla risparmiata. Non  risparmiata dalla morte, no, ma dalla maledizione peggiore: quella della sofferenza.

Che taccia, che ascolti, che impari cos’è la compassione, com’è fatta l’empatia. Perché senza l’amore lui e la sua morale sono meno di niente.

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Questo è un mio scritto sulla libertà di decidere

Ecco come la vedevo (e mi sentivo) in quel periodo

Shirin Neshat

Shirin Neshat, artista visiva, regista e fotografa iraniana, analizza le difficili condizioni sociali all’interno della cultura islamica, con particolare attenzione al ruolo della donna. Il suo lavoro si rivolge al significato sociale, politico e psicologico dell’essere donna nelle società islamiche contemporanee. Neshat resiste alle rappresentazioni stereotipate dell’Islam. Il suo lavoro riconosce le forze intellettuali e religiose complesse che modellano l’identità delle donne musulmane nel mondo intero.

Quello che mi colpisce di lei è come sia capace di fare un discorso complesso e anche duro sulla condizione della donna nell’islam senza per questo farne necessariamente una questione antislamica. Noi qui ci affanniamo tanto a parlare di loro ma a volte basterebbe ascoltarle. Sere fa ho visto Women Without Men che è prima di tutto un film dalla fotografia straordinaria. Bene, io credo finora di non aver mai visto altro di così complesso. Capace di mantenere tre livelli di racconto: religioso, politico e di classe sociale.

Guardando un suo lavoro di arte visiva, Turbulent, si nota che la trama è semplice: un cantante uomo si esibisce e tutti lo applaudono, poi si esibisce la donna e il teatro è vuoto. Nessuno la ascolta. Messaggio semplice ma diretto, essenziale. Quello che mi viene in mente a pelle è che queste donne, spesso battagliere e coraggiose, rimangono inascoltate due volte. Nella loro società e anche nella nostra.

Si parla molto delle condizione delle donne musulmane e spesso non le si ascolta. A volta mi sono sentita un po’ in difficoltà nel rendermi conto di quanto siamo supponenti. Spesso pensiamo di conoscere cose di cui invece sappiamo poco. Pur senza un’analisi dettagliata del video, credo che il linguaggio simbolico sia ai massimi livelli, ricco di metafore e di equilibrio formale.

Girotondo

Il motivo per cui pubblico questa immagine è perché qualcuno l’ha segnalata ad una mia amica su FB e lei è stata bloccata. Allora ho preso l’immagine e l’ho pubblicata sul mio profilo taggando la mia amica. Ha resistito un po’ poi è stata segnalata anche sul mio profilo, probabilmente dalla stessa persona. Allora ho preso la foto e ho messo le pecette (la seconda foto) e l’ho ripubblicata. Due volte: una in un nuovo post; una nel vecchio post. Pensavo che le pecette la mettessero al sicuro invece l’immagine del nuovo post è stata cancellata, quella del vecchio post “rinnovata” invece è rimasta (per ora). Adesso metto la foto qui in modo che sia sempre disponibile.

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fullb love

Stop revenge porn

Non capisco bene quanto sia seguito il mio blog ma spero che questo post possa arrivare a qualcuno che ne ha bisogno. Uso un simile strumento per diffondere l’informazione che i centri di soccorso per donne si occupano anche dei casi di revenge porn. Visto che il revenge porn si manifesta in rete, la rete è anche l’ambiente indispensabile per contrastarlo. Qui troverete la storia di una donna che ha combattuto contro questo fenomeno. Faccio tutto ciò nella speranza si contribuire a sollevare il problema della necessità di una legge specifica.

Il numero antiviolenza 1522 (Telefono rosa) è attivo 24 ore su 24 per tutti i giorni dell’anno ed è accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile, con un’accoglienza disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo.

Le operatrici telefoniche dedicate al servizio forniscono una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza di genere e stalking, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti sul territorio nazionale. In calce a questo post troverete altri indirizzi e numeri di riferimento.


Revenge Porn: che cos’è l’ho scoperto a mie spese

Come difendersi dai fake sui social: una moglie che ha fatto condannare l’ex marito lo racconta.

di Anna Alberti – 21 Ottobre 2015

Revenge Porn: non sapevo cosa fosse. Poi i miei amici hanno cominciato a chiedermi cosa ci faceva quel mio video hard sulla mia pagina di facebook: 
un fake clamoroso, messo in piedi ad arte dal mio ex marito. Era la sua vendetta per un divorzio non voluto, una forma sottile di violenza sulle donne. Tutto è cominciato con un banalissimo post sulla mia pagina: «Ciao, Guardate cosa faccio in Italia». A quello che si preannunciava come uno dei soliti messaggi da social era abbinato un torrido video di sesso orale che il mio ex marito aveva girato col cellulare ai tempi del nostro matrimonio – «un tuo ricordo che terrò solo per me», diceva mentre mi riprendeva.

L’inquadratura sghemba e maldestra puntava sulla mia bocca, sul  mio abbandono, su quel privatissimo su e giù che ha senso solo nel segreto di un talamo, di una storia a due. E che altrimenti diventa subito pornografia di infima qualità. Non riuscivo a staccare gli occhi da quella scena, neanche fossi ipnotizzata: lui non si vedeva, ma quella donna ero io, su quello non c’erano dubbi, riconoscevo le lenzuola, la nostra camera da letto, quei gesti così familiari, ma che ormai facevano parte del passato. Da tre anni ero rientrata dalla Svizzera con nostra figlia, in fuga da un matrimonio finito per “alto tradimento” – il suo. Anche il nome sul profilo, i dati, le altre foto – alcune molto intime, imbarazzanti – erano i miei, persino la scelta di film e di pezzi musicali corrispondeva ai miei gusti. Tutto coerente, perfetto. Solo che quella pagina non era la mia. Era un fake, come mi hanno spiegato poi. Mi avevano rubato l’intimità. Quando ho realizzato che quel video hard poteva essere visto da parenti, amici, persino dal nuovo datore di lavoro – finito nella lista degli “amici” non si sa come –  un’ondata di panico mi è salita dallo stomaco fino alla testa. La sensazione di essere stata violata era così insostenibile, che sono crollata a terra: per qualche secondo il mio corpo aveva staccato ogni connessione col mondo.

Quando mi sono ripresa ho pregato che si trattasse di un incubo, ma quelle immagini erano ancora tutte lì. Insieme alla consapevolezza che niente sarebbe stato più come prima: il mio tentativo di ricominciare una nuova vita in Italia dopo aver lasciato un uomo che aveva tradito la mia fiducia – indebitandosi con affari oscuri e ipotecando a mia insaputa la nostra casa – era stato spazzato via da un mare di fango. E dire che in quegli anni ce l’avevo messa tutta, puntando sull’unico bene che mi era rimasto: la mia reputazione. Vincendo ogni remora residua – lui nel frattempo aveva svuotato il nostro appartamento, privandomi persino dei miei ricordi d’infanzia – avevo avviato le pratiche per il divorzio, ed ero riuscita a riallacciare i rapporti con i colleghi di Milano, a riprendere la mia professione di fisioterapista in un centro medico. Avevo chiesto temporaneamente ospitalità a mia sorella, per dare a mia figlia Viola la sensazione di una famiglia, in un momento molto difficile anche per lei: nuova scuola elementare, nuove amicizie, nuove figure di riferimento (il papà era comunque importante per la mia bambina, avevo sempre cercato di proteggerla dalle nostre liti).

Persino mia sorella era stata coinvolta nell’incubo: tra le informazioni del “fake” si intuiva che ci prostituivamo insieme.
Amici e parenti ci chiamavano allibiti per chiederci cosa stava succedendo (le segnalazioni arrivavano da tutte le parti, persino da conoscenti in Spagna, in Francia).
Fin lì avevo resistito nonostante l’ansia devastante, l’allerta per le continue chiamate, gli squilli, le minacce (“se non torni in Svizzera ti sputtano con tutti, ti tolgo la bambina, vengo lì e ti taglio la faccia così non ti vuole più nessuno”). E l’azione giudiziaria era andata avanti, il divorzio era ormai a un passo.

Ma dopo lo shock del mio corpo nudo in pasto a chiunque, non ho retto più. Sono scivolata in una depressione di quelle che non perdonano: non mi alzavo più dal letto, anche sollevare un braccio, una gamba, mi riusciva difficilissimo, non parliamo di occuparmi della bambina, della casa. Quel minimo di stabilità, di sicurezza economica che ero riuscita a strappare con i denti e con le unghie, si stava sgretolando. Per la vergogna non uscivo più, non mangiavo, avevo perso 10 chili. Per fortuna c’erano mia sorella, gli amici, quelli veri, a tenermi in vita.
Alla fine la dritta giusta è arrivata da una collega che aveva vissuto una storia molto simile: è stata lei a darmi l’indirizzo di un centro milanese di primo aiuto per le vittime di violenza, il Soccorso Rosa. Lì mi hanno assistita innanzi tutto dal punto di vista medico e psicologico – ormai ero in uno stato pietoso. Ma nel contempo mi hanno fatto avere un’assistenza legale specializzata (e gratuita) per bloccare subito quella persecuzione devastante. Quello che mi stava accadendo – mi hanno spiegato con calma, dopo aver guardato insieme quelle immagini – capita purtroppo sempre più spesso alle donne (e a volte anche ai ragazzini vittime di bulli), tanto che ormai ha un nome, revenge porn. Qualche anno fa in California un ventottenne ha addirittura creato un sito specializzato in quel tipo di “revenge” con oltre 10 mila immagini e video postati da ex in cerca di vendetta, prima di essere fermato e condannato a 18 anni.

Ma anche da noi il rimedio c’è: querelare immediatamente, anche contro ignoti. Ci pensa poi la Polizia postale a identificare il responsabile.
Nel mio caso non era stato difficile: c’erano tutti gli elementi per risalire al mio ex marito, che nel frattempo non si nascondeva nemmeno più dietro a false identità, e inviava le mie foto direttamente ai conoscenti per vendicare “l’affronto” di un divorzio al quale aveva tentato di opporsi con tutte le sue forze.
Anche se non viveva in Italia, l’azione giudiziaria contro di lui è partita immediatamente. Credo che le due Polizie si siano parlate, fatto sta che  dopo esser stato richiamato dalle forze dell’ordine, ha smesso di colpo di perseguitarmi. Nel frattempo il processo in Italia è andato avanti, fino alla sua condanna a un anno e dieci mesi, più un piccolo risarcimento. Per cancellare dalla rete tutte le immagini c’è voluto tempo, ma è stata ancora la Polizia postale a ricostruire pazientemente i percorsi perversi di quelle foto rubate, e a eliminarle, ovunque fossero arrivate. Per cancellare l’ansia che mi si è appiccicata addosso, credo ci vorrà ancora parecchio: mi basta uno squillo del telefono, un dlin-dlin di notifica, per sobbalzare.

A farmi riconquistare la fiducia in un uomo ci sta provando il mio nuovo compagno con gran pazienza, devo dire. È che qualunque gesto affettuoso, qualunque momento intimo, nella mia testa me lo vedo scorrere su Youtube. È più forte di me: non riesco a non guardarmi da spettatore. Ci sto lavorando con la psicologa, ma abbiamo deciso che devo prendermi tutto il tempo che serve.
La mia prossima sfida è quella di non trasmettere a mia figlia quest’ansia sottile, che non molla mai. Ha quasi tredici anni, sta cominciando con i primi flirt, i messaggini sul cellulare, i social. Una cosa però gliela dirò appena sarà un po’ più grande, con tutta la delicatezza possibile: mai giocare a farsi foto sexy. Nemmeno il più grande amore ha il diritto di rubarti attimi di intimità con uno scatto. “Il tuo corpo è qualcosa di prezioso”, mi diceva mia madre quando avevo l’età di Viola. Oggi mi sento di dire che l’immagine lo è altrettanto.

Come perseguire il revenge porn_ Ecco il modello Usa

Revenge porn, il 13% degli adolescenti condivide foto e video hot

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Elenco dei centri antiviolenza aderenti alla Rete Nazionale Antiviolenza 1522 e alla Associazione nazionale Dire (Donne In Rete contro la violenza).
Fonte: Dipartimento per le Pari Opportunità

Tratto da Presa Diretta

ABRUZZO

Associazione Ananke Onlus

Via Tavo 248, 65100 – Pescara (PE)
Tel: 085/4283.851
web: http://www.centroananke.it
Email: info@centroananke.it

Biblioteca delle Donne Melusine – Centro Antiviolenza l’Aquila
Via Alcide De Gasperi 45, 67100 – L’Aquila (AQ)
Tel: 0862/65985
Email: centroantiviolenza.laquila@gmail.com

Centro Antiviolenza “La Libellula”
Via San Polo 46, 67039 – Sulmona (AQ)
Tel: 0864/566918
Web: http://www.horizonservice.it
Email: cav.libellula@alice.it
Posti letto: 6

Centro Provinciale Antiviolenza Donne “La Fenice”
Via Taraschi, 9 64100 Teramo (TE)
Telefono: 0861 029009
E-Mail: lafenice@provincia.teramo.it

CRI – Centro Antiviolenza
via Pietro Falco 1 ( c / o sede del comitato provinciale di Croce Rossa)- Chieti (CH)
Numero verde: 800 32 00 78
Web: http://www.crichieti.net
Email: centroantiviolenza@crichieti.net

Telefono Rosa – Associazione Il Filo di Arianna
Via Cesare De Lollis, 23 66100 Chieti (CH)
Telefono: 0871 347999

BASILICATA

Telefono Donna – Casa per le donne “Ester Scardaccione”
Via dei Ligustri 32, 85100 – Potenza – (PZ)
Tel: 0971 / 5555.1
Web: http://www.telefonodonnapotenza.it
Email: info@telefonodonnapotenza.it
Posti letto: 5


CALABRIA

CAD – Centro Antiviolenza Donne
Via XXV Aprile, 89900 – Vibo Valentia (VV)
Tel: 8000.83525 – 0963/471628
Email: cpatania@email.it
Casa delle donne – Centro Italiano Femminile
Via Ravagnese Sup. 151, 89131 – Reggio Calabria (RC)
Numero Verde: 800.7741.10
Tel. 0965.644857
Email: cifcasadelledonne.rc@libero.it

Coop. Agorà Kroton
Via Spiaggia delle Forche 25, 88900 Crotone – (CR)
Web: http://www.agorakroton.it
Email: info@agorakroton.it

Telefono Donna Centro «Roberta Lanzino»
Via Caloprese 56, 87100 – Cosenza (CS)
Tel: 0984/36311
Emergenze: 329/8981723
Email: contro33@centrolanzino.191.it

U.O. Salute Donna Infanzia a Adolescenza ASP – Crotone (CR)
Via Cutro, 17 88900 Crotone (KR)
Telefono: 0962 924837

CAMPANIA

Associazione «Le Kassandre» – Sportello S.A.I.

Via De Meis, 131, 80100 – Napoli (NA)
Tel: 081/19313277
Cell: 333-8864293
Web: http://www.lekassandre.com
Email: info@lekassandre.com

Associazione Volontarie Telefono Rosa di Napoli

via Mergellina 44, 80100 – Napoli (NA)
tel: 081-668691
Email: telefonorosadinapoli@gmail.com.

Centro «Eva» – Centro di accoglienza per donne in difficoltà e loro figli minori

Via Amendola 15, 81024 Maddaloni (CE),
tel. 0823-204145
Web: http://www.cooperativaeva.it
Email: antiviolenzaeva@libero.it
Posti letto:6

Centro antiviolenza familiare “Il Girasole”

Via Nicola Nicolini 54, 80100 – Napoli (NA)
Numero verde: 800 134371
Web: http://www.centrogirasole.org
Email: info@centrogirasole.org

Centro ascolto Antiviolenza «Aurora»
Via Posillipo – P.co Carelli 8/C, 80100 – Napoli (NA)
Telefono: 081.7953191
E-mail: centrodonna@comune.napoli.it
Posti letto: 6

Centro Ascolto Donna
Via Bastioni 4, 84125 Salerno (SA)
Tel: 089 226000
Email: info@caritassalerno.it

Coop Soc. «Aradia» – Santa Maria Capua Vetere (CE)

Corso Garibaldi 19, S. Maria Capua a Vetere (CE).
Tel: 0823 – 8498.44
Web: http://www.coopdedalus.it

La casa di Marinella
Indirizzo Riservato 80011 – Acerra (NA)
Tel: 081/5201470
Email: casadimarinellaonlus@libero.it
Posti letto: 5

Linea Rosa – Associazione «Spazio Donna» – Salerno (SA)

Piazza Vittorio Veneto, 2, 84123 Salerno (SA)
Tel 089 254242
Web: spaziodonnasalerno.it
Email: spaziodonnasalerno@alice.it

Servizio di sostegno e accompagnamento delle donne vittime di abuso e violenza – Nola (NA)
Piazza Duomo,1, Nola
Tel 081/8239714
Web: -www.agenziaareanolana.it,
Email: segreteria@ambito11.areanolana.com

Sportello Lilith, Associazione «Sott´e´ncoppa»
Via Luca Giordano 24 – 
San Sebastiano al Vesuvio (NA)
Tel: tel. 0815749320
Web: http://www.sportellolilith.it
Email: sansebastiano@sportellolilith.it

Telefono Rosa
Viale Lamberti – Palazzo della Salute 81100 Caserta (CE)
Tel: 0823/354126
Web: http://www.spaziodonnaonlus.it
Email: spaziodonnaonlus@libero.it
Posti Letto 12

Telefono Rosa

via Aniello Palumbo – Giugliano (NA)
Numero verde: 800231277 – 081 3306391
Email: spazioaspasia@libero.it

EMILIA ROMAGNA

Associazione «Casa delle Donne» Onlus
Via Del Gambero 77 – 41124 – Modena (MO)
Tel: 059/361050
Web: http://www.donnecontroviolenza.it
Email: most@donnecontrolaviolenza.it
Posti letto: 9

Casa delle Donne – Associazione Nondasola

Via Melegari 2/a – 42100 – Eemilia (RE)
Tel: 0522/920880
web: http://www.nondasola.it
Email: info@nondasola.it
Posti letto: 6

Casa per le donne per non subire violenza

Via dell’Oro 3, – Bologna (BO)
Tel: 051/333173 (accoglienza) 051/6440163 (uffici)
Web: http://www.casadonne.it
Email: casadonne@women.it
Posti letto: 20

Centro Antiviolenza Filo Donna

Via E. Curiel, 51 47121 Forlì (FC)
Telefono: 0543 552855
E-Mail: donafio@tiscali.it

Centro Antiviolenza
Vicolo Grossardi 8 – 43125 – Parma (PR)
Tel: 0521/238885
Web: http://www.acavpr.it
Email: acavpr@libero.it
Posti letto: 25

Centro Donna
Via Tina Gori 58, 47100 – Forlì (FC)Cesena
Tel: 0543/712660
Web: http://www.comune.forli.fc.it
Email: centrodonna@comune.forli.fc.it
Posti Letto: 9

Centro Donne Giustizia

via Terranuova 12 b, 44100 – Ferrara (FE)
Tel: 0532/247440
Web: associazioni.comune.fe.it
Email: donnagiustizia.fe@libero.it
Posti letto: 12

Città delle Donne – Telefono Rosa

Via Romagnosi 33 – 29100 – Piacenza (PC)
Tel: 0523/334833
Email: telefonorosapiacenza@libero.it
Posti letto: 6

Demetra donne in aiuto
Corso Garibaldi 116 – 48022 – Lugo (RA)
Tel: 0545/27168
Web: http://www.perglialtri/demetra
Email: donne@demetra-lugo.it

Gruppo di lavoro sulla violenza alle donne presso Centro Donna
Via Tina Gori 58 47100 – Forlì (FC)
Tel: 0543/712660
Web: http://www.comune.forli.fc.it
Email: centrodonna@comune.forli.fc.it
Posti letto: 9

Gruppo giustizia UDI

Via Castiglione 24, 40100 – Bologna (BO)
Tel: 051/232313
Web: http://www.udibologna.altervista.org
Email: udibo@libero.it

Gruppo Donne e Giustizia
Via Del Gambero 77 – 41100 – Modena (MO)
Tel: 059/361861
Web: http://www.donnegiustiziamodena.it
Email: donnegiust@gmail.com

La Cicoria
Piazzale Giovanni dalle Bande Nere ex Lolli, 11 40027 Imola (BO)
Telefono: 333 2197061

Linea Rosa
Via Mazzini 57/a – 48100 – Ravenna (RA)
Tel: 0544/216316
Web: http://www.linearosa.it
Email: linearosa@racine.ra.it
Posti letto: 18

Linea rosa

Piazza Farini, 35 – 48026 Russi (RA)
Telefono: 0544 583901

«Rompi il silenzio» – Centro di prima accoglienza
Via Marzabotto 30, 47900 – Rimini (RN)
Tel: 346/5016665
Web: http://www.rompiilsilenzio.org
Email: info@rompiilsilenzio.org
Posti letto: 6

S.O.S Donna – Bologna (BO)

Via Saragozza 221/b , 40135 – Bologna (BO)
Tel: 051/434345 – 800453009
Email: sosdonna.bologna@sosdonna.org

SOS Donna – Faenza
Via Laderchi 3 – 48018 – Faenza (RA)
Tel: 0546/22060
Web: http://www.sosdonna.com
Email: info@sosdonna.com
Posti letto: 10

Telefono «Ascolto Donna»
Viale Barilla, 26 43121 Parma (PR)
Telefono: 0521 770231
E-Mail: coopluna@libero.it

 

FRIULI VENEZIA GIULIA

Associazione S.O.S. Rosa Onlus
Via A. Baiamonti 22- 34170 – Gorizia (GO)
Tel: 0481/32954
Web: http://www.sosrosa.it
Email: sosrosa@alice.it
Posti letto: 5

Centro Antiviolenza GOAP

Via S. Silvestro 5 – 34121 – Trieste (TS)
Tel: 040/3478827
Web: http://www.goap.it
Email: info@goap.it
Posti letto: 18

Da donna a DONNA
Via Roma 13 – 34077 – Ronchi dei legionari (GO)
Tel: 0481/474700 – 333/2810048
Web: http://www.dadonnaadonna.org
Email: info@dadonnaadonna.org
Posti letto: 5

Iotunoivoi Donne insieme Centro Antiviolenza
Via Martignacco 23- 33100 – Udine (UD)
Tel: 0432/421011
Web: ww.iotunoivoi.it
Email: iotunoivoi@iotunoivoi.it
Posti letto: 16

Voce Donna onlus
Viale Cossetti 16 – 33170 – Pordenone (PN)
Tel: 0434/21779
Web: http://vocedonnapn.it/
Email: vocedonnapn@gmail.com
Posti letto: 11

Zero tolerance contro la violenza sulle donne
Viale Duodo 77 – 33100 – Udine (UD)
Tel: 0432/271699 0432/271077 800.531.135
Email: zerotolerance@comune.udine.it
Posti letto: 6

LAZIO

Associazione Erinna – Donne contro la violenza alle donne Onlus
Corso Italia 71 -01020 – Viterbo (VT)
Tel: 0761 342056
Email: e.rinna@yahoo.it

Associazione Sostegno Donna
Piazza Fulvio Nobiliore, 5 00044 Cocciano (RM)
Telefono: 06 94015165
Web: http://www.sostegnodonna.it
Email: sostegnodonnaonlus@libero.it

ASSOLEI Sportello Donna Onlus
Via Benedetta, 28 00153 Roma (RM)
Telefono: 06 5809363
Web: http://www.assolei.it
E-Mail: info@assolei.it

CAPIT Rieti Sportello Antiviolenza Il Filo di Ana

Via L. Canali,1 02100 Rieti (RI)
Telefono: 0746 491039
Web: http://www.sportelloantiviolenza.it
E-Mail: capitrieti@libero.it

Centro Ascolto: Centro Essere Donna
Via Traiano lotto 17/8 04019 – Terracina (LT)
Tel: 0773/1769082
Email: centroesseredonna@libero.it
Posti letto: 6

Centro antiviolenza provinciale per donne e minori vittime di violenza
Via Pietra Liscia, 32 03023 Ceccano (FR)
Telefono: 800 479898 0775 601115
E-Mail: cpa.ceccano@libero.it

Centro Antiviolenza del Comune di Roma
Via di Torre Spaccata, 157 00169 Roma (RM)
Telefono: 06 23269049
E-Mail: centroantiviolenza.comuneroma@virtusitalia.it

Centro Donna «Lilith»
Via Massimo d’Azeglio 9 – 04100 – Latina (LT)
Tel: 0773/664165
Email: centrodonnalilith@gmail.com
Posti letto: 7

Centro Donna LISA – Associazione donna in genere
Via Rosina Anselmi 41 00139 – Roma (RM)
Tel: 06/87141661
Web: http://www.centrodonnalisa.it
Email: info@centrodonnalisa.it

Centro Prov.le «La Ginestra» Prima Accoglienza e Assistenza sociale per donne in difficoltà
Via Colle Tocciarello 1 00138 – Valmontone (RM)
Tel: 06/9591187 3357688458
Web: casainternazionaledelledonne.org
Email: cadd.valmontone@libero.it
Posti letto: 12

Differenza donna – Centro Prov.le «Maree»
Via Monte delle Capre 23 00100 – Roma (RM)
Tel: 06/6535499
Email: centromaree1@tiscali.net
Posti letto: 10

Differenza donna – Centro Prov.le per donne che non vogliono subire violenza
Viale di Villa Pamphili, 100 00165 Roma (RM)
Telefono: 06 5810926
E-Mail: ceproant@tiscalinet.it
Posti letto: 8

NO.DI «I Nostri Diritto» – Roma (RM)
Via Borgo Pio, 15 00193 Roma (RM)
Telefono: 06 6833688
E-Mail: associazionenodi@hotmail.it

Le lune
Via dei Mughetti 2 – 00012 – Guidonia (RM)
Tel: 0774/343223 366/1669013

Servizio accoglienza ed ascolto per donne in difficoltà della Casa Internazionale delle donne di Roma

Via della Penitenza, 37 00165 Roma (RM)
Telefono: 06 68809502
Web: http://www.casainternazionale delle donne.org
E-Mail: sportellocidd@yahoo.it

Servizio antiviolenza SOS donna h24 del Comune di Roma
Via Statilio Ottato, 33 00175 Roma (RM)
Telefono: 06 71077015
http://www.sosdonnacomuneroma.org

Stella Polare – Risorsa Donna
Largo San Giovanni 03039 – Sora (FR)
Tel: 0776/839275
Web: http://www.risorsedonna.org
Mail: info@risorsedonna.org
Posti letto: 3

Sportello di Consulenza Giuridica C.O.D.I
Via della Lungara, 19 00165 Roma

Sportello Donna San Camillo c\o Ospedale San Camillo

Circonvallazione gianicolense, 87 00152 Roma (RM)
Telefono: 06 58703216
Web: http://www.befreecooperativa.org/sportellodonna
E-Mail: mailto:sportellodonna.sancamillo@gmail.com

Sportello Donna – Ambulatorio Ospedale S. Gallicano
Via delle Fratte di Trastevere Roma (RM)
Telefono: 06 58543690

Telefono Rosa – Roma (RM)
Viale Mazzini, 73 00195 Roma (RM)
Telefono: 06 37518261
Web: http://www.telefonorosa.org
E-Mail: telefonorosa@alice.it

LIGURIA

Centro Accoglienza per non subire violenza di Genova
Via Cairoli, 14/7 16124 Genova (GE)
Telefono: 010 2461716
Web: udige.it
Email: udige@libero.it
Posti letto: 8

Centro Provinciale Antiviolenza
Via Mascherona, 19 16123 Genova (GE)
Telefono: 010 20976222
E-Mail: centroantiviolenza@comune.genova.it

Telefono Donna
Via Corridoni 5- 91100 – La spezia (SP)
Tel: 0187/703338
Email: udi.laspezia@email.it

Telefono Donna
Via Sormano 12- 17100 – Savona (SV)
Tel: 0198/313399
Web: http://www.provincia.savona.it
Email: telefonodonna.savona@libero.it

LOMBARDIA

A.I.D.A. – Associazione Incontro Donne Antiviolenza Onlus
Via Gallarati 2 26100 – Cremona (CR)
Tel: 37/380999
Web: http://www.sitisolidali.it
Email: aida.onlus@virgilio.it

Aiuto donna – Uscire dalla violenza
Via San Lazzaro 3 – 24126 – Bergamo (BG)
Tel: 035/212933
Web: http://www.aiutodonna.it
Email: info@aiutodonna.it

Associazione «L´altra metà del cielo» -Telefono Donna Merate
Via S.Ambrogio 17 – 23807 – Merate (LC)
Tel: 039/9900678
Email: altrametadelcielo@yahoo.it
Posti letto: 4

Associazione Casa delle Donne
Via S. Faustino 38 25122 – Brescia (BS)
Tel: 030/2400636
Web: http://www.casadelledonne-bs.it
Mail: casa@casadelledonne.191.it

Associazione Donne contro la violenza onlus

Via XX Settembre 115 26013 – Crema (CR)
Tel: 037/380999
Web: http://www.controlaviolenza.it
Email: assocdonne@alice.it
Posti letto: 2

Casa di Accoglienza delle donne maltrattate

Via Piacenza 14 – 20100 – Milano (MI)
Telefono: 02 55015519
Web: http://www.cadmi.org
Email: cadmmi@tin.it
Posti letto: 15

Centro Aiuto alle donne maltrattate – Cadom
Via Mentana 43 . 20900 – Monza (MB)
Tel: 039/2840006
Web: http://www.cadom.it
Email: cadomonza@centrodonnemaltrattate.191.it

Cerchi d´acqua Coop. Soc. A.R.L.
Via Verona 9 – 20100 – Milano (MI)
Tel: 02/58430117
Web: http://www.cerchidacqua.org
Email: info@cerchidacqua.org

Cooperativa «Liberamente» – Percorsi di donne contro la violenza
Corso Garibaldi 37/b – 27100 – Pavia (PV)
Tel: 0382/32136
Web: http://www.centroantiviolenzapv.it
Email: info@centroantiviolenzapv.it

Donne insieme contro la violenza
via dei Pini 8 20090 – Pieve Emanuele (MI)
Telefono: 02 90422123
Web: http://www.donneinsieme.org
Email: info@donneinsieme.org

EOS – Centro ascolto e accompagnamento contro la violenza, le molestie sessuali e i maltrattamenti alle donne e ai minori
Via Staurenghi, 24 21100 Varese (VA)
Telefono: 0332 231271
E-Mail: eosvarese@virgilio.it

Sportello Artemisia
Indirizzo Riservato 20093 – Cologno monzese (MI)
Tel: 800.097.999
Email: artemisia@comune.colognomonzese.mi.it

Sportello Donna
Piazza Giovanni Paolo II – presso Comune di Desio 20832 Desio (MB)
Telefono: 0362 392508
E-Mail: info@whitemathilda.org

Sportello donna Sirio
Via Cavallotti 24047 Treviglio (BG)
Tel: Tel.: 0363.301.773 – 0363.303.571
Web: http://www.centrosirio.it

Telefono Azzurro Rosa
Via San Zino, 174 25124 Brescia (BS)
Telefono: 030 3530301
E-Mail: info@azzurrorosa.it

Telefono Donna
Via Castelnuovo 1 22100 – Como (CO)
Tel: 031/304585
Web: http://www.telefonodonnacomo.it
Email: segreteria@telefonodonnacomo.it
Posti letto: 11

Telefono Donna c/o Serv. Psicologia Az.Osp. Niguarda cà Granda Milano – Milano (MI)
Piazza Ospedale Maggiore, 3 20162 Milano (MI)
Telefono: 02 64443043 02 64443044
E-Mail: telefono.donna@tiscali.it

Telefono Donna
Via Parini 6 – 23900 – (LC)
Tel: 0341/363484
Web: http://www.telefonodonnalecco.it
Email: teldonnalecco@alice.it

Telefono Rosa
Via Tassoni 14 – 46100 – Mantova (MN)
Tel: 0376/225656
Web: http://www.telefonorosamantova.it
Mail: telefonorosa@tin.it

MARCHE

Associazione «Donne e Giustizia»
Via Cialdini 24 a – 60122 – Ancona (AN)
Tel: 800032810 071/205376
Email: donne.giustizia@libero.it

Casa rifugio Zefiro

P.zza Stamira 13 – 60122 – Ancona (AN)
Tel: 071/2075383
Web: lagemma.org
Email: casarifugio@lagemma.org
Posti letto: 7

Insieme contro la violenza di genere – Centro Antiviolenza

via Romagna 7 63039 – San benedetto del tronto (AP)
tel: 800 021314
Email: centroantiviolenza.ap@alice.it

Parla con Noi (centro provinciale)
Via Diaz, 10 61100 Pesaro (PU)
Telefono: 0721 639014
E-Mail: parlaconnoi@provincia.ps.it

Percorsi Donna – Telefono Donna
c/o Punto di Accoglienza Territoriale P.le Marconi 14 – 63900 – Sant’elpidio al mare (FM)
Telefono: 800 215809
Web: http://www.ontheroadonlus.it
Email: percorsidonna@ontheroadonlus.it


MOLISE

Consultorio ASL Isernia – Isernia
Via XXIV Maggio, 140 86170 Isernia
Telefono: 0865 442403

PIEMONTE

Associazione «Me.Dea»
Via Palermo 33 – 15121 – Alessandria (AL)
Tel: 0131/226289
Web: http://www.medeacontroviolenza.it
Email: me.deacontroviolenza@gmail.com

Centro d’ascolto «Orecchio di Venere» – Ispettorato Croce Rossa Italiana Asti

Via Ugo Foscolo, 7 14100 Asti (AT)
Telefono: 0141 1855172
E-Mail: centroascolto.cri@gmail.com

Telefono Donna
Via Carlo Emanuele III, 34 – 12100 – (CN)
Tel: 0171/631515
Email: telefono.donna@libero.it

Associazione «Mai+Sole» – Savigliano (Cuneo)
Via Beggiamo, 7 – 12038 Savigliano (CN)
Tel: 39 335 1701008
Email: info@maipiusole.it
Web:www.maipiusole.it

Centro Supporto ed Ascolto Vittime di Violenza DEMETRA A.O.U. Citta’ della Salute e della Scienza di Torino

Via Cherasco 23 – 10126 Torino (TO)
Tel: 011/6335899 – 335/7169000
Email: pschinco2@cittadellasalute.to.it

Centro donne contro la violenza
via Vanchiglia 6 – 10124 – Torino (to)
tel: 011/882436
Web: http://www.unionedelledonne.it
Email: unionedelledonne@libero.it

Centro Servizi Donna della Provincia di Novara
Via Greppi 7 – 28100 – Novara (NO)
Tel: 0321/378737
Email: csdonna@provincia.novara.it

Centro Svolta Donna c/o ASL TO3 – Pinerolo (TO)
Telefono: 334 3664768
E-Mail: info@svoltadonna.it

Centro S.V.S.
C.so Spezia 60-Ospedale S.Anna – 10126 – Torino (TO)
Tel: 011/3134180
Web: http://www.oirmsantanna.piemonte.it/site/soccorso
Email: svs@oirmsantanna.piemonte.it

Sportello Donna
Corso Matteotti 90 -28047 – Oleggio (NO)
Tel: 0321/994288
Web: http://www.cisasservizi.it
Email: sportellodonna@cisasservizi.it

Sportello Donna Arona
Via San Carlo 2- 28041 – Arona (NO)
Tel: 0322/231122
Web: comune.arona.no.it
Email: puntodonna@comune.arona.no.it

Ufficio «Accogliere le Donne» – Serv. Soc. Settore Famiglia e Sussiedarietà Comune Torino
Via Villa Bruino, 4 10122 Torino (TO)
Telefono: 011 4431562
Web: http://www.relazioniefamiglie.comune.torino.it
E-Mail: relazioniefamiglie@comune.torino.it

Telefono Rosa
Via Assietta, 13/A 10128 Torino (TO)
Tel: 011/530666
Web: http://www.telefonorosatorino.it
Email: telefonorosa@mandragola.com
Posti letto: 8

Libera associazione per le donne d´oggi – «Donne e Futuro» Onlus – Torino (TO)
Via Barbaoux, 31 10122 Torino (TO)
Telefono: 011 5187438
Web: http://www.donnefuturo.com
E-Mail: donne@tin.it

PUGLIA

«Filo di Arianna» Coop. Sociale A.R.L

Via Previdenza, 11 71016 San Severo (FG)
Telefono: 0882 241951
E-Mail: filodiarianna22@libero.it

Associazione Donne Insieme onlus – Centro antiviolenza «Renata Fonte
Via S. Maria del Paradiso, 12 73100 Lecce (LE)
Telefono: 800098822 0832 305767
E-Mail: donneinsieme.rf@libero.it

Associazione Riscoprirsi
Via Quarti 21 -76123 – Andria (BT)
Tel: 0883/764901 – 380/3450670
Web: http://www.riscoprirsi.it
Email: cav.riscoprirsi@gmail.com

Io Donna per non subire violenza
Via Cappuccini 8 – 72100 – Brindisi (BR)
Tel: 0831/522034
Web: http://www.associazioneiodonna.com
Email: associazioneiodonna@hotmail.it

La Giraffa
Via Napoli 308 – 70100 – Bari (BA)
Tel: 080/5741461
Web: http://www.giraffaonlus.it
Email: info@giraffaonlus.it
Posti letto: 8

Osservatorio Giulia Rossella Centro antiviolenza onlus
P.zza A. Moro16 -76121 – Barletta (BT)
Tel: 0883/310293
Email: centroantiviolenza@libero.it

Safiya
Via Don Luigi Sturzo n.c. – 70100 – Polignano a mare (BA
Tel: 333/2640790
Email: safiya.onlus@libero.it

Sostegno Donna
Via Dante 221 – 1/B – 74100 – Taranto (TA)
Tel: 099/7786652
Email: alzaiadonne@libero.it

Sportello Antiviolenza
Via Giulio Cesare 22 -72100 – Brindisi (BR)
Tel: 338/8750396
Email: cav.aporti@yahoo.it
Posti letto: 10

Telefono Donna
Via della Repubblica 54- 71100 – Foggia (FG)
Tel: 0881/772499
Email: impegnodonna@virgilio.it

SARDEGNA

Associazione Donne al Traguardo Onlus
Via Monsignor Piovella 26 – 09123 Cagliari (CA)
Web: http://www.donnealtraguardo.com
Email: donnealtraguardo@hotmail.com

Centro antiviolenza per donne e minori
via Paganini 22 – 09025 Sanluri (VS)
tel: 800 777 991
web: http://www.provincia.mediocampidano.it

Donna Ceteris
Via Cimarosa, 7 09128 Cagliari (CA)
Tel: 070/492400
Web: http://www.donnaceteris.org
Email: info@donnaceteris.org

Donna Eleonora
P.zza Eleonora 44 – 09170 – Oristano (OR)
Tel: 0783/71286
Web: http://www.centroantiviolenzaoristano.it
E-Mail: info@centroantiviolenzaoristano.it
Posti letto: 5

Onda Rosa Centro Antiviolenza

indirizzo riservato- 08100 – Nuoro (NU)
Tel: 0784/38883
Email: ondarosa.nuoro@tiscali.it
Posti letto: 10

Progetto Aurora antiviolenza per Donne e Minori
Via dei Mille 61 – 07100 – Sassari (SS)
Tel: 800042248
Email: progetto.aurora@amistade.org
Posti letto:10

Prospettiva Donna

via Genova, 51 – 07026 – Olbia (OT)
Tel: 0789 / 27466
Web: http://www.prospettivadonna.it
Email: infoprospettivadonna@gmail.com

Spazio Donna
Via Tola, 20 07014 Ozieri (SS)
Telefono: 079 787399
E-Mail: sdspaziodonna@gmail.com

SICILIA

Associazione nuova vita – Ragusa (Ra)
Via Ecce Homo – 97100 – Ragusa (RG)
Tel: 0932/246788
Email: associazione.nuovavita@alice.it

Associazione Thamaia onlus “Telefono Donna
Via G. Macherione 14 – 95127 – Catania (CT)
Tel: 095/7223990
Web: http://www.thamaia.org
Email: centroantiviolenza@thamaia.org

Cedav Onlus – Centro Donne Antiviolenza

Via Luciano Manara, 22 – 98123 – Messina (ME)
Tel: 345/2630913 090 678303
Web: http://www.cedavmessina.it
Email: cedav@virgilio.it

Centro Antiviolenza Antistalking «La Nereide»
Via Servi di Maria 99 – 96100 – Siracusa (SR)
Tel: 0931/61000
Web: http://www.lanereide.it
Email: anereide.sr@virgilio.it

Centro Antiviolenza Adid
Viale Aldo Moro, 47 – 90047 – Partinico (PA)
Tel: 0918782684 – 0918918209
Web: http://www.adid.altervista.org
Email: FidelisOnlus@libero.it

Centro Ascolto – Stop violenza
Via San Francesco d’Assisi, 4 91100 Trapani (TP)
Telefono: 800453552
E-Mail: sportelloh@provincia.trapani.it

Centro ascolto per donne che vivono maltrattamento e/o violenza
Viale della Vittoria, 321 92100 Agrigento (AG)
Telefono: 0922 20462

Centro Donna Antiviolenza
Via Papa Giovanni XXIII, 1 97013 Comiso (RG)
Tel.: 0932.74911
Web: http://www.comune.comiso.rg.it

Centro antiviolenza Caltagirone
Via Grazia, 43 45041 Caltagirone (CT)
Telefono: 0933 57904
E-Mail: ass.albanuova@virgilio.it

Cooperativa Arcadia
Via Volturno 106 – 90100 – Palermo (PA)
Tel: 091/6124207
Email: serenascaffidi@libero.it
Posti letto 14

Donne Nuove
via P. Mattarella snc – 90019 – Trabia (PA)
Tel: 091/8147520
Web: http://www.coopnuovagenerazione.it
Email: nuovagen@libero.it
Posti letto: 20

Le Onde Onlus
Via XX Settembre 57 – 90141 – Palermo (PA)
Tel: 091/327973
Web: http://www.leonde.org
Email: leonde@tin.it
Posti letto 16

Rete centri antiviolenza
ASL – Presidio La Pizzuta – 96100 – Siracusa (SR)
Tel: 0931/492752
Web: http://www.reteantiviolenza.siracusa.it
Email: reteantiviolenzasiracusa@virgilio.it

Servizio di Accoglienza per le donne Vittime di Violenza – A.N.G.E.L.I.

via degli Studi 2 – 96016 – Lentini (SR)
Tel: 095/7835316
Web: http://www.antiviolenzaangeli.com
Email: antiviolenzaangeli@libero.it

Sportello antiviolenza Associazione Donneinsieme Sandra Crescimanno

Via Generale Muscarà 2 – 94100 – Piazza armerina (EN)
Tel: 0935/982436
Web: http://www.associazionedonneinsieme.it

TOSCANA

«Centro Donna» – Servizio del Comune di Livorno

Largo Strozzi,3 57123 Livorno
Telefono 0586 890053
Web: http://www.comune.livorno.it
Email: centrodonnalivorno@yahoo.it

Aiuto Donna – Servizio del Comune di Pistoia

c/o Assessorato Politiche Sociali 51100 Pistoia (PT)
Telefono: 0573 21175
E-Mail: aiutodonna@comune.pistoia.it

Associazione Luna
Piazza San Romano 4 (Parcheggio Lorenzini) – 55100 – Lucca (LU)
Tel: 0583/997928
Web: http://www.associazioneluna.it
Mail: mail@associazioneluna.it
Posti letto: 8

Associazione Amica Donna
Piazza Grande 7 – 53045 – Montepulciano (SI)
Tel: 0578/712418
Web: http://www.associazioneamicadonna.it
Email: info@associazioneamicadonna.it

Casa delle Donne di Viareggio – Centro ascolto «L’una per l’Altra»

Via Marco Polo 6 – 55049 – Viareggio (LU)
Tel: 800614822
Web http://www.casadelledonne.it
Mail: centroantiviolenzaviareggio@gmail.com

Centro Accoglienza Donne Maltrattate – Associazione Olimpia De Gouges
Via Trieste 5 – 58100 – Grosseto (GR)
Tel: 0564/413884
Web: http://www.olympiadegouges.it
Email: c.antiviolenza@provincia.grosseto.it

Centro Aiuto Donna «Lilith»

Via XX Settembre, 17 50054 Empoli (FI)
Tel: 0571 725156
Web: http://www.lilithcentroaiutodonna.it/
E-Mail: gruppolilith@anpas.empoli.fi.it
Centro di Ascolto donna chiama donna – Carrara (MC)
Via Carriona, 42 – Carrara c/o ex Mulino Forti
Web: http://www.comune.carrara.ms.it/

Centro Donna
Via Cavour, 19 54100 Massa Carrara (MS)
Telefono: 0585 45527
Web: http://portale.provincia.ms.it

Centro Donna – Piombino (LI)
Via Lerario 92/94 57025 Piombino (LI)
Telefono: 0565 49419
Web: http://www.comune.piombino.li.it
Email: centroantiviolenza@tiscali.it

Centro Donna contro la Violenza «Catia Franci» – Associazione Artemisia

Via del Mezzetta 1/int. – 50135 – Firenze (FI)
Tel: 055/602311/601375
Web: http://www.artemisiacentroantiviolenza.it
Email: artemisia@fol.it
Posti letto: 16

Centro Tutela Giuridica per donne e minori
Via Diaz, 7 57100 Livorno (LI)
Telefono: 0586 887009
E-Mail: centrotut.giuridica@gmail.com

Donne che sostengono donne
Piazza G. Rossa 16 – Ponte a Egola – 56028 – San miniato (PI)
Tel: 0571/843061
Web: associazionefrida.it
Email: associazione.frida@libero.it

Donna chiama donna
V.le Mazzini 95 – 53100 – Siena (SI)
Tel: 0577/222416
Email: donnachiamadonna@libero.it

Donne Insieme Val d´Elsa
Via Oberdan 42 – 53034 – Colle val d’elsa (SI)
Tel: 0577/901570
Email: donneinsiemevaldelsa@gmail.com
La Nara
Via Verdi 19 – 59100 – Prato (PO)
Tel: 0574/34472
Web: http://www.alicecoop.it
Email: lanara@alicecoop.it
posti letto: 7

Liberetutte

Via Marconi 51 – 51016 – Montecatini terme (PT)
Tel: 0572/910311
Web: http://www.liberetutte.org
Email: info@liberetutte.org
Posti letto: 13

Pronto Donna
Piazza Santa Maria in Gradi 4 – 52100 – Arezzo (AR)
Tel: 0575/355053
Web: http://www.prontodonna.it
Email: info@prontodonna.it
posti letto: 5

Sportello Informa Donna del Comune di Massa Marittima
Via Goldoni, 22 58024 Massa Marittima (GR)
Telefono: 0566 940242
E-Mail: sportelloinformadonna@comune.massamarittima.gr.it

Telefono Donna
Via Galli Tassi, 8 56126 Pisa (PI)
Telefono: 050 561628
Web: http://www.comune.pisa.it/casadonna
Posti letto: 8


TRENTINO ALTO ADIGE

Centro Antiviolenza per Donne in situazione di abuso
Via della Dogana, 1 38100 Trento (TN)
Telefono: 0461 220048
E-Mail: mailto:centroantiviolenzatn@tin.it
Web: http.//www.centroantiviolenzatn.it

Centro d’Ascolto Antiviolenza Associazione «Donne aiutano donne»

Via Paul Von Sternbach, 8 39031 Brunico (BZ)
Telefono: 800 310303
E-Mail: serviziocasadonne.brunico@rolmail.net

Centro d’Ascolto Antiviolenza Associazione «Gea Verein»
Via del Ronco,17 39100 Bolzano (BZ)
Telefono: 800 276433 0471 513399
Web: http://www.casadelledonnebz.it
E-Mail: frau.gea@virgilio.it
Posti letto: 6

Centro d’Ascolto antiviolenza della Comunità Comprensoriale Valle Isarco
Vicolo Cappuccini, 2 39043 Bressanone (BZ)
Telefono: 800 601330 0472 270450
E-Mail: frauen.bzgeisacktal@gvcc.ne

Casa delle donne Frauenhausdienst
Via Stazione 27 – 39042 – Bressanone (BZ)
Tel: 800 601 330
Web: http://www.bzgeisacktal.it/it/servizi-sociali/centro-antiviolenza.html
Email: frauenhaus.brixen@bzgeis.org
Posti letto: 8

Donne contro la Violenza «Frauen gegen gewalt» Onlus
Corso Libertà, 184/A 39012 Merano (BZ)
Telefono: 800 014008 0473 222335
Web: http://www.donnecontrolaviolenza.org/
E-Mail: info@perledonne.org
Posti letto: 12

UMBRIA

Associazione Albero di Antonia
Via Monte Nibbio 25 -05019 – Orvieto (TR)
Tel: 0763/300 944
Email: alberodiantonia51@yahoo.it

Centro antiviolenza Barbara Cicioni – Comitato Internazionale 8 marzo
Via della Viola, 1 – presso Casa dell’Associazionismo 06121 Perugia (PG)
Telefono: 075 42316
Web: http://www.donnemondo.it
E-Mail: donnemondo1@interfree.it

Telefono Donna – Centro Pari Opportunità Regione Umbria
Largo Cacciatori delle Alpi 5 -06121 – Perugia (PG)
Tel: 075/5046908 800861126
Web: http://www.pariopportunità.regione.umbria.it
Email: telefonodonna@regione.umbria.it

VALLE D’AOSTA

Centro Donne contro la violenza
Viale dei Partigiani 52 11100 – Aosta (AO)
Tel: 0165/238750
Web: http://www.paginegialle.it/centrodonne
Email: cdvaosta@libero.it


VENETO

Associazione «Lidodonna» Punto di Ascolto
Lungomare Marconi, 30 – Lido (Ve)
Tel: 041 5266543
Web: http://www.lidodonna.it
Email: 
E-Mail: info@lidodonna.it

Associazione Belluno Donna

Via del Piave 5 – 32100 – Belluno (BL)
Tel: 0437/981577
Web: http://www.bellunodonna.it
Email: bellunodonna@libero.it
posti letto: 8

Associazione Telefono Donna Camera del Lavoro Metropolitana – Venezia (VE)
Via Ca’ Marcello, 10 30171 Venezia (VE)
Telefono: 800 200288 041 5491225
E-Mail: telefonodonna.venezia@veneto.cgil.it

Casa di Awa
Codess Sociale Via Boccaccio 96 35100 – Padova (PD)
Tel: 3382737570
Web: http://www.codess.org
Email: casadiawa@codess.com
Posti letto: 16

Centro Antiviolenza c/o Centro Donna
Viale Garibaldi 155/A – 30174 – Mestre (VE)
Tel: 041/5349215
Web: http://www.comune.venezia.it/c-donna
Email: cittadinanza.donne@comune.venezia.it
Posti letto: 10

Centro Multidisciplinare Antiviolenza e Antistalking «La Magnolia»
Via Ca Boldù, 120 30027 San Donà di Piave (VE)
Telefono: 0421 596104
E-Mail: segreteria@fondazioneferriolibo.it

Centro Veneto Progetti Donna – Padova (PD)
Via Tripoli 3 – 35121 – Padova (PD)
Tel: 049/8721277
Web: http://www.centrodonnapadova.it/
Email: info@centrodonnapadova.it
Posti letto: 5

Donna chiama Donna
Via Torino11 – 36100 – Vicenza (VI
Tel: 0444/542377
Web: http://www.donnachiamadonna.org
Email: donnachiamadonna@gmail.com

Progetto Petra – Pari Opportunità Comune di Verona – Verona (VR)
P.zza Brà-Comune di Verona – 37121 – Verona (VR)
Tel: 800392722
Web: http://www.comune.verona.it
Email: petra.antiviolenza@comune.verona.it
Posti letto: 10

Pronto Donna
Piazza Caduti, 1 35031 Abano Terme (PD)
Telefono: 049 8245234
Web: http://www.abanoterme.net/
e-mail pariopportunita@abanoterme.net

SOS Violenza – Centro del Comune – Cooperativa Iside
Via Paccagnella, 11 30170 Mestre (VE)
Telefono: 041 9657836
E-Mail: c.donna@comune.venezia.it

Sportello Donna
c/o Assessorato Interventi Sociali del Comune di Vicenza Contrà Mure San Rocco, 34 – 36100 Vicenza (VI)
tel. 0444-222550

Telefono Rosa
Piazza Duomo 19 – 31100 – Treviso (TV)
Tel: 0422/583022
Email: telefonorosatreviso@libero.it

Telefono Rosa
Via Santa Toscana 1/p – 37131 – Verona (VR)
Tel: 045/8015831
Web: http://www.telefonorosaverona.it
Email: trverona@gmail.com

Fertility day

Si sta diffondendo piano piano la notizia del fertility day indetto per il 22 settembre. La notizia si può leggere sul sito del ministero della salute dove a pagina 1 del Piano Nazionale per la Fertilità si spiega che si vuol «celebrare questa rivoluzione culturale istituendo il “Fertility Day”, Giornata Nazionale di informazione e formazione sulla Fertilità, dove la parola d’ordine sarà scoprire il “Prestigio della Maternità”» (i maiuscoli sono nel testo).

Lasciamo da parte il concetto di “prestigio” collegato a “maternità”. Lasciamo da parte l’uso delle maiuscole che sa di dolce stilnovodonna angelicata. La rivoluzione di cui si parla è riassunta nei punti che precedono l’annuncio, soprattutto il quarto: «Operare un capovolgimento della mentalità corrente volto a rileggere la Fertilità come bisogno essenziale non solo della coppia ma dell’intera società, promuovendo un rinnovamento culturale in tema di procreazione».

La rivoluzione di cui si parla, dunque, è quella di passare da una concezione della fertilità come bisogno della coppia a una concezione della fertilità come bisogno della società. Bene, andiamo avanti: registriamo però che il documento riconosce il valore sociale delle fertilità, quindi della genitorialità, quindi della gravidanza. A questo punto ci si aspetterebbe un discorso sugli aiuti concreti ai neo genitori e alle neo mamme che in Italia sono una categoria particolarmente fragile.

Così, per curiosità, ho fatto una prova: ho cercato nel testo la parola “aiuto”, come aiuto economico, provvedimenti d’aiuto etc.. La parola ricorre prevalentemente nel senso di “aiuto medico” al concepimento. Non è la chiave corretta. Con “sostegno” va meglio, è la chiave di ricerca giusta. Il risultato però è sorprendente perché tra le primissime ricorrenze spicca questa frase: «Va evidenziato che la contrazione della fecondità riguarda tutti gli Stati UE. Anche i Paesi anglosassoni, la Francia e i Paesi del nord Europa, che hanno attuato importanti politiche a sostegno della natalità, restano comunque al di sotto della soglia di sostituzione”. A seguire: «Il nostro Paese si pone quindi all’interno di una tendenza comune nel continente, dovuta non solo a fattori sanitari ed economici ma anche e soprattutto culturali e sociali».

Francamente si sente odore di autoassoluzione lontano un chilometro. Mi vengono in mente parecchie amiche e amici (sì, anche gli uomini possono desiderare dei figli) che si sono dovuti gestire la genitorialità in solitudine rispetto alle istituzioni. Parlo di una genitorialità in condizioni economiche precarie, sviluppata tra mille equilibrismi che vanno molto al di là del concetto di “sapersi arrangiare”. Mi vengono in mente amici che hanno rinunciato ai figli per paura di non potervi provvedere economicamente. Amici che sotto il ricatto della perdita del lavoro hanno rimandato e rimandano ancora. Amiche che alla notizia di una possibile gravidanza non sanno se gioire o disperarsi. E voi ci venite a parlare di orologio biologico?

Questa campagna susciterà rabbia, ci vuole poco a prevederlo, e la rabbia si alimenterà dalla sensazione di avere di fronte un muro di gomma invece di un interlocutore serio. È al contempo un problema politico e un errore di comunicazione. Da quanto tempo le donne, le coppie, i precari stanno chiedendo di essere messi in condizione di poter fare figli? Datele a noi le facilitazioni che hanno le famiglie e le madri negli altri paesi. Dateli a noi gli asili, le garanzie, i contributi economici. Datele a noi le assicurazioni contrattuali. Non ci sarà bisogno che lo Stato ci venga a spiegare che dobbiamo fare figli: li faremo da soli. Perché molti i figli li vogliono ma non possono farli. Perché c’è chi ha rinunciato ai figli e nessuna istituzione è stata ad ascoltare. Perché nessuno fa i figli per lo Stato ma li fa per pura scommessa sul futuro e oggi abbiamo tutti paura del futuro. Abbiamo paura per noi e per i nostri figli: quelli che abbiamo e quelli che potremmo avere.

Con che coraggio è stata bandita questa campagna nel momento in cui i consultori, gli asili, le reti sociali vengono a mancare? Con che coraggio si additano ancora una volta i giovani, ancora una volta le donne? Con che coraggio si fanno proclami senza fornire i mezzi concreti per mettere in atto quello che si richiede? Con che coraggio ci si pone come giudici invece che come ascoltatori di bisogni frustrati? Con che diritto lo Stato si intromette nelle scelte personali? Lo Stato, una grandissima possibilità ce l’avrebbe davvero: quella di creare le condizioni ottimali perché le persone che vogliono fare figli si sentano tutelate e li facciano. In questo senso c’è davvero un ampio margine di manovra per migliorare.

Volete che si facciano figli? Anzitutto parlate di famiglie e non di singole donne. Le donne, in questa campagna, appaiono come semplici fattrici. Se esiste un linguaggio adatto alla specie umana per parlare della gravidanza e non è un caso (incinta, non pregna). Le immagini della campagna per la fertilità parlano solo di ventri, di uteri, di acque, di orologio biologico. Del corpo delle donne come spazio pubblico. Le immagini di questa campagna giocano deliberatamente con le ansie e le frustrazioni delle donne, si insinuano nel loro corpo, nel loro personale, le ricattano e le mortificano.

Sfogliando le cartoline si scopre che non solo si mortificano le donne ma si marginalizzano gli uomini facendo della fertilità una mera questione di utero e di sperma. Gli uomini non si sono niente di più che degli inseminatori. Si legge nel documento «Cosa fare, dunque, di fronte ad una società che ha scortato le donne fuori di casa, aprendo loro le porte nel mondo del lavoro sospingendole, però, verso ruoli maschili, che hanno comportato anche un allontanamento dal desiderio stesso di maternità? La collettività, le istituzioni, il competitivo mondo del lavoro, apprezzano infatti le competenze femminili, ma pretendono comportamenti maschili». No, la genitorialità non è solo questione di ruoli e la complessità delle persone non è mai riducibile a pura mansione di genere.

Si tratta sempre di scelte, non di atti dovuti: a questo principio non si deve derogare mai. E tenuto conto di questo presupposto cosa può fare lo Stato per frenare la crisi demografica? Può fare molto rispetto ad adesso, può fare quello che fanno gli altri Stati: aiutare le famiglie a sostenere la genitorialità, come si sta chiedendo da anni e da molte parti. Aiutare concretamente senza campagne velleitarie e senza un uso auto-assolutorio delle statistiche. Non basta dire che i paesi che fanno politiche di sostegno «restano comunque al di sotto della soglia di sostituzione». Se la soglia di sostituzione è 2.1, una cosa è stare a 1,97 come la Francia e un’altra è stare a 1.34 come l’Italia. Quindi fate politiche di sostegno perché passare da 1,34 a 1.97 sarebbe già un progresso. Create le situazioni concrete per favorire la genitorialità e vedrete che qualcosa succede.

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Le richieste riguardo al #fertilityday dunque sono tre e sono molto semplici

  1. rendere possibile una genitorialità sostenibile: compatibile col lavoro e con le condizioni economiche delle famiglie
  2. diffondere una cultura per cui la genitorialità riguarda tanto gli uomini quanto le donne
  3. cambiare la comunicazione

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Ps. Tutti i commenti sono graditi e preziosi, anche le storie personali


Qui sotto

la campagna reale e la campagna fake di Ruminatiolaica

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Campagna fake di Ruminatiolaica: Il #fertilityday, quello vero

 

Public Space, il corpo delle donne come luogo pubblico, ispirato al saggio di Barbara Duden