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Prova costume: come sabotare sé stesse in leggerezza.

di Ilaria Sabbatini

Visto che si avvicina la prova costume e inizia la relativa campagna mediatica ho delle considerazioni da fare. Io non ho la cellulite, sono grassa; non ho le cicce pendule, sono piena. Ma non comprerò creme miracolose e nemmeno mutande snellenti. L’unica cosa che mi impegno a fare è di smetterla di guardarmi in tutte le vetrine per sorprendere i miei difetti. Per il resto continuerò ad amare i profumi, le belle scarpe, i vestiti, il makeup e il colore nero come ho sempre fatto.

La mie mutande snellenti sono le amiche intelligenti che mi ritrovo. Guardatevi intorno, signore e signorine, osservate le vostre amiche e se sono come le mie accendete incensi ai vostri Lari e ai vostri Penati nei secoli dei secoli, perché non avete idea di quanto siete state fortunate. Non state a vedere se sono magre o se sono grasse, se sono gnocche o se sono racchie, se sono toniche o flaccide, se sono fresche o passatelle. Guardate se sono brillanti e spiritose perché poi le loro parole faranno la differenza come la stanno facendo per me.

Non è passata neanche una settimana dallo scandalo Sarandon che ricominciano a bombardarci con la prova costume. Un approccio talmente favorevole alle donne da far pensare ad amene usanze come il niqab. Sì, quell’abito di lunghezza monacale, in genere nero, dotato di una finestrella per gli occhi. Attenzione però a non confondete il niqab con il burqa: potrebbe essere fatale per le vostre quotazioni di figaggine. Il niqab ha la finestrella, il burqa ha la rete e questa differenza è molto importante. Infatti, finché avete il contorno occhi liscio potete permettervi un comodo niqab ma se siete state poco attente e avete lasciato vincere le zampe di gallina allora, mi dispiace per voi, ma dovete passare al più coprente burqa.

Il vantaggio evidente di questo stile di abbigliamento è di nascondere il vostro vergognoso difetto, cioè le rughe del contorno occhi, lasciando però trapelare qualcosa del vostro sguardo maliardo che potrebbe ancora sedurre qualche maschio dai gusti semplici e di bocca buona. A proposito, mi raccomando, tanto kajal e tanto rimmel ché dietro la rete risaltano poco. Del resto si sa: c’è sempre qualcuno che apprezza un buon brodo, basta che la gallina vecchia non si faccia vedere troppo in giro.

Siete sorpresi di questa mia apologia del velo integrale? E perché mai dovreste esserlo? Meglio rendersene conto subito e reagire invece di ritrovarsi a una certa età e non riconoscere la propria immagine allo specchio. Per esempio, se aprite le braccia e non siete toniche, le cicce pendule potrebbero farvi sembrare uno scoiattolo volante. Oppure, se avete sempre avuto le guance piene, improvvisamente potreste vedere un mastino napoletano che si lava i denti al posto vostro.

Vogliamo poi parlare dei cedimenti delle tette? Quelle tette ormai mitologiche perché a un certo punto della vostra carriera diventeranno così cedevoli che ve le potrete comodamente arrotolare a mo’ di foulard intorno al collo simulando disinvoltura? Oppure parliamo delle chiappe che un bel giorno prenderanno le distanze dal vostro bacino per un’antica e invincibile attrazione verso i vostri talloni?

Bisogna vietare i due pezzi alle ciccione, non c’è dubbio, ma pure a quelle troppo secche. Non è mica bella l’esposizione impunita dei rotolini girovita o delle grandi pianure senzatette. E sicuramente dopo i dopo i 25 anni vanno vietate la canottiere per non vedere in giro quelle ali di pollo che svolazzano al vento tra l’ascella e la costola. Le gonne poi non ne parliamo: ma avete presenti le grinze che si formano sopra il ginocchio a tutte quelle che hanno già superato la pubertà?

(Vedi foto sottostante).

Quindi facciamo così: costume intero per le secche e le ciccione. Però un attimo… così rimangono fuori le gambe e il plissettato del ginocchio non sta tanto bene. Allora costume intero con braghettoni così si nasconde il plissettato, la coscia cellulitica e pure la gamba secca. Perché va bene lo stacco di coscia ma se non è tornita come si deve è inutile anche averci la gamba lunga. Per dare un po’ di grazia al tutto si potrebbe aggiungere un pareo alla caviglia, così sdrammatizza anche l’outfit.

Il costume intero nasconde bene la carenza o l’eccesso di tette. Resta però il problema dell’ala di pollo: come si diceva, dopo i 25 la canottiera neanche a pensarci. A quel punto andrebbe bene una maximaglia di cotone. Non troppo aderente, ovviamente, sennò si vede la ciccia pendula. Direi che le maniche a pipistrello sono perfette per varie ragioni. E poi ci vorrebbe anche qualcosa per il collo perché è brutto quando comincia a rammollirsi e fa l’effetto fisarmonica. Lì poi sono cazzi: neanche la chirurgia riesce a tenere in piedi l’impalcatura. Direi quindi di nascondere pliche e pappagorgie dentro una bella sciarpa morbida, magari di seta e anche griffata.

Rimane il problema della faccia: molte di noi non possono permettersi interventi facciali continui. Non solo per una questione di costi ma anche per un discorso di orari di lavoro. Con tutto quello che abbiamo da fare non possiamo certo permetterci convalescenze continue per tirare su la palpebra o puntellare lo zigomo. Una bella maschera facciale in cotone traspirante potrebbe risolvere ogni ambascia a modico prezzo. Tipo quelle dei wrestler messicani ma impreziosite con inserti di sartoria.

Sì, direi che come outfit ci siamo e possiamo fare un po’ di conti su quelle due o tre cosette da comprare per essere presentabili col nostro corpo imperfetto e alla nostra età. Dei braghettoni, un costume intero a spalla larga, il pareo coprente fino alla caviglia, la maximaglia con maniche a pipistrello, lo sciarpone di seta griffato e la maschera facciale in puro cotone traspirante con inserti pregiati. In più kajal e rimmel per pelli mature.

Onestamente, a questo punto, è più pratico il burqa. Ed è pure meno ipocrita.

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Affettuosi saluti a tutte, mie care,

e godetevi la bella stagione.

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