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Magre vs grasse

Stavolta ho contato fino a dieci, non ho pubblicato subito. Perché la faccenda di Io donna mi ha dato molto molto fastidio ma non volevo farmi prendere la mano. È un po’ che osservo e quello che in parte vedo sono uomini e donne preoccupati in modo sempre più ossessivo del proprio aspetto. I più, quelli come me, provano diete e riescono a ottenere piccoli o grandi successi tra una ricaduta e l’altra. Ma gli integralisti della magrezza d’ordinanza si possono anche arrendere: se ci scappa una fetta di pizza o un bicchiere di vino non ci suicidiamo a causa del loro disprezzo.

Io sono ipotiroidea ed è una cazzata quando vi dicono che le persone sono grasse solo perché non hanno forza di volontà. Qualcuno sì e qualcuno no. Qualcuno ha un rapporto sballato col cibo, qualcuno combatte col proprio metabolismo, molti stanno facendo un percorso di autoaccettazione. Perché il primo presupposto per dimagrire, care Frau Blucher de noantri, è piacersi. Sì, piacersi così come si è, ovvero grasse. O grassi. E aspettate a farvi prendere un colpo perché non è finita.

Cosa c’è d’importante nel piacersi così come si è? C’è che se ti piaci quando sei grasso significa che rifiuti il body shaming, non certo che fai una bandiera dell’obesità morbosa. Vuol dire che stai lavorando sull’idea che prima di tutto è la tua mente la sede del disagio poi, semmai, il tuo corpo. Se una non ha problemi di salute e vuole rimanere grassa perché ha la fortuna di piacersi e di piacere ha il sacrosanto diritto di farlo. Andate a dire qualcosa a queste tizie plus size. Parliamo di femminilità a tutto tondo, parliamo di tutte le femminilità. Non solo di pesi e misure.

E siccome mi trovo sempre a decidere su quale fronte stare, dico subito che per me non c’è nessun fronte. Via, finito: non siamo magre contro grasse, non c’è nessuna battaglia. Allora perché non normodotate contro diversamente abili? Tanto che ce frega se poi qualcuna finisce a pezzi. Mica è colpa nostra, no?

Tutte le donne meritano di emanciparsi dal body shaming. Devono respingerlo ancora di più se è praticato da altre donne, cosa che rende la faccenda perfino più odiosa. A me piacciono le ragazze sempre: mi piace il corpo delle persone, ci lavoro, le fotografo e le fotografo magre, grasse, in tutte le forme, le misure e le condizioni.

Quello che voglio è che si vedano in giro ragazze magre insieme a ragazze grasse senza che il solito passante si debba sorprendere della differenza. Sì, le persone magre e le persone grasse si frequentano, si parlano, si stanno simpatiche, si piacciono e qualche volta si innamorano. Se tutto questo vi sembra banale vuol dire che siete già passati al livello successivo ma vi assicuro che i più sono rimasti indietro.

A me mancano degli ormoni che il mio corpo non produce più e francamente il peso è solo uno dei problemi, forse neanche più il grande. In queste condizioni ne risentono il tono dell’umore, il ritmo cardiaco, il metabolismo, il ciclo mestruale e per gli uomini la capacità erettile. Secondo quale logica allucinata il controllo del peso dovrebbe essere più grave di un’anomalia del ritmo cardiaco o del rischio di depressione cronica?

Facciamo a chiarirci: il mio corpo era diventato un casino e sono molto contenta di aver ripreso il controllo. Mantengo sempre alta la guardia perché non voglio più essere depressa. Prenderò farmaci per tutta la vita perché senza tiroxina non ho neppure voglia di alzarmi dal letto. E in mezzo a tutto questo, qualche idiota pretenderebbe pure di insegnarmi che i chili in più devono essere motivo di vergogna?

Grazie per il tentativo ma ci pensavo già da sola a farmi del male e sono più brava di chiunque altro. Sei arrivata seconda, tesoro. Il problema però è che io non voglio più farmi del male. E se non lo permetto a me stessa figuriamoci se lo permetto a delle sgallettate qualsiasi.

Quindi sapete che c’è? Smettetela di scassare le scatole e altre ghiandole. Ho amiche magre che si vergognano del proprio corpo anche se magro. Qualcuno addirittura pensa che si voglia promuovere la cultura dell’obesità solo perché si dice che anche le ragazze morbide vanno bene. Voi che ci avete messo le une contro le altre, andate al diavolo per questo. Shame on you. Io voglio solo cenare con le mie amiche senza chiedermi se siamo magre, normali o grasse. Senza valutare se insieme sembriamo strane. Senza che la mia corporeità debba per forza negare la loro o viceversa.

No, non stiamo promuovendo la cultura dell’obesità. E se lo credete dovete rileggervi daccapo questo post ancora e ancora. Ogni tanto penso a quelle che per interrompere lo stillicidio hanno deciso di farsi ridurre lo stomaco. È vero, è per la salute: a volte serve. Ma voi che le giudicate, avete presente cosa passano? Non è come stringere di un buco la cintura: è più come sottoporre il proprio corpo a un’operazione: con il bisturi, la sala operatoria, il sondino e tutto il repertorio.

Sto cercando un equilibrio tra la mia dieta e la mia vita sociale. Perché per le donne attive il problema è principalmente questo. Di una cosa sono sicura però: per la bella faccia di qualche ossessiva non perderò neanche un’occasione di fare festa con gli amici. Perché voglio godermi la vita. E perché sono gli amici a raccattarmi quando ne ho bisogno, non le fanatiche di qualche rivista.

Pontificate dai vostri giornali e non vi accorgete che vi comportate come quegli ex obesi che non riescono più a sentirsi magri e allora diventano carogne. Un ciccione è per sempre, mie care. E si possono fare solo due cose quando ci si sente così: o prenderla con ironia e volersi bene lo stesso oppure rovesciare addosso agli altri il veleno che vi fermenta dentro. Si chiama vomiting ed è un problema serio.

Pensateci sopra mentre noi andiamo a fare l’aperitivo.

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Ps.

Aggiungo il commento di Laura Montalbano perché mi sembra perfettamente in linea con questo post.

Io ho sempre avuto il problema opposto: mi prendevano in giro perché troppo magra. Per un certo periodo sono anche stata presa di mira dai bulli. La mia infanzia e la mia adolescenza sono state davvero traumatiche. Ci ho messo anni, una volta cresciuta, ad imparare ad accettare il mio corpo così com’è. Che non significa favorire l’anoressia o la ricerca dell’eccessiva magrezza. Esattamente come per le persone più in carne.

Ecco alcuni link che mi stanno a cuore:

Il progetto Boudoir disability di Micaela Zuliani (fotografa) e Valentina Tomirotti (blogger e giornalista)

Poi Justine Romano di Le Funky mamas mi segnala:

Secche contro tonde. Tutte contro tutte

Quelli del sabato

Leggeteli ma soprattutto guardateli: ci troverete tanta bellezza.

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