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Sesso e karnazza. Sessismo e stereotipi nella comunicazione pubblicitaria

La pubblicità non crea modelli e valori, si aggancia simboli, modelli valori già esistenti, interpretandoli, amplificandoli e inserendoli dentro storie che raccontano prodotti.

Ma nel momento in cui un prodotto, per rendersi desiderabile, si aggancia a valori già acquisiti, li consolida nell’immaginario collettivo.

Annamaria Testa, Donne e pubblicità, 4 aprile 2011


Il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale «è vincolante per aziende che investono in pubblicità, agenzie, consulenti pubblicitari, mezzi di diffusione della pubblicità, le loro concessionarie e per tutti coloro che lo abbiano accettato direttamente o tramite la propria associazione, ovvero mediante la sottoscrizione di un contratto di pubblicità».

http://www.iap.it/codice-e-altre-fonti/il-codice/

Art. 10 – Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona

La comunicazione commerciale non deve offendere le convinzioni morali, civili e religiose.

Essa deve rispettare la dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni e deve evitare ogni forma di discriminazione, compresa quella di genere.

Scherzi a Parte: La prosciutta. Scherzo a Nina Moric

Boss: capo / Bossy: dispotico
Persuasive: convincente / Pushy: assillante
Dedicated: impegnato / Selfish: egoista
Neat: ordinato / Vain: vanesio
Smooth: raffinato / Show off: montato
Non lasciare che le etichette ti ostacolino


I prodotti Dove e la bellezza


Questione RASA IL PRATINO

Da dove viene «Rasa il pratino»

 

MATERIALI:

RACCOLTA DI PUBBLICITA’ CARTACEE

AstraRicerche_Cera_di_Cupra_Sintesi

Codice di autoregolamentazione 8.3.2017

Il caso Guinness Good Times

Il ginecentrismo pubblicitario si mangia la marca!

Superare gli stereotipi pubblicitari sulle donne (e sugli uomini)

 

 

Sesso a carnazza locandina PDF

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