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Ciocco islam

L’ultima frontiera, a dire il vero ridicola, della battaglia identitaria pare sia diventata la cioccolata. Avete capito bene signori, proprio la cioccolata e nel caso specifico la cioccolata dell’azienda Lindt colpevole, a detta di un manipolo di scalmanati di non rispettare le tradizioni cristiane e recare offesa al presepe. Lo so, sono imbarazzata anch’io a scrivere queste cose, ma leggere per crede. Che diamine c’entra il rispetto delle tradizioni con la cioccolata? Beh io non ho risposte. Messa così sembra un po’ come dire i cavoli a merenda e in effetti non si è molto distanti da lì.

La colpa di Lindt è di aver prodotto un calendario dell’avvento ispirato a Le mille e una notte. Le mille e una notte, per chi non lo sapesse, è un libro di fiabe. Potrebbe essere la versione femminile ante litteram della novella teatrale di Turandot di Carlo Gozzi, in cui la bella figlia dell’imperatore della Cina, per odio verso il sesso maschile, promette di sposare chi è capace di risolvere tre enigmi mentre decapitare i pretendenti che falliscono. Dopo molti morti il principe Calaf si presenta a risolvere gli enigmi riuscendo a conquistare il cuore della principessa.

Ne Le mille e una notte, raccolta costituita a partire dal X secolo, si racconta di un re persiano avverso al genere femminile che uccide tutte le sue spose durante la prima notte di nozze. Finché non si presenta Sharazad con un piano per placare l’ira del re e guadagnarne l’amore. Ogni la giovane sera racconta allo sposo una storia diversa e va avanti così per mille e una notte finché il re, innamoratosi, le rende salva la vita.

Questa raccolta è diventata talmente popolare che alcuni dei suoi personaggi fanno ormai parte dell’immaginario di tutti bambini del mondo. Se volete fare una prova divertente cercate di mettere insieme una lista di opere ispirate a Le mille e una notte: vi assicuro che tra film, opere liriche, produzioni teatrali, romanzi, racconti e film d’animazione sarà un’impresa quasi impossibile.

Per inciso, anche se i nostri si sono decisi a cavalcare la vicenda solo ora, forse sulla promettente scia delle polemiche sulla scuola di Rozzano, Lindt ha in produzione il suddetto calendario con palazzo orientale e Re Magi da ben 10 anni e lo commercializza solo in Germania, ossia il paese dove ha sede la produzione.

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L’azienda si è ispirata a Le mille e una notte quindi, tecnicamente, dovrebbe essere un palazzo non una moschea. Ma a parte le questioni architettoniche mi chiedo fino a dove si arriverà con il pretesto di non offendere gli atei devoti e chi pretende di professarsi cristiano in nome di un malinteso senso dell’identità.

Dico “pretende” perché una scempiaggine simile non è ammissibile per chi abbia fatto non dico studi specifici sul cristianesimo ma anche le minime lezioni di catechismo necessarie per arrivare alla comunione o alla cresima. Basta leggere un qualsiasi sussidiario di catechismo, oppure i Vangeli ad esempio, per capire quanto sia sciocca e pretestuosa la polemica del presepe che si sta diffondendo oltre ogni limite accettabile di decenza.

“Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme” (Mt. 2,1)

Mi pare vi siano indicazioni chiare. Tralasciando la sensazione di isterismo che trapela da ogni dove, quegli identitaristi da barzelletta si dovrebbero ricordare che Gesù è nato ebreo in territorio di Iudaea, poi Syria Palaestina. E i Re Magi, che sono il soggetto del vituperato calendario, venivano da Oriente: si ritiene addirittura che fossero zoroastriani ossia astrologi persiani. In poche parole venivano dall’Iran.

È evidente che si tratta di una polemica montata ad arte dai soliti siti bufalogeni. Robaccia insulsa, come al solito. Il fatto è che quando riesce ad arrivare alle agenzie come adnkronos una sciocchezza diventa una notizia a tutti gli effetti e dunque richiede attenzione.

C’è qualcuno che sta proditoriamente aizzando la parte più infima del popolino italico in caccia di visibilità ma così facendo rischia di  fatto di riscrivere le vicenda storiche, ben al di là delle fedi religiose. Uno può anche non credere alla resurrezione. Ma non è storicamente accettabile di pensare che Gesù fosse un cristiano occidentale come sta cercando di fare passare questa masnada. Non è questione di fede, è questione di intelligenza.

Ilaria Sabbatini

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