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Susanna e i vecchioni

Susanna e i vecchioni. Artemisia Gentileschi 1610

Libro di Daniele, capitolo 13

Abitava in Babilonia un uomo chiamato Ioakìm, il quale aveva sposato una donna chiamata Susanna, figlia di Chelkìa, di rara bellezza e timorata di Dio. I suoi genitori, che erano giusti, avevano educato la figlia secondo la legge di Mosè. Ioakìm era molto ricco e possedeva un giardino vicino a casa ed essendo stimato più di ogni altro i Giudei andavano da lui. In quell’anno erano stati eletti giudici del popolo due anziani: erano di quelli di cui il Signore ha detto: «L’iniquità è uscita da Babilonia per opera di anziani e di giudici, che solo in apparenza sono guide del popolo». Questi frequentavano la casa di Ioakìm e tutti quelli che avevano qualche lite da risolvere si recavano da loro. Quando il popolo, verso il mezzogiorno, se ne andava, Susanna era solita recarsi a passeggiare nel giardino del marito. I due anziani che ogni giorno la vedevano andare a passeggiare, furono presi da un’ardente passione per lei: persero il lume della ragione, distolsero gli occhi per non vedere il Cielo e non ricordare i giusti giudizi. Eran colpiti tutt’e due dalla passione per lei, ma l’uno nascondeva all’altro la sua pena, perché si vergognavano di rivelare la brama che avevano di unirsi a lei. Ogni giorno con maggior desiderio cercavano di vederla. Un giorno uno disse all’altro: «Andiamo pure a casa: è l’ora di desinare» e usciti se ne andarono. Ma ritornati indietro, si ritrovarono di nuovo insieme e, domandandosi a vicenda il motivo, confessarono la propria passione. Allora studiarono il momento opportuno di poterla sorprendere sola.
Mentre aspettavano l’occasione favorevole, Susanna entrò, come al solito, con due sole ancelle, nel giardino per fare il bagno, poiché faceva caldo. Non c’era nessun altro al di fuori dei due anziani nascosti a spiarla. Susanna disse alle ancelle: «Portatemi l’unguento e i profumi, poi chiudete la porta, perché voglio fare il bagno». Esse fecero come aveva ordinato: chiusero le porte del giardino ed entrarono in casa dalla porta laterale per portare ciò che Susanna chiedeva, senza accorgersi degli anziani poiché si erano nascosti. Appena partite le ancelle, i due anziani uscirono dal nascondiglio, corsero da lei e le dissero: «Ecco, le porte del giardino sono chiuse, nessuno ci vede e noi bruciamo di passione per te; acconsenti e datti a noi. In caso contrario ti accuseremo; diremo che un giovane era con te e perciò hai fatto uscire le ancelle». Susanna, piangendo, esclamò: «Sono alle strette da ogni parte. Se cedo, è la morte per me; se rifiuto, non potrò scampare dalle vostre mani. Meglio però per me cadere innocente nelle vostre mani che peccare davanti al Signore!». Susanna gridò a gran voce. Anche i due anziani gridarono contro di lei e uno di loro corse alle porte del giardino e le aprì. I servi di casa, all’udire tale rumore in giardino, si precipitarono dalla porta laterale per vedere che cosa stava accadendo. Quando gli anziani ebbero fatto il loro racconto, i servi si sentirono molto confusi, perché mai era stata detta una simile cosa di Susanna. Il giorno dopo, tutto il popolo si adunò nella casa di Ioakìm, suo marito e andarono là anche i due anziani pieni di perverse intenzioni per condannare a morte Susanna. Rivolti al popolo dissero: «Si faccia venire Susanna figlia di Chelkìa, moglie di Ioakìm». Mandarono a chiamarla ed essa venne con i genitori, i figli e tutti i suoi parenti. Susanna era assai delicata d’aspetto e molto bella di forme; aveva il velo e quei perversi ordinarono che le fosse tolto per godere almeno così della sua bellezza. Tutti i suoi familiari e amici piangevano.
I due anziani si alzarono in mezzo al popolo e posero le mani sulla sua testa. Essa piangendo alzò gli occhi al cielo, con il cuore pieno di fiducia nel Signore. Gli anziani dissero: «Mentre noi stavamo passeggiando soli nel giardino, è venuta con due ancelle, ha chiuse le porte del giardino e poi ha licenziato le ancelle. Quindi è entrato da lei un giovane che era nascosto, e si è unito a lei. Noi che eravamo in un angolo del giardino, vedendo una tale nefandezza, ci siamo precipitati su di loro e li abbiamo sorpresi insieme. Non abbiamo potuto prendere il giovane perché, più forte di noi, ha aperto la porta ed è fuggito. Abbiamo preso lei e le abbiamo domandato chi era quel giovane, ma lei non ce l’ha voluto dire. Di questo noi siamo testimoni». La moltitudine prestò loro fede poiché erano anziani e giudici del popolo e la condannò a morte. Allora Susanna ad alta voce esclamò: «Dio eterno, che conosci i segreti, che conosci le cose prima che accadano, tu lo sai che hanno deposto il falso contro di me! Io muoio innocente di quanto essi iniquamente hanno tramato contro di me». E il Signore ascoltò la sua voce.
Mentre Susanna era condotta a morte, il Signore suscitò il santo spirito di un giovanetto, chiamato Daniele, il quale si mise a gridare: «Io sono innocente del sangue di lei!».
Tutti si voltarono verso di lui dicendo: «Che vuoi dire con le tue parole?». Allora Daniele, stando in mezzo a loro, disse: «Siete così stolti, Israeliti? Avete condannato a morte una figlia d’Israele senza indagare la verità! Tornate al tribunale, perché costoro hanno deposto il falso contro di lei».
Il popolo tornò subito indietro e gli anziani dissero a Daniele: «Vieni, siedi in mezzo a noi e facci da maestro, poiché Dio ti ha dato il dono dell’anzianità». Daniele esclamò: «Separateli bene l’uno dall’altro e io li giudicherò». Separati che furono, Daniele disse al primo: «O invecchiato nel male! Ecco, i tuoi peccati commessi in passato vengono alla luce, quando davi sentenze ingiuste opprimendo gli innocenti e assolvendo i malvagi, mentre il Signore ha detto: Non ucciderai il giusto e l’innocente. Ora dunque, se tu hai visto costei, di’: sotto quale albero tu li hai visti stare insieme?». Rispose: «Sotto un lentisco». Disse Daniele: «In verità, la tua menzogna ricadrà sulla tua testa. Già l’angelo di Dio ha ricevuto da Dio la sentenza e ti spaccherà in due». Allontanato questo, fece venire l’altro e gli disse: «Razza di Canaan e non di Giuda, la bellezza ti ha sedotto, la passione ti ha pervertito il cuore! Così facevate con le donne d’Israele ed esse per paura si univano a voi. Ma una figlia di Giuda non ha potuto sopportare la vostra iniquità. Dimmi dunque, sotto quale albero li hai trovati insieme?». Rispose: «Sotto un leccio». Disse Daniele: «In verità anche la tua menzogna ti ricadrà sulla testa. Ecco l’angelo di Dio ti aspetta con la spada in mano per spaccarti in due e così farti morire».
Allora tutta l’assemblea diede in grida di gioia e benedisse Dio che salva coloro che sperano in lui. Poi insorgendo contro i due anziani, ai quali Daniele aveva fatto confessare con la loro bocca di aver deposto il falso, fece loro subire la medesima pena alla quale volevano assoggettare il prossimo e applicando la legge di Mosè li fece morire. In quel giorno fu salvato il sangue innocente. Chelkìa e sua moglie resero grazie a Dio per la figlia Susanna insieme con il marito Ioakìm e tutti i suoi parenti, per non aver trovato in lei nulla di men che onesto. Da quel giorno in poi Daniele divenne grande di fronte al popolo.

 

Per un commento sull’opera

http://opportunitadigenere.blogspot.it/2017/11/lo-sguardo-di-artemisia-gentileschi.html

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Acqua sul fuoco. Il femminicidio di Lucca

Lucca, 3 agosto 2016

Quello spazio vicino all’obitorio dell’ex ospedale di Lucca è un angolo che noi lucchesi conosciamo bene. È vicino al pronto soccorso, ci sono passata svariate volte con i legamenti incrinati o una colica in corso. È uno spazio triste ma familiare che ha visto pezzi importanti della mia vita. Andavo lì a fumare tutte le volte che ricoveravano mia madre dopo la diagnosi di cancro. Lì passeggiavo avanti e indietro cercando di assorbire la notizia della morte di un caro amico. Li ho pianto, abbracciato e bestemmiato. Perfino io che non bestemmio mai.

Lì una donna è stata data alle fiamme. Ha concesso fiducia una volta di troppo all’uomo che l’ha ingannata. Ha lottato per la propria vita ed è stata sconfitta. La prima cosa da fare è smettere di dire o anche solo di far intendere che lei potrebbe avere una co-responsabilità nell’evento. Non è lei che ha sbagliato: è lui che l’ha attirata in una trappola. Bisogna dire alle donne di non fidarsi dell’ultimo chiarimento, di non aver paura di passare per stronze. Perché è meglio una stronza viva di un’educata ragazza morta.

Dice il giornale che lei ha detto il nome del suo aggressore. Dice il giornale che ha chiesto di avvertire la sua famiglia. Perché era lucida, col 90% della pelle bruciata ma lucida. Dice il giornale che l’hanno soccorsa mentre gridava, mentre cercava di strapparsi i vestiti incendiati. I soccorritori ci hanno parlato e poi finalmente non è stata più presente a sé stessa perché l’hanno sedata. Stamani lei ha smesso di vivere.

C’era una tanica di liquido infiammabile, c’era una discussione in corso e quando le parole sono finite è stato il momento del fuoco. No, lui non è un mostro, è un essere umano, perfino un padre di famiglia, e questo non dobbiamo dimenticarlo mai. Non dobbiamo mai dimenticare che l’assassino è un uomo, non un alieno, non un animale: niente di diverso da quello che siamo anche noi. Anni fa, studiando per un lavoro, ho guardato un documentario sulla storia e il pensiero di Etty Hillesum. A un certo punto dei ragazzi intervistano Michale Wery, dell’Istituto di Neuroscienze di Bruxelles, sul fatto che la Hillesum (proprio lei) parla della barbarie che si può trovare dentro ciascuno di noi.

Wery dice: non spiego la barbarie; osservo me stesso. Ci sono volte in cui mi sono detto che c’è qualcosa di barbaro in me. Sono rimasto colpito dal potenziale di violenza che ho dentro. Poco tempo fa tenevo in braccio il gattino di mia figlia. Mi sono accorto che l’avrei potuto strangolare con una facilità assoluta e questa consapevolezza mi ha portato a interrogarmi. Quando ero giovane mio cugino mi ha chiesto di fare il bagnetto a suo figlio. Era neonato e in quell’istante mi sono reso conto che quel piccolo essere vivente era alla mia mercé. Quel giorno ho preso coscienza del potere che avevo su questo essere vivente. Quale sarà il limite?

Vent’anni dopo – continua Wery – stavo lavorando in giardino e ho sentito qualcuno gridare e chiamarmi per nome. Il mio vicino era caduto nel pozzo e stava annegando. Sapevo benissimo di doverlo aiutare, nonostante ciò ho avuto un’immagine terribile: “puoi fare ciò che vuoi di quest’uomo”. Hai il potere di trovare un modo per tirarlo fuori e salvarlo, hai il potere di ucciderlo. In quei momenti della mia vita ho avuto potere sull’altro. E mi dico: presta attenzione alla barbarie che dorme in te. Il fatto di dare un nome a queste cose, il fatto di parlarne, mi fa capire che non ne ho veramente paura. E questo ci rende più liberi rispetto alle tendenze che vivono in noi.

Il discorso di Wery mi incuriosì e ci ho pensato letteralmente per anni. La stessa cosa che lui racconta la sperimentiamo con i cuccioli, con i bambini, con le persone che ci chiedono aiuto. Una sensazione di potere assoluto che si presenta di fronte a chi consideriamo inferiore o più debole. Questo è l’elemento in grado di scatenare la barbarie in ciascuno di noi. Ogni giorno scegliamo diversamente ma ogni giorno questa possibilità può presentarsi. La natura di ogni essere umano può, all’occorrenza, essere violenta.

Accettare questo significa rinunciare all’idea del mostro che, in realtà, è solo il nome che diamo al riflesso della nostra paura. Noi abbiamo dentro (anche) pulsioni violente ed esserne consapevoli vuol dire accettare la necessità di farci i conti e di gestirle. Nessuna rabbia, nessuno sfogo sarebbe sufficiente a compensare lo stupore e il gelo che coglie leggendo la storia della donna data alle fiamme a Lucca. Quindi non fatelo, non cedete alla tentazione di pensare che l’assassino sia qualcosa di diverso da un uomo. Non lasciatevi andare all’emotività facile dei discorsi forcaioli. Rimanete lucidi. Riflettete. Ragionate. Perché quando c’è caos c’è sempre qualcuno che riesce a mescolare nel torbido.

Di riprove ce ne sono a bizzeffe ogni volta. Quando accadono dei femminicidi mi metto a leggere i commenti sotto gli articoli dei giornali on-line: sono osservatòri eccellenti per l’antropologia contemporanea. Ieri un tizio, assai forcaiolo, scriveva che siamo 60 milioni di italiani e solo lo 0,001% ha una mente malata; se poi consideriamo che un terzo dei femminicidi sono commessi da “persone che è nella loro cultura” la percentuale scende ancora. “Questa è una mosca bianca”, diceva parlando dell’uomo che ha dato fuoco a Vania Vannucchi.

Noi no, noi non siamo mai. La cosa non ci riguarda. L’assassino è sempre un’eccezione. A noi non potrà mai capitare perché siamo “persone che NON è nella nostra cultura”. Eppure i dati affermano che le donne, anche in Italia, vengono per lo più uccise da persone conosciute, dentro la famiglia, dentro le relazioni e solo raramente da qualcuno al di fuori. Prima o poi bisognerà avere il coraggio di dire che le famiglie che uccidono, le relazioni che uccidono, gli uomini che uccidono sono proprio i nostri.

Lo stesso tizio aggiungeva: comunque leggo commenti di donne che dicono “mamme educate i vostri figli” bene e io aggiungo “mamme educate le vostre figlie perché anche una sola mamma che ammazza un figlio è una vergogna”. Il che significa che una donna che abortisce è uguale a un uomo che da fuoco a una donna. Chiaro, semplice, lineare. E da qui a dire che una donna se l’è meritato il passo è veramente breve. La cultura che uccide è esattamente questa. Una cultura che fa diventare le vittime sempre meritevoli di una qualche punizione.

Capite perché, soprattutto ora, bisogna mantenere i nervi saldi e non lasciarsi andare a reazioni emotive? Controllate quello che dite. Tenete a bada l’emotività tanto – mi spiace dirlo – domani ve ne sarete dimenticati. E non è colpa vostra: è normale. Vania Vannucchi suscita una pena immensa. Una compassione, una solidarietà, una rabbia infinita per come è morta. Giustamente oggi ci sentiamo tutti suoi amici. Ma la realtà è che per noi non è sorella, amica, parente e nemmeno conoscente. La sua morte atroce non ci sconvolgerà la vita come invece la sconvolgerà ai suoi figli. Noi non siamo cattivi perché ci dimenticheremo il suo nome. Semplicemente ricorderemo il caso della donna di Lucca bruciata viva dall’ex ma dimenticheremo tutti i dettagli.

Io non lo so cosa possiamo fare, qual è la reazione giusta: so solo cosa farò io. Io che ora sono piena di rabbia e ho il nodo alla gola tutte le volte che ne parlo. Non invocherò la morte per l’omicida. Non cederò alla retorica del “dovrebbe fare la stessa fine”. Non parlerò di pene severe perché, in realtà, non so qual è la situazione della giustizia. Invece di inveire mi informerò su cosa cosa prevede la legge per questo tipo di omicidio che si chiama femminicidio e che ha una componente così forte di crudeltà. Mi farò delle domande sui miei rapporti con gli uomini, quelli che sono stati, quelli che sono e quelli che saranno. Mi chiederò se la prevenzione è sufficiente e sicuramente la risposta sarà no. Mi chiederò dove sono le falle nel nostro sistema culturale, falle talmente gravi da far diventare il femminicidio un’emergenza sociale.

È un problema culturale, diciamo sempre. Ma avete pensato a cosa davvero significa “problema culturale”? Significa che c’è un filo sottile che collega l’omicidio all’umiliazione, all’offesa, alla mortificazione. Significa che c’è un filo sottile che congiunge l’omicidio e le pubblicità a contenuto violento e sessista. Gli esempi potrebbero continuare a lungo. Avete mai pensato agli uomini che mettono a tacere la compagna dandole della troia mentre niente di quello che ruota intorno alla sessualità maschile può essere considerato allo stesso livello offensivo? Gli uomini non sono violenti per natura così come le donne non nascono predestinate a subire. Sono scelte. Ma non scelte improvvise e improvvisate: sono scelte che si fanno ogni giorno, un’occasione dopo l’altra.

La violenza va riconosciuta prima di tutto in sé stessi per smantellare collettivamente la palude di luoghi comuni e sottovalutazioni in cui ci siamo arenati. Offendere è violenza, picchiare è violenza, schiaffeggiare è violenza, umiliare è violenza, minacciare è violenza, mortificare è violenza, impaurire è violenza, perseguitare è violenza, isolare è violenza, opprimere è violenza, ricattare è violenza. Bisogna dire a tutte le donne senza eccezioni: se lui supera il limite denuncialo, non ti fare scrupoli, chiama telefono rosa, nessun’altra può farlo al posto tuo. Le apparenze non contano niente: non c’è più nulla da salvare. Neanche se è tuo marito, tuo padre, il tuo fidanzato: l’uomo che tutti ritengono essere una brava persona. Neanche se pensi che amici e parenti ti criticheranno. Sta proprio succedendo a te, anche se non riesci a capacitarti. E non devi essere sola perché i centri anti violenza sono stati pensati per te. Questo hanno bisogno di sentirsi dire le donne: che non devono più preoccuparsi di salvare le apparenze e che hanno una via d’uscita reale.

Mio marito mi ha comprato uno spray pepper rosa. Dopo quello che è successo mi ha rimproverato perché lo dimentico sempre in giro. Non ha paura per me, ha paura perché io non ho paura. Allora mi sono seduta, l’ho guardato e gli ho detto che avrei dovuto avere paura di lui. Le donne non vengono uccise da estranei, vengono uccise da quelli che conoscono bene. È questa la conseguenza del clima in cui viviamo: tenere d’occhio la persona che ami, a cui affideresti la tua vita, e chiederti se lui è diverso, se lui supererebbe il limite. Certo che è diverso – ti dici – sennò non lo ameresti mica! Ma poi ti accorgi che tutte le donne colpite dalla violenza maschile pensavano più o meno lo stesso. Noi siamo andati vicini a oltrepassare il limite ma non è mai successo. E allora che differenza c’è? C’è che ci siamo accorti di poterci fare del male. Allora abbiamo deciso di essere i custodi di noi stessi. Non so se funzionerà, questa però è la risposta migliore che abbiamo.

Ilaria Sabbatini

Intervista a Michale Wery, dell’Istituto di Neuroscienze di Bruxelles

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Elenco dei centri antiviolenza aderenti alla Rete Nazionale Antiviolenza 1522 e alla Associazione nazionale Dire (Donne In Rete contro la violenza).
Fonte: Dipartimento per le Pari Opportunità

Tratto da Presa Diretta

ABRUZZO

Associazione Ananke Onlus

Via Tavo 248, 65100 – Pescara (PE)
Tel: 085/4283.851
web: http://www.centroananke.it
Email: info@centroananke.it

Biblioteca delle Donne Melusine – Centro Antiviolenza l’Aquila
Via Alcide De Gasperi 45, 67100 – L’Aquila (AQ)
Tel: 0862/65985
Email: centroantiviolenza.laquila@gmail.com

Centro Antiviolenza “La Libellula”
Via San Polo 46, 67039 – Sulmona (AQ)
Tel: 0864/566918
Web: http://www.horizonservice.it
Email: cav.libellula@alice.it
Posti letto: 6

Centro Provinciale Antiviolenza Donne “La Fenice”
Via Taraschi, 9 64100 Teramo (TE)
Telefono: 0861 029009
E-Mail: lafenice@provincia.teramo.it

CRI – Centro Antiviolenza
via Pietro Falco 1 ( c / o sede del comitato provinciale di Croce Rossa)- Chieti (CH)
Numero verde: 800 32 00 78
Web: http://www.crichieti.net
Email: centroantiviolenza@crichieti.net

Telefono Rosa – Associazione Il Filo di Arianna
Via Cesare De Lollis, 23 66100 Chieti (CH)
Telefono: 0871 347999

BASILICATA

Telefono Donna – Casa per le donne “Ester Scardaccione”
Via dei Ligustri 32, 85100 – Potenza – (PZ)
Tel: 0971 / 5555.1
Web: http://www.telefonodonnapotenza.it
Email: info@telefonodonnapotenza.it
Posti letto: 5


CALABRIA

CAD – Centro Antiviolenza Donne
Via XXV Aprile, 89900 – Vibo Valentia (VV)
Tel: 8000.83525 – 0963/471628
Email: cpatania@email.it
Casa delle donne – Centro Italiano Femminile
Via Ravagnese Sup. 151, 89131 – Reggio Calabria (RC)
Numero Verde: 800.7741.10
Tel. 0965.644857
Email: cifcasadelledonne.rc@libero.it

Coop. Agorà Kroton
Via Spiaggia delle Forche 25, 88900 Crotone – (CR)
Web: http://www.agorakroton.it
Email: info@agorakroton.it

Telefono Donna Centro «Roberta Lanzino»
Via Caloprese 56, 87100 – Cosenza (CS)
Tel: 0984/36311
Emergenze: 329/8981723
Email: contro33@centrolanzino.191.it

U.O. Salute Donna Infanzia a Adolescenza ASP – Crotone (CR)
Via Cutro, 17 88900 Crotone (KR)
Telefono: 0962 924837

CAMPANIA

Associazione «Le Kassandre» – Sportello S.A.I.

Via De Meis, 131, 80100 – Napoli (NA)
Tel: 081/19313277
Cell: 333-8864293
Web: http://www.lekassandre.com
Email: info@lekassandre.com

Associazione Volontarie Telefono Rosa di Napoli

via Mergellina 44, 80100 – Napoli (NA)
tel: 081-668691
Email: telefonorosadinapoli@gmail.com.

Centro «Eva» – Centro di accoglienza per donne in difficoltà e loro figli minori

Via Amendola 15, 81024 Maddaloni (CE),
tel. 0823-204145
Web: http://www.cooperativaeva.it
Email: antiviolenzaeva@libero.it
Posti letto:6

Centro antiviolenza familiare “Il Girasole”

Via Nicola Nicolini 54, 80100 – Napoli (NA)
Numero verde: 800 134371
Web: http://www.centrogirasole.org
Email: info@centrogirasole.org

Centro ascolto Antiviolenza «Aurora»
Via Posillipo – P.co Carelli 8/C, 80100 – Napoli (NA)
Telefono: 081.7953191
E-mail: centrodonna@comune.napoli.it
Posti letto: 6

Centro Ascolto Donna
Via Bastioni 4, 84125 Salerno (SA)
Tel: 089 226000
Email: info@caritassalerno.it

Coop Soc. «Aradia» – Santa Maria Capua Vetere (CE)

Corso Garibaldi 19, S. Maria Capua a Vetere (CE).
Tel: 0823 – 8498.44
Web: http://www.coopdedalus.it

La casa di Marinella
Indirizzo Riservato 80011 – Acerra (NA)
Tel: 081/5201470
Email: casadimarinellaonlus@libero.it
Posti letto: 5

Linea Rosa – Associazione «Spazio Donna» – Salerno (SA)

Piazza Vittorio Veneto, 2, 84123 Salerno (SA)
Tel 089 254242
Web: spaziodonnasalerno.it
Email: spaziodonnasalerno@alice.it

Servizio di sostegno e accompagnamento delle donne vittime di abuso e violenza – Nola (NA)
Piazza Duomo,1, Nola
Tel 081/8239714
Web: -www.agenziaareanolana.it,
Email: segreteria@ambito11.areanolana.com

Sportello Lilith, Associazione «Sott´e´ncoppa»
Via Luca Giordano 24 – 
San Sebastiano al Vesuvio (NA)
Tel: tel. 0815749320
Web: http://www.sportellolilith.it
Email: sansebastiano@sportellolilith.it

Telefono Rosa
Viale Lamberti – Palazzo della Salute 81100 Caserta (CE)
Tel: 0823/354126
Web: http://www.spaziodonnaonlus.it
Email: spaziodonnaonlus@libero.it
Posti Letto 12

Telefono Rosa

via Aniello Palumbo – Giugliano (NA)
Numero verde: 800231277 – 081 3306391
Email: spazioaspasia@libero.it

EMILIA ROMAGNA

Associazione «Casa delle Donne» Onlus
Via Del Gambero 77 – 41124 – Modena (MO)
Tel: 059/361050
Web: http://www.donnecontroviolenza.it
Email: most@donnecontrolaviolenza.it
Posti letto: 9

Casa delle Donne – Associazione Nondasola

Via Melegari 2/a – 42100 – Eemilia (RE)
Tel: 0522/920880
web: http://www.nondasola.it
Email: info@nondasola.it
Posti letto: 6

Casa per le donne per non subire violenza

Via dell’Oro 3, – Bologna (BO)
Tel: 051/333173 (accoglienza) 051/6440163 (uffici)
Web: http://www.casadonne.it
Email: casadonne@women.it
Posti letto: 20

Centro Antiviolenza Filo Donna

Via E. Curiel, 51 47121 Forlì (FC)
Telefono: 0543 552855
E-Mail: donafio@tiscali.it

Centro Antiviolenza
Vicolo Grossardi 8 – 43125 – Parma (PR)
Tel: 0521/238885
Web: http://www.acavpr.it
Email: acavpr@libero.it
Posti letto: 25

Centro Donna
Via Tina Gori 58, 47100 – Forlì (FC)Cesena
Tel: 0543/712660
Web: http://www.comune.forli.fc.it
Email: centrodonna@comune.forli.fc.it
Posti Letto: 9

Centro Donne Giustizia

via Terranuova 12 b, 44100 – Ferrara (FE)
Tel: 0532/247440
Web: associazioni.comune.fe.it
Email: donnagiustizia.fe@libero.it
Posti letto: 12

Città delle Donne – Telefono Rosa

Via Romagnosi 33 – 29100 – Piacenza (PC)
Tel: 0523/334833
Email: telefonorosapiacenza@libero.it
Posti letto: 6

Demetra donne in aiuto
Corso Garibaldi 116 – 48022 – Lugo (RA)
Tel: 0545/27168
Web: http://www.perglialtri/demetra
Email: donne@demetra-lugo.it

Gruppo di lavoro sulla violenza alle donne presso Centro Donna
Via Tina Gori 58 47100 – Forlì (FC)
Tel: 0543/712660
Web: http://www.comune.forli.fc.it
Email: centrodonna@comune.forli.fc.it
Posti letto: 9

Gruppo giustizia UDI

Via Castiglione 24, 40100 – Bologna (BO)
Tel: 051/232313
Web: http://www.udibologna.altervista.org
Email: udibo@libero.it

Gruppo Donne e Giustizia
Via Del Gambero 77 – 41100 – Modena (MO)
Tel: 059/361861
Web: http://www.donnegiustiziamodena.it
Email: donnegiust@gmail.com

La Cicoria
Piazzale Giovanni dalle Bande Nere ex Lolli, 11 40027 Imola (BO)
Telefono: 333 2197061

Linea Rosa
Via Mazzini 57/a – 48100 – Ravenna (RA)
Tel: 0544/216316
Web: http://www.linearosa.it
Email: linearosa@racine.ra.it
Posti letto: 18

Linea rosa

Piazza Farini, 35 – 48026 Russi (RA)
Telefono: 0544 583901

«Rompi il silenzio» – Centro di prima accoglienza
Via Marzabotto 30, 47900 – Rimini (RN)
Tel: 346/5016665
Web: http://www.rompiilsilenzio.org
Email: info@rompiilsilenzio.org
Posti letto: 6

S.O.S Donna – Bologna (BO)

Via Saragozza 221/b , 40135 – Bologna (BO)
Tel: 051/434345 – 800453009
Email: sosdonna.bologna@sosdonna.org

SOS Donna – Faenza
Via Laderchi 3 – 48018 – Faenza (RA)
Tel: 0546/22060
Web: http://www.sosdonna.com
Email: info@sosdonna.com
Posti letto: 10

Telefono «Ascolto Donna»
Viale Barilla, 26 43121 Parma (PR)
Telefono: 0521 770231
E-Mail: coopluna@libero.it

 

FRIULI VENEZIA GIULIA

Associazione S.O.S. Rosa Onlus
Via A. Baiamonti 22- 34170 – Gorizia (GO)
Tel: 0481/32954
Web: http://www.sosrosa.it
Email: sosrosa@alice.it
Posti letto: 5

Centro Antiviolenza GOAP

Via S. Silvestro 5 – 34121 – Trieste (TS)
Tel: 040/3478827
Web: http://www.goap.it
Email: info@goap.it
Posti letto: 18

Da donna a DONNA
Via Roma 13 – 34077 – Ronchi dei legionari (GO)
Tel: 0481/474700 – 333/2810048
Web: http://www.dadonnaadonna.org
Email: info@dadonnaadonna.org
Posti letto: 5

Iotunoivoi Donne insieme Centro Antiviolenza
Via Martignacco 23- 33100 – Udine (UD)
Tel: 0432/421011
Web: ww.iotunoivoi.it
Email: iotunoivoi@iotunoivoi.it
Posti letto: 16

Voce Donna onlus
Viale Cossetti 16 – 33170 – Pordenone (PN)
Tel: 0434/21779
Web: http://vocedonnapn.it/
Email: vocedonnapn@gmail.com
Posti letto: 11

Zero tolerance contro la violenza sulle donne
Viale Duodo 77 – 33100 – Udine (UD)
Tel: 0432/271699 0432/271077 800.531.135
Email: zerotolerance@comune.udine.it
Posti letto: 6

LAZIO

Associazione Erinna – Donne contro la violenza alle donne Onlus
Corso Italia 71 -01020 – Viterbo (VT)
Tel: 0761 342056
Email: e.rinna@yahoo.it

Associazione Sostegno Donna
Piazza Fulvio Nobiliore, 5 00044 Cocciano (RM)
Telefono: 06 94015165
Web: http://www.sostegnodonna.it
Email: sostegnodonnaonlus@libero.it

ASSOLEI Sportello Donna Onlus
Via Benedetta, 28 00153 Roma (RM)
Telefono: 06 5809363
Web: http://www.assolei.it
E-Mail: info@assolei.it

CAPIT Rieti Sportello Antiviolenza Il Filo di Ana

Via L. Canali,1 02100 Rieti (RI)
Telefono: 0746 491039
Web: http://www.sportelloantiviolenza.it
E-Mail: capitrieti@libero.it

Centro Ascolto: Centro Essere Donna
Via Traiano lotto 17/8 04019 – Terracina (LT)
Tel: 0773/1769082
Email: centroesseredonna@libero.it
Posti letto: 6

Centro antiviolenza provinciale per donne e minori vittime di violenza
Via Pietra Liscia, 32 03023 Ceccano (FR)
Telefono: 800 479898 0775 601115
E-Mail: cpa.ceccano@libero.it

Centro Antiviolenza del Comune di Roma
Via di Torre Spaccata, 157 00169 Roma (RM)
Telefono: 06 23269049
E-Mail: centroantiviolenza.comuneroma@virtusitalia.it

Centro Donna «Lilith»
Via Massimo d’Azeglio 9 – 04100 – Latina (LT)
Tel: 0773/664165
Email: centrodonnalilith@gmail.com
Posti letto: 7

Centro Donna LISA – Associazione donna in genere
Via Rosina Anselmi 41 00139 – Roma (RM)
Tel: 06/87141661
Web: http://www.centrodonnalisa.it
Email: info@centrodonnalisa.it

Centro Prov.le «La Ginestra» Prima Accoglienza e Assistenza sociale per donne in difficoltà
Via Colle Tocciarello 1 00138 – Valmontone (RM)
Tel: 06/9591187 3357688458
Web: casainternazionaledelledonne.org
Email: cadd.valmontone@libero.it
Posti letto: 12

Differenza donna – Centro Prov.le «Maree»
Via Monte delle Capre 23 00100 – Roma (RM)
Tel: 06/6535499
Email: centromaree1@tiscali.net
Posti letto: 10

Differenza donna – Centro Prov.le per donne che non vogliono subire violenza
Viale di Villa Pamphili, 100 00165 Roma (RM)
Telefono: 06 5810926
E-Mail: ceproant@tiscalinet.it
Posti letto: 8

NO.DI «I Nostri Diritto» – Roma (RM)
Via Borgo Pio, 15 00193 Roma (RM)
Telefono: 06 6833688
E-Mail: associazionenodi@hotmail.it

Le lune
Via dei Mughetti 2 – 00012 – Guidonia (RM)
Tel: 0774/343223 366/1669013

Servizio accoglienza ed ascolto per donne in difficoltà della Casa Internazionale delle donne di Roma

Via della Penitenza, 37 00165 Roma (RM)
Telefono: 06 68809502
Web: http://www.casainternazionale delle donne.org
E-Mail: sportellocidd@yahoo.it

Servizio antiviolenza SOS donna h24 del Comune di Roma
Via Statilio Ottato, 33 00175 Roma (RM)
Telefono: 06 71077015
http://www.sosdonnacomuneroma.org

Stella Polare – Risorsa Donna
Largo San Giovanni 03039 – Sora (FR)
Tel: 0776/839275
Web: http://www.risorsedonna.org
Mail: info@risorsedonna.org
Posti letto: 3

Sportello di Consulenza Giuridica C.O.D.I
Via della Lungara, 19 00165 Roma

Sportello Donna San Camillo c\o Ospedale San Camillo

Circonvallazione gianicolense, 87 00152 Roma (RM)
Telefono: 06 58703216
Web: http://www.befreecooperativa.org/sportellodonna
E-Mail: mailto:sportellodonna.sancamillo@gmail.com

Sportello Donna – Ambulatorio Ospedale S. Gallicano
Via delle Fratte di Trastevere Roma (RM)
Telefono: 06 58543690

Telefono Rosa – Roma (RM)
Viale Mazzini, 73 00195 Roma (RM)
Telefono: 06 37518261
Web: http://www.telefonorosa.org
E-Mail: telefonorosa@alice.it

LIGURIA

Centro Accoglienza per non subire violenza di Genova
Via Cairoli, 14/7 16124 Genova (GE)
Telefono: 010 2461716
Web: udige.it
Email: udige@libero.it
Posti letto: 8

Centro Provinciale Antiviolenza
Via Mascherona, 19 16123 Genova (GE)
Telefono: 010 20976222
E-Mail: centroantiviolenza@comune.genova.it

Telefono Donna
Via Corridoni 5- 91100 – La spezia (SP)
Tel: 0187/703338
Email: udi.laspezia@email.it

Telefono Donna
Via Sormano 12- 17100 – Savona (SV)
Tel: 0198/313399
Web: http://www.provincia.savona.it
Email: telefonodonna.savona@libero.it

LOMBARDIA

A.I.D.A. – Associazione Incontro Donne Antiviolenza Onlus
Via Gallarati 2 26100 – Cremona (CR)
Tel: 37/380999
Web: http://www.sitisolidali.it
Email: aida.onlus@virgilio.it

Aiuto donna – Uscire dalla violenza
Via San Lazzaro 3 – 24126 – Bergamo (BG)
Tel: 035/212933
Web: http://www.aiutodonna.it
Email: info@aiutodonna.it

Associazione «L´altra metà del cielo» -Telefono Donna Merate
Via S.Ambrogio 17 – 23807 – Merate (LC)
Tel: 039/9900678
Email: altrametadelcielo@yahoo.it
Posti letto: 4

Associazione Casa delle Donne
Via S. Faustino 38 25122 – Brescia (BS)
Tel: 030/2400636
Web: http://www.casadelledonne-bs.it
Mail: casa@casadelledonne.191.it

Associazione Donne contro la violenza onlus

Via XX Settembre 115 26013 – Crema (CR)
Tel: 037/380999
Web: http://www.controlaviolenza.it
Email: assocdonne@alice.it
Posti letto: 2

Casa di Accoglienza delle donne maltrattate

Via Piacenza 14 – 20100 – Milano (MI)
Telefono: 02 55015519
Web: http://www.cadmi.org
Email: cadmmi@tin.it
Posti letto: 15

Centro Aiuto alle donne maltrattate – Cadom
Via Mentana 43 . 20900 – Monza (MB)
Tel: 039/2840006
Web: http://www.cadom.it
Email: cadomonza@centrodonnemaltrattate.191.it

Cerchi d´acqua Coop. Soc. A.R.L.
Via Verona 9 – 20100 – Milano (MI)
Tel: 02/58430117
Web: http://www.cerchidacqua.org
Email: info@cerchidacqua.org

Cooperativa «Liberamente» – Percorsi di donne contro la violenza
Corso Garibaldi 37/b – 27100 – Pavia (PV)
Tel: 0382/32136
Web: http://www.centroantiviolenzapv.it
Email: info@centroantiviolenzapv.it

Donne insieme contro la violenza
via dei Pini 8 20090 – Pieve Emanuele (MI)
Telefono: 02 90422123
Web: http://www.donneinsieme.org
Email: info@donneinsieme.org

EOS – Centro ascolto e accompagnamento contro la violenza, le molestie sessuali e i maltrattamenti alle donne e ai minori
Via Staurenghi, 24 21100 Varese (VA)
Telefono: 0332 231271
E-Mail: eosvarese@virgilio.it

Sportello Artemisia
Indirizzo Riservato 20093 – Cologno monzese (MI)
Tel: 800.097.999
Email: artemisia@comune.colognomonzese.mi.it

Sportello Donna
Piazza Giovanni Paolo II – presso Comune di Desio 20832 Desio (MB)
Telefono: 0362 392508
E-Mail: info@whitemathilda.org

Sportello donna Sirio
Via Cavallotti 24047 Treviglio (BG)
Tel: Tel.: 0363.301.773 – 0363.303.571
Web: http://www.centrosirio.it

Telefono Azzurro Rosa
Via San Zino, 174 25124 Brescia (BS)
Telefono: 030 3530301
E-Mail: info@azzurrorosa.it

Telefono Donna
Via Castelnuovo 1 22100 – Como (CO)
Tel: 031/304585
Web: http://www.telefonodonnacomo.it
Email: segreteria@telefonodonnacomo.it
Posti letto: 11

Telefono Donna c/o Serv. Psicologia Az.Osp. Niguarda cà Granda Milano – Milano (MI)
Piazza Ospedale Maggiore, 3 20162 Milano (MI)
Telefono: 02 64443043 02 64443044
E-Mail: telefono.donna@tiscali.it

Telefono Donna
Via Parini 6 – 23900 – (LC)
Tel: 0341/363484
Web: http://www.telefonodonnalecco.it
Email: teldonnalecco@alice.it

Telefono Rosa
Via Tassoni 14 – 46100 – Mantova (MN)
Tel: 0376/225656
Web: http://www.telefonorosamantova.it
Mail: telefonorosa@tin.it

MARCHE

Associazione «Donne e Giustizia»
Via Cialdini 24 a – 60122 – Ancona (AN)
Tel: 800032810 071/205376
Email: donne.giustizia@libero.it

Casa rifugio Zefiro

P.zza Stamira 13 – 60122 – Ancona (AN)
Tel: 071/2075383
Web: lagemma.org
Email: casarifugio@lagemma.org
Posti letto: 7

Insieme contro la violenza di genere – Centro Antiviolenza

via Romagna 7 63039 – San benedetto del tronto (AP)
tel: 800 021314
Email: centroantiviolenza.ap@alice.it

Parla con Noi (centro provinciale)
Via Diaz, 10 61100 Pesaro (PU)
Telefono: 0721 639014
E-Mail: parlaconnoi@provincia.ps.it

Percorsi Donna – Telefono Donna
c/o Punto di Accoglienza Territoriale P.le Marconi 14 – 63900 – Sant’elpidio al mare (FM)
Telefono: 800 215809
Web: http://www.ontheroadonlus.it
Email: percorsidonna@ontheroadonlus.it


MOLISE

Consultorio ASL Isernia – Isernia
Via XXIV Maggio, 140 86170 Isernia
Telefono: 0865 442403

PIEMONTE

Associazione «Me.Dea»
Via Palermo 33 – 15121 – Alessandria (AL)
Tel: 0131/226289
Web: http://www.medeacontroviolenza.it
Email: me.deacontroviolenza@gmail.com

Centro d’ascolto «Orecchio di Venere» – Ispettorato Croce Rossa Italiana Asti

Via Ugo Foscolo, 7 14100 Asti (AT)
Telefono: 0141 1855172
E-Mail: centroascolto.cri@gmail.com

Telefono Donna
Via Carlo Emanuele III, 34 – 12100 – (CN)
Tel: 0171/631515
Email: telefono.donna@libero.it

Associazione «Mai+Sole» – Savigliano (Cuneo)
Via Beggiamo, 7 – 12038 Savigliano (CN)
Tel: 39 335 1701008
Email: info@maipiusole.it
Web:www.maipiusole.it

Centro Supporto ed Ascolto Vittime di Violenza DEMETRA A.O.U. Citta’ della Salute e della Scienza di Torino

Via Cherasco 23 – 10126 Torino (TO)
Tel: 011/6335899 – 335/7169000
Email: pschinco2@cittadellasalute.to.it

Centro donne contro la violenza
via Vanchiglia 6 – 10124 – Torino (to)
tel: 011/882436
Web: http://www.unionedelledonne.it
Email: unionedelledonne@libero.it

Centro Servizi Donna della Provincia di Novara
Via Greppi 7 – 28100 – Novara (NO)
Tel: 0321/378737
Email: csdonna@provincia.novara.it

Centro Svolta Donna c/o ASL TO3 – Pinerolo (TO)
Telefono: 334 3664768
E-Mail: info@svoltadonna.it

Centro S.V.S.
C.so Spezia 60-Ospedale S.Anna – 10126 – Torino (TO)
Tel: 011/3134180
Web: http://www.oirmsantanna.piemonte.it/site/soccorso
Email: svs@oirmsantanna.piemonte.it

Sportello Donna
Corso Matteotti 90 -28047 – Oleggio (NO)
Tel: 0321/994288
Web: http://www.cisasservizi.it
Email: sportellodonna@cisasservizi.it

Sportello Donna Arona
Via San Carlo 2- 28041 – Arona (NO)
Tel: 0322/231122
Web: comune.arona.no.it
Email: puntodonna@comune.arona.no.it

Ufficio «Accogliere le Donne» – Serv. Soc. Settore Famiglia e Sussiedarietà Comune Torino
Via Villa Bruino, 4 10122 Torino (TO)
Telefono: 011 4431562
Web: http://www.relazioniefamiglie.comune.torino.it
E-Mail: relazioniefamiglie@comune.torino.it

Telefono Rosa
Via Assietta, 13/A 10128 Torino (TO)
Tel: 011/530666
Web: http://www.telefonorosatorino.it
Email: telefonorosa@mandragola.com
Posti letto: 8

Libera associazione per le donne d´oggi – «Donne e Futuro» Onlus – Torino (TO)
Via Barbaoux, 31 10122 Torino (TO)
Telefono: 011 5187438
Web: http://www.donnefuturo.com
E-Mail: donne@tin.it

PUGLIA

«Filo di Arianna» Coop. Sociale A.R.L

Via Previdenza, 11 71016 San Severo (FG)
Telefono: 0882 241951
E-Mail: filodiarianna22@libero.it

Associazione Donne Insieme onlus – Centro antiviolenza «Renata Fonte
Via S. Maria del Paradiso, 12 73100 Lecce (LE)
Telefono: 800098822 0832 305767
E-Mail: donneinsieme.rf@libero.it

Associazione Riscoprirsi
Via Quarti 21 -76123 – Andria (BT)
Tel: 0883/764901 – 380/3450670
Web: http://www.riscoprirsi.it
Email: cav.riscoprirsi@gmail.com

Io Donna per non subire violenza
Via Cappuccini 8 – 72100 – Brindisi (BR)
Tel: 0831/522034
Web: http://www.associazioneiodonna.com
Email: associazioneiodonna@hotmail.it

La Giraffa
Via Napoli 308 – 70100 – Bari (BA)
Tel: 080/5741461
Web: http://www.giraffaonlus.it
Email: info@giraffaonlus.it
Posti letto: 8

Osservatorio Giulia Rossella Centro antiviolenza onlus
P.zza A. Moro16 -76121 – Barletta (BT)
Tel: 0883/310293
Email: centroantiviolenza@libero.it

Safiya
Via Don Luigi Sturzo n.c. – 70100 – Polignano a mare (BA
Tel: 333/2640790
Email: safiya.onlus@libero.it

Sostegno Donna
Via Dante 221 – 1/B – 74100 – Taranto (TA)
Tel: 099/7786652
Email: alzaiadonne@libero.it

Sportello Antiviolenza
Via Giulio Cesare 22 -72100 – Brindisi (BR)
Tel: 338/8750396
Email: cav.aporti@yahoo.it
Posti letto: 10

Telefono Donna
Via della Repubblica 54- 71100 – Foggia (FG)
Tel: 0881/772499
Email: impegnodonna@virgilio.it

SARDEGNA

Associazione Donne al Traguardo Onlus
Via Monsignor Piovella 26 – 09123 Cagliari (CA)
Web: http://www.donnealtraguardo.com
Email: donnealtraguardo@hotmail.com

Centro antiviolenza per donne e minori
via Paganini 22 – 09025 Sanluri (VS)
tel: 800 777 991
web: http://www.provincia.mediocampidano.it

Donna Ceteris
Via Cimarosa, 7 09128 Cagliari (CA)
Tel: 070/492400
Web: http://www.donnaceteris.org
Email: info@donnaceteris.org

Donna Eleonora
P.zza Eleonora 44 – 09170 – Oristano (OR)
Tel: 0783/71286
Web: http://www.centroantiviolenzaoristano.it
E-Mail: info@centroantiviolenzaoristano.it
Posti letto: 5

Onda Rosa Centro Antiviolenza

indirizzo riservato- 08100 – Nuoro (NU)
Tel: 0784/38883
Email: ondarosa.nuoro@tiscali.it
Posti letto: 10

Progetto Aurora antiviolenza per Donne e Minori
Via dei Mille 61 – 07100 – Sassari (SS)
Tel: 800042248
Email: progetto.aurora@amistade.org
Posti letto:10

Prospettiva Donna

via Genova, 51 – 07026 – Olbia (OT)
Tel: 0789 / 27466
Web: http://www.prospettivadonna.it
Email: infoprospettivadonna@gmail.com

Spazio Donna
Via Tola, 20 07014 Ozieri (SS)
Telefono: 079 787399
E-Mail: sdspaziodonna@gmail.com

SICILIA

Associazione nuova vita – Ragusa (Ra)
Via Ecce Homo – 97100 – Ragusa (RG)
Tel: 0932/246788
Email: associazione.nuovavita@alice.it

Associazione Thamaia onlus “Telefono Donna
Via G. Macherione 14 – 95127 – Catania (CT)
Tel: 095/7223990
Web: http://www.thamaia.org
Email: centroantiviolenza@thamaia.org

Cedav Onlus – Centro Donne Antiviolenza

Via Luciano Manara, 22 – 98123 – Messina (ME)
Tel: 345/2630913 090 678303
Web: http://www.cedavmessina.it
Email: cedav@virgilio.it

Centro Antiviolenza Antistalking «La Nereide»
Via Servi di Maria 99 – 96100 – Siracusa (SR)
Tel: 0931/61000
Web: http://www.lanereide.it
Email: anereide.sr@virgilio.it

Centro Antiviolenza Adid
Viale Aldo Moro, 47 – 90047 – Partinico (PA)
Tel: 0918782684 – 0918918209
Web: http://www.adid.altervista.org
Email: FidelisOnlus@libero.it

Centro Ascolto – Stop violenza
Via San Francesco d’Assisi, 4 91100 Trapani (TP)
Telefono: 800453552
E-Mail: sportelloh@provincia.trapani.it

Centro ascolto per donne che vivono maltrattamento e/o violenza
Viale della Vittoria, 321 92100 Agrigento (AG)
Telefono: 0922 20462

Centro Donna Antiviolenza
Via Papa Giovanni XXIII, 1 97013 Comiso (RG)
Tel.: 0932.74911
Web: http://www.comune.comiso.rg.it

Centro antiviolenza Caltagirone
Via Grazia, 43 45041 Caltagirone (CT)
Telefono: 0933 57904
E-Mail: ass.albanuova@virgilio.it

Cooperativa Arcadia
Via Volturno 106 – 90100 – Palermo (PA)
Tel: 091/6124207
Email: serenascaffidi@libero.it
Posti letto 14

Donne Nuove
via P. Mattarella snc – 90019 – Trabia (PA)
Tel: 091/8147520
Web: http://www.coopnuovagenerazione.it
Email: nuovagen@libero.it
Posti letto: 20

Le Onde Onlus
Via XX Settembre 57 – 90141 – Palermo (PA)
Tel: 091/327973
Web: http://www.leonde.org
Email: leonde@tin.it
Posti letto 16

Rete centri antiviolenza
ASL – Presidio La Pizzuta – 96100 – Siracusa (SR)
Tel: 0931/492752
Web: http://www.reteantiviolenza.siracusa.it
Email: reteantiviolenzasiracusa@virgilio.it

Servizio di Accoglienza per le donne Vittime di Violenza – A.N.G.E.L.I.

via degli Studi 2 – 96016 – Lentini (SR)
Tel: 095/7835316
Web: http://www.antiviolenzaangeli.com
Email: antiviolenzaangeli@libero.it

Sportello antiviolenza Associazione Donneinsieme Sandra Crescimanno

Via Generale Muscarà 2 – 94100 – Piazza armerina (EN)
Tel: 0935/982436
Web: http://www.associazionedonneinsieme.it

TOSCANA

«Centro Donna» – Servizio del Comune di Livorno

Largo Strozzi,3 57123 Livorno
Telefono 0586 890053
Web: http://www.comune.livorno.it
Email: centrodonnalivorno@yahoo.it

Aiuto Donna – Servizio del Comune di Pistoia

c/o Assessorato Politiche Sociali 51100 Pistoia (PT)
Telefono: 0573 21175
E-Mail: aiutodonna@comune.pistoia.it

Associazione Luna
Piazza San Romano 4 (Parcheggio Lorenzini) – 55100 – Lucca (LU)
Tel: 0583/997928
Web: http://www.associazioneluna.it
Mail: mail@associazioneluna.it
Posti letto: 8

Associazione Amica Donna
Piazza Grande 7 – 53045 – Montepulciano (SI)
Tel: 0578/712418
Web: http://www.associazioneamicadonna.it
Email: info@associazioneamicadonna.it

Casa delle Donne di Viareggio – Centro ascolto «L’una per l’Altra»

Via Marco Polo 6 – 55049 – Viareggio (LU)
Tel: 800614822
Web http://www.casadelledonne.it
Mail: centroantiviolenzaviareggio@gmail.com

Centro Accoglienza Donne Maltrattate – Associazione Olimpia De Gouges
Via Trieste 5 – 58100 – Grosseto (GR)
Tel: 0564/413884
Web: http://www.olympiadegouges.it
Email: c.antiviolenza@provincia.grosseto.it

Centro Aiuto Donna «Lilith»

Via XX Settembre, 17 50054 Empoli (FI)
Tel: 0571 725156
Web: http://www.lilithcentroaiutodonna.it/
E-Mail: gruppolilith@anpas.empoli.fi.it
Centro di Ascolto donna chiama donna – Carrara (MC)
Via Carriona, 42 – Carrara c/o ex Mulino Forti
Web: http://www.comune.carrara.ms.it/

Centro Donna
Via Cavour, 19 54100 Massa Carrara (MS)
Telefono: 0585 45527
Web: http://portale.provincia.ms.it

Centro Donna – Piombino (LI)
Via Lerario 92/94 57025 Piombino (LI)
Telefono: 0565 49419
Web: http://www.comune.piombino.li.it
Email: centroantiviolenza@tiscali.it

Centro Donna contro la Violenza «Catia Franci» – Associazione Artemisia

Via del Mezzetta 1/int. – 50135 – Firenze (FI)
Tel: 055/602311/601375
Web: http://www.artemisiacentroantiviolenza.it
Email: artemisia@fol.it
Posti letto: 16

Centro Tutela Giuridica per donne e minori
Via Diaz, 7 57100 Livorno (LI)
Telefono: 0586 887009
E-Mail: centrotut.giuridica@gmail.com

Donne che sostengono donne
Piazza G. Rossa 16 – Ponte a Egola – 56028 – San miniato (PI)
Tel: 0571/843061
Web: associazionefrida.it
Email: associazione.frida@libero.it

Donna chiama donna
V.le Mazzini 95 – 53100 – Siena (SI)
Tel: 0577/222416
Email: donnachiamadonna@libero.it

Donne Insieme Val d´Elsa
Via Oberdan 42 – 53034 – Colle val d’elsa (SI)
Tel: 0577/901570
Email: donneinsiemevaldelsa@gmail.com
La Nara
Via Verdi 19 – 59100 – Prato (PO)
Tel: 0574/34472
Web: http://www.alicecoop.it
Email: lanara@alicecoop.it
posti letto: 7

Liberetutte

Via Marconi 51 – 51016 – Montecatini terme (PT)
Tel: 0572/910311
Web: http://www.liberetutte.org
Email: info@liberetutte.org
Posti letto: 13

Pronto Donna
Piazza Santa Maria in Gradi 4 – 52100 – Arezzo (AR)
Tel: 0575/355053
Web: http://www.prontodonna.it
Email: info@prontodonna.it
posti letto: 5

Sportello Informa Donna del Comune di Massa Marittima
Via Goldoni, 22 58024 Massa Marittima (GR)
Telefono: 0566 940242
E-Mail: sportelloinformadonna@comune.massamarittima.gr.it

Telefono Donna
Via Galli Tassi, 8 56126 Pisa (PI)
Telefono: 050 561628
Web: http://www.comune.pisa.it/casadonna
Posti letto: 8


TRENTINO ALTO ADIGE

Centro Antiviolenza per Donne in situazione di abuso
Via della Dogana, 1 38100 Trento (TN)
Telefono: 0461 220048
E-Mail: mailto:centroantiviolenzatn@tin.it
Web: http.//www.centroantiviolenzatn.it

Centro d’Ascolto Antiviolenza Associazione «Donne aiutano donne»

Via Paul Von Sternbach, 8 39031 Brunico (BZ)
Telefono: 800 310303
E-Mail: serviziocasadonne.brunico@rolmail.net

Centro d’Ascolto Antiviolenza Associazione «Gea Verein»
Via del Ronco,17 39100 Bolzano (BZ)
Telefono: 800 276433 0471 513399
Web: http://www.casadelledonnebz.it
E-Mail: frau.gea@virgilio.it
Posti letto: 6

Centro d’Ascolto antiviolenza della Comunità Comprensoriale Valle Isarco
Vicolo Cappuccini, 2 39043 Bressanone (BZ)
Telefono: 800 601330 0472 270450
E-Mail: frauen.bzgeisacktal@gvcc.ne

Casa delle donne Frauenhausdienst
Via Stazione 27 – 39042 – Bressanone (BZ)
Tel: 800 601 330
Web: http://www.bzgeisacktal.it/it/servizi-sociali/centro-antiviolenza.html
Email: frauenhaus.brixen@bzgeis.org
Posti letto: 8

Donne contro la Violenza «Frauen gegen gewalt» Onlus
Corso Libertà, 184/A 39012 Merano (BZ)
Telefono: 800 014008 0473 222335
Web: http://www.donnecontrolaviolenza.org/
E-Mail: info@perledonne.org
Posti letto: 12

UMBRIA

Associazione Albero di Antonia
Via Monte Nibbio 25 -05019 – Orvieto (TR)
Tel: 0763/300 944
Email: alberodiantonia51@yahoo.it

Centro antiviolenza Barbara Cicioni – Comitato Internazionale 8 marzo
Via della Viola, 1 – presso Casa dell’Associazionismo 06121 Perugia (PG)
Telefono: 075 42316
Web: http://www.donnemondo.it
E-Mail: donnemondo1@interfree.it

Telefono Donna – Centro Pari Opportunità Regione Umbria
Largo Cacciatori delle Alpi 5 -06121 – Perugia (PG)
Tel: 075/5046908 800861126
Web: http://www.pariopportunità.regione.umbria.it
Email: telefonodonna@regione.umbria.it

VALLE D’AOSTA

Centro Donne contro la violenza
Viale dei Partigiani 52 11100 – Aosta (AO)
Tel: 0165/238750
Web: http://www.paginegialle.it/centrodonne
Email: cdvaosta@libero.it


VENETO

Associazione «Lidodonna» Punto di Ascolto
Lungomare Marconi, 30 – Lido (Ve)
Tel: 041 5266543
Web: http://www.lidodonna.it
Email: 
E-Mail: info@lidodonna.it

Associazione Belluno Donna

Via del Piave 5 – 32100 – Belluno (BL)
Tel: 0437/981577
Web: http://www.bellunodonna.it
Email: bellunodonna@libero.it
posti letto: 8

Associazione Telefono Donna Camera del Lavoro Metropolitana – Venezia (VE)
Via Ca’ Marcello, 10 30171 Venezia (VE)
Telefono: 800 200288 041 5491225
E-Mail: telefonodonna.venezia@veneto.cgil.it

Casa di Awa
Codess Sociale Via Boccaccio 96 35100 – Padova (PD)
Tel: 3382737570
Web: http://www.codess.org
Email: casadiawa@codess.com
Posti letto: 16

Centro Antiviolenza c/o Centro Donna
Viale Garibaldi 155/A – 30174 – Mestre (VE)
Tel: 041/5349215
Web: http://www.comune.venezia.it/c-donna
Email: cittadinanza.donne@comune.venezia.it
Posti letto: 10

Centro Multidisciplinare Antiviolenza e Antistalking «La Magnolia»
Via Ca Boldù, 120 30027 San Donà di Piave (VE)
Telefono: 0421 596104
E-Mail: segreteria@fondazioneferriolibo.it

Centro Veneto Progetti Donna – Padova (PD)
Via Tripoli 3 – 35121 – Padova (PD)
Tel: 049/8721277
Web: http://www.centrodonnapadova.it/
Email: info@centrodonnapadova.it
Posti letto: 5

Donna chiama Donna
Via Torino11 – 36100 – Vicenza (VI
Tel: 0444/542377
Web: http://www.donnachiamadonna.org
Email: donnachiamadonna@gmail.com

Progetto Petra – Pari Opportunità Comune di Verona – Verona (VR)
P.zza Brà-Comune di Verona – 37121 – Verona (VR)
Tel: 800392722
Web: http://www.comune.verona.it
Email: petra.antiviolenza@comune.verona.it
Posti letto: 10

Pronto Donna
Piazza Caduti, 1 35031 Abano Terme (PD)
Telefono: 049 8245234
Web: http://www.abanoterme.net/
e-mail pariopportunita@abanoterme.net

SOS Violenza – Centro del Comune – Cooperativa Iside
Via Paccagnella, 11 30170 Mestre (VE)
Telefono: 041 9657836
E-Mail: c.donna@comune.venezia.it

Sportello Donna
c/o Assessorato Interventi Sociali del Comune di Vicenza Contrà Mure San Rocco, 34 – 36100 Vicenza (VI)
tel. 0444-222550

Telefono Rosa
Piazza Duomo 19 – 31100 – Treviso (TV)
Tel: 0422/583022
Email: telefonorosatreviso@libero.it

Telefono Rosa
Via Santa Toscana 1/p – 37131 – Verona (VR)
Tel: 045/8015831
Web: http://www.telefonorosaverona.it
Email: trverona@gmail.com

Leonardo Boff

Leonardo Boff – Che tempo che fa dell’11/10/2015

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L’abbandono della mozzetta

RANIERO LA VALLE – Papa Francesco, una scommessa e una sfida

Un papa che si fa chiamare Francesco suscita un moto d’incredulità. Infatti nessun papa prima si era fatto chiamare così, e ciò perché a partire da quando era ancora in vita Francesco d’Assisi, Francesco e il papa hanno rappresentato due archetipi, due figure diverse dell’essere cristiano.

Da quando il papa, a partire dalla “rivoluzione papale” dell’XI secolo, è stato costruito dalla tradizione romana come sostituto di Dio e supremo signore terreno, a cui dovesse essere «sottomessa ogni umana creatura», nessun successore di Pietro avrebbe potuto osare chiamarsi Francesco.

Non era solo questione di un Francesco povero e di un papa ricco. Era questione che la povertà di Francesco era teologale, era il Vangelo stesso “sine glossa”, che raccontava di un Dio che da ricco si era fatto povero, di un onnipotente che si era fatto servo, di un eterno che era finito crocefisso. Le insegne imperiali ereditate da Costantino e ancora presenti nella mozzetta rossa fino a ieri indossata dal papa, erano invece il simbolo di un potere terreno sublimato in potere religioso, che non poteva essere affare di un papa per il quale Francesco fosse non solo un nome, ma una scelta e un programma.

Che ora arrivi un papa che si fa chiamare Francesco, è una scommessa e una sfida. Le durezze teologiche del pontificato precedente, gli scontri nella Curia, i sussurri e le grida dal Vaticano che hanno riempito le cronache prima del Conclave, sembrano già appartenere a una stagione passata. È bastata la discontinuità di un papa senza mozzetta, che cominciasse il suo rapporto col mondo dicendo “buona sera”, per far pensare che anche il papato si potesse riformare. E’ bastato un papa venuto dal fondo del mondo, che ha chiamato “fratelli e sorelle” e non figli il gregge di cui è pastore, che si è fatto benedire dal popolo prima di benedirlo e si è inchinato davanti a lui quasi a ricevere anche da lui l’investitura già ricevuta da Dio, per far pensare a un’ecclesiologia nuova; è bastato un eletto che si è detto vescovo della comunità diocesana di Roma, la quale presiede nella carità alle altre Chiese, indicando come suo più prossimo collaboratore il cardinale vicario e non il segretario di Stato, è bastato che facesse appello a rapporti di “fiducia tra noi” e alla preghiera dell’uno per l’altro, per dare l’impressione che davvero la Chiesa può cambiare. È da cinquant’anni che ci prova, dall’inizio del concilio Vaticano II. All’inizio il cambiamento fu avviato da un papa, poi fu continuato da un concilio, adesso di nuovo potrebbe essere promosso da un papa. Vedremo. Certo, non dovrà essere lasciato solo. Ma i suoi primi gesti sembrano voler stabilire una nuova circolarità tra papa, vescovi e popolo, che nella Chiesa non si chiama democrazia, si chiama comunione. Papa, ossia vescovo, e popolo, entrambi “organi della verità”, come diceva il papa Gregorio magno, di cui era la festa proprio il giorno in cui è cominciato il Conclave.

Si indaga, in queste ore, sulla biografia del cardinale Bergoglio, luci ed ombre, come tutte le biografie, per trarne previsioni sul futuro. Credo che sia un esercizio infruttuoso. Non perché una biografia di una persona non contenga già quello che sarà il suo futuro, ma perché la biografia di un papa si comprende solo a partire dal modo del suo essere papa. Così fu per papa Giovanni, di cui solo alla fine si capì “il mistero”, il “mistero Roncalli”. Così è stato pure di papa Benedetto di cui alla fine, col suo gesto di rinunzia, si è capito molto di più dell’umiltà e della libertà di cui era fatta la sua vita.

Ma quale cambiamento il nuovo papa potrà portare a una Chiesa oggi così tormentata ed in crisi? Forse ci dice che è venuto il momento di provarci non con le commissioni cardinalizie, ma con la fede.

Raniero La Valle

(15 marzo 2013)

Migliori si può

E’ molto comune essere oggi, nel nostro Paese, oggetto di discriminazione. Basta essere immigrati, o anziani o donne. Se poi si è di religione musulmana, oppure obesi o di etnia rom, ancor di più. La cronaca è purtroppo piena di episodi che sembravano scherzi ma sono tragedie.

Ruminatiolaica aderisce alla campagna Migliori si può

Firma anche tu, io ho già firmato.

Ah, sì lo so: è un giornale cattolico. Ma io non ho pregiudizi.

Per Matera e per tutti

Da poco ho saputo che la capitale europea non sarà nostra. Nostra come Toscana, intendo. Mi dispiace, perché ci tenevo a che fosse rappresentata la mia regione. Ma penso anche che noi siamo una terra fortunata. Senza falsa modestia, credo di abitare in uno dei luoghi più belli che mi poteva capitare. La cultura contadina dietro l’angolo, le città come universi compiuti, le campagne morbide, i colori naturali del senese, l’aura selvaggia del maremmano, le aspirazioni liguri del carrarino, le rivalità rituali del livornese-pisano, la ritrosia lucchese, la sorpresa del volterrano, l’opulenza fiorentina. Ho vissuto metà della mia vita in una città così carica di storia da poterla sentire come un liquido amniotico. Anche nel vicolo del biciclettaio e nel parcheggio a gettone. Di ogni città nuova dove vado, quello che mi preoccupa è ritrovare questo stesso respiro. Il buon storico – sosteneva Bloch – somiglia all’orco della fiaba: là dove fiuta la carne umana, sa che è la sua preda. Non posso e non voglio giudicare me stessa, ma so per certo che questo istinto all’umano mi si è radicato dentro ed è diventato potente. Leggere la storia sui muri e nei reticoli delle strade è come avere una finestra interiore sempre aperta sul panorama umano. Ché poi è la cosa più interessante che possa capitare. C’è un senso di continuità intrinseco nella storia che spinge a rivolgere lo sguardo verso il futuro. Gli storici sono gli astronauti del tempo. Amare la storia non significa opporsi alle trasformazioni, tantomeno in questo periodo. E’ una gioia autentica vedere qualcosa rinascere dalle macerie di questi anni bui. Nel piccolo delle nostre città bastano alla gratitudine una caffetteria nuova, una merceria, un panettiere, una libreria che riapre, un alimentari che ritorna in vita al posto delle trappole per turisti. Tutto ciò è umano ed è nostro: fatto a misura di noi che viviamo un paese piccolo, sgarrupato e prezioso. Reso fecondo dalla varietà innumerevole e dall’irriducibile singolarità. E’ per questo che mi piace la nomina di Matera, con la sua storia unica eppure così significativa per tutti. Matera è parte di quel panorama umano da cui trare forza quello che oggi siamo. Ne è la figura per antonomasia. E’ bello osservare tutto ciò che si sta muovendo intorno a questa nomina di capitale europea della cultura. L’ambizione realizzata di una città è diventata l’ambizione di tutti, in un momento storico tanto difficile e tanto speciale come quello che viviamo. C’è fermento nel paese, sta succedendo qualcosa. Non è un fenomeno che ha un nome. E’ più un sentire comune, come una speranza condivisa. Rinascono faticosamente attività e iniziative. Ci vorrà una forza straordinaria. Ed è proprio questa voglia di risalire che Matera incarna. Basta guardare il suo profilo per avvertire la presenza recente di Pasolini. Quel Pasolini che raccontava le città come organismi viventi.

Ilaria Sabbatini

Photo credits

CUCO 95

CUCO 95