Lettera d’amore da #metoo

Con molta calma e dolcezza, sottovoce e lentamente per non turbare nessuno. Ecco immaginatemi così: vi sto parlando con tutta la delicatezza che so e che posso. In fondo è quasi una lettera d’amore. È da un po’ che ci penso e ne parlo con Marito, ne parlo con le amiche, ne parlo con tutti quelli che ne vogliono parlare.

La lettera delle tre Catherine − Deneuve, Millet, Robbe-Grillet (googolate chi sono per favore) − non è stata fraintesa neanche un po’. È stata proprio contestata in pieno, esattamente come quando si fa un frontale con la macchina che veniva dalla corsia opposta. Una andava in una direzione, l’altra nella direzione contraria e si sono prese in pieno. Quindi non venitemi a riportare leggende: non c’è nessun malentendu, abbiamo capito bene e per essere sicure l’abbiamo letta pure in francese.

La successiva presunta lettera di scuse della Deneuve non è una lettera di scuse. Ma neanche un po’, scordatevelo proprio. Tant’è vero che la prima lettera collettiva usava l’ambiguo importuner e la seconda il netto harcelement. In sostanza è stato un passo falso raddrizzato al volo, ma senza alcun malentendu. Tutte le donne di #metoo − ma dico tutte − difendono la libertà di corteggiamento. E questo è il gioco sporco che cercava di fare la lettera francese: sovrapporre la molestia (harcelement) e il corteggiamento più o meno tenace (importuner). Di conseguenza dipinge per contrasto le donne di #metoo come avverse al corteggiamento, frigide, moraliste, misandriche o addirittura sessuofobe.

Sarà un caso, ma tutte quelle con cui ho parlato amano il sesso su una scala che va da mediamente, ad assai, a parecchio, a proprio tanto, a tantissimo. Poi è fisiologico che nelll’insieme ci sia anche qualche donna asessuale in senso lato. Ma del resto, se dall’altra parte ci può stare tranquillamente una dominatrice sadomachista praticante come Robbe-Grillet, allora decadono le insinuazioni di indifferenza o fobia del sesso mosse alle donne di #metoo. Se non c’entra niente la lettera francese con le preferenze sessuali delle firmatarie, allora non c’entra niente nemmeno la campagna #metoo con l’approccio personale di queste donne alla sessualità.

Datevi pace perché è stato dichiarato da tutte le parti − e più di così restano solo i sottotitoli − che non c’è alcuna volontà moralizzatrice o castratoria. Se la volete sentire spiegata in un’altra maniera, alle donne di #metoo piace fare l’amore, piacciono gli uomini (o le donne), piace il sesso e pure la sperimentazione. Vi sorprendereste di certe confidenze che ovviamente non dirò. Però potete sempre immaginarle a piacimento.

In linea generale il discorso portato avanti da #metoo non è poi così difficile da capire e si articola in due punti:

1) L’unico risultato che vogliamo ottenere è di non essere più strusciate, palpate, baciate, approcciate contro la nostra volontà.

2) Quando c’è la nostra volontà vogliamo essere strusciate, palpate, baciate e anche di più: vogliamo strusciare, palpare, baciare e tutto quanto segue.

Postilla: Se non avete capito che aderire alla campagna metoo non significa promuovere il cilicio e praticare la castità ma scegliere una sessualità positiva e propositiva, partecipe e gaudente, sperimentale e gioiosa [ommioddìo quindi il sesso piace anche a loro] allora avete già perso il gioco della seduzione amici cari e vi resta da fare soltanto una cosa ma non sarò io a suggerire quale.

E una volta per tutte finitela di dire che #metoo è l’origine di tutto. #Metoo è un fenomeno contemporaneo a #balancetonporc e #quellavoltache. Chiedetevi perché in tanti paesi diversi sono nati movimenti così simili nello stesso momento: potrebbe essere la volta buona che capite cosa sta succedendo.

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Ringrazio Silver a cui ho fregato questa epica vignetta.

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6 pensieri su “Lettera d’amore da #metoo

  1. Mammamsterdam

    bello. che poi Deneuve nella replica ha di fatto detto: non vi è piaciuta? e anche #sticazzi ma per mettervi a tacere mi scuso con le vittime di stupro, che su quello non mi può rispondere nessuno. 9traduzo a braccio dal francese pure io, mo non stiamo a guardare le virgole)

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  2. fabiola

    si tra l’altro pare ci sia anche un’altra motivazione che ha spinto la Deneuve a scrivere qualche riga “”Je suis une femme libre et je le demeurerai. Je salue fraternellement toutes les victimes d’actes odieux qui ont pu se sentir agressées par cette tribune parue dans le Monde, c’est à elles et à elles seules que je présente mes excuses.”
    Infatti i titoli italiani hanno sbagliato e le scuse non sono per la lettera precedente, che ribadisce punto per punto, ma c’è anche un altro fatto abbastanza disgustoso e sembra che la Deneuve si sia stranita verso una sostenitrice del suo pensiero, tal Brigitte Lahaie ( non ho capito se anche firmataria), la quale pare abbia detto una frase oscena in tv , ovvero che “le donne possono avere un orgasmo durante uno stupro”…Credo, quindi, che sia un modo per prendere “distanze” da tale signora.

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  3. Silvia Valentini

    La Deneuve è fuori tempo massimo. Non fraintendetemi, la sessualità non ha età; ma la Deneuve forse ha approcciato la sua sessualità in un periodo in cui era normale che la donna ne fosse parte passiva. Molto probabilmente, quando l’uomo delle caverne trascinava la sua donna per i capelli, lei ne era pure felice. Per il suo commento, per il suo tipo di reazione, sono i tempi, ad essere sbagliati. Che però sia veramente difficile per un uomo, nel sottile gioco della seduzione, capire le intenzioni più recondite di una donna (le piace? Non le piace?) è un dato di fatto (anche tra marito e moglie, magari poi, ridendoci su: ma come, t’eri fatta la doccia, tutta profumata.. E tu: perché puzzavo). L’eccitazione maschile è palese, ingombrante, quella femminile si trova nascosta all’interno di una matrioska. E allora, poveri maschietti, che devono fare? Essere educati, essere rispettosi, tirarsi indietro anche solo ad un ni. Smettere di considerarsi cacciatori a caccia di prede. Il sesso piace anche a noi donne, ma diventa disgustoso se imposto.

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