Hai diffuso il video? Stronzo!

Scusatemi per il titolo, sapete che uso il turpiloquio quando è strettamente necessario. In questo caso era strettamente necessario per parodiare la parodia. Dopo il successo mediatico del video dove si vedono due persone durante una fellatio erano infatti fiorite le parodie sul tormentone “Hai fatto il video? Bravoh”. Fate caso alle parole. All’inizio avevo scritto che si vedeva una ragazza mentre faceva sesso orale a un ragazzo poi però ho corretto perché questo è un punto vista che può essere ribaltato. Si può benissimo dire che nel video si vede il membro di un ragazzo che chiede del sesso orale a una ragazza.

Le parole sono importanti, mi faceva notare un’amica ieri, e condivideva con me un banner dove si legge: «Strangolata una prostituta» corretto in «donna». Non fatemi puntualizzare che non tutti gli uomini sono assassini o stupratori: lo dico in continuazione su questo blog. Ma le parole fanno la differenza e sono il riflesso di una mentalità. Per una fellatio ci vogliono un pene e una bocca. Perché, per la stessa identica pratica, la bocca dovrebbe provare vergogna e il pene essere orgoglioso?

La vicenda che ha portato al suicidio di Tiziana Cantone è squallida ma non per il sesso o per il video. Non mi interessa giudicare i comportamenti sessuali di qualcuno. La vicenda è squallida perché chi ha girato il video con lei si è sentito in una posizione forte quindi ha creduto di essere in diritto di diffonderlo. Ho visto il filmato ma non lo linkerò perché comunque è una cosa intima e lei non voleva che fosse diffuso. Voglio solo far notare che lei, con quelle famose parole, cercava di eccitare lui. E voglio anche evidenziare quello che accade dopo la frase all’origine di tutte le parodie. A un certo punto si sente lui che dice: «Ci sta un signore là». Il signore gli dice qualcosa e il ragazzo risponde: «Scusate!». Sta sorridendo imbarazzato, lo si sente dal tono di voce, ridacchia. Anche la ragazza dice qualcosa e lui rivolto a lei spiega: «Signore ‘sti cazzi, sono di casa qua. E infatti ho detto “scusate”». Poi di nuovo verso quello fuori ripete imbarazzato: «Sì, scusa eh. Scusami. Scusami». Lui è l’eroe lei è la sgualdrina.

Chi ha visto questo video o anche solo sentito l’audio aveva elementi per giudicare − non tutti ma molti. Oggi Peter Gomez ha scritto questo incipit: «Ilfattoquotidiano.it, al pari di molte altre testate e siti online, si è comportato in maniera gravemente negligente sul caso di Tiziana Cantone». È vero, non sono stati i soli e sono stati gli unici a scusarsi. Sto cercando l’articolo in cui si ipotizzava che Tiziana Cantone stesse cercando di farsi strada come pornostar. Avevo letto il titolo poco fa, ma l’articolo non si trova: il link reinderizza sul mea culpa di Gomez. Così è la rete: un giorno sei sulla cresta dell’onda e il giorno dopo ti trovi scaraventato a terra. Credi di aver scritto una cosa brillante e poco dopo te ne penti. Succede. Nessuno ne è esente. L’importante è assumersi le proprie responsabilità. Ma non mi piace il bullismo. Non mi piace contro Tiziana Cantone e neanche contro Elisa D’Ospina che aveva scritto il pezzo scomparso (vi si leggeva tra l’altro: “Rivendicazione di un amante o marketing di una futura pornostar?”). Ognuno però si assuma le proprie responsabilità.

Chi ha realizzato le parodie su Tiziana Cantone, le magliette, i gruppi Facebook, chi aveva partecipato a quello che era diventato un fenomeno virale probabilmente non sapeva che la messa online del video non era consensuale. Ora però sanno, tutti sanno: un tizio le ha fatto un video, più video, mentre faceva sesso con lei. In un primo momento risultava che lui avesse condiviso quei filmati privati senza il consenso di lei. Ora sembra che lei stessa li abbia inoltrati a quattro amici. Uno o più amici sono stati gli artefici della diffusione in rete. Alle spalle di lei. Forse pensando di essere ganzi hanno compiuto un atto di una violenza inaudita. Il video ha assunto dimensioni virali e lei è diventata la zoccola, lo zimbello della rete. Tiziana Cantone ha cercato di far smettere quella giostra sospinta dall’ondata di slut shaming, l’onta della sgualdrina. Stava per cambiare identità, scomparendo pur di proteggersi, e alla fine si è suicidata.

I video che sono circolati sono atti di bullismo. Lei sapeva di essere ripresa. Fare sesso le piaceva e magari le piaceva pure fare i video. E allora cosa cambia? Questo non aggiunge né toglie niente al sopruso di cui è stata vittima. Il fatto stesso di poter vedere quei video ci rende testimoni di un atto violento. Una violenza che non è nell’atto sessuale e nemmeno nella sua registrazione. Una violenza che consiste nell’aver calpestato i limiti di uno spazio privato e delicato rendendolo pubblico all’insaputa di lei, anzi ai suoi danni.

Alla luce di questa consapevolezza e di ciò che ne è seguito le parodie  diventano qualcosa di macabro e vagamente necrofilo. Assumetevi le vostre responsabilità, solo questo. Leggendo del caso anch’io mi sono sono imbattuta in uno youtuber che aveva fatto una parodia di Tiziana Cantone. Niente di eccezionale, solo una delle tante varianti del tormentone «Hai fatto il video? Bravoh». Gli altri utenti stavano lasciando commenti durissimi sotto il video della sua parodia e lui si lamentava accusando l’ipocrisia del suo pubblico. Fin qui tutto abbastanza banale. Sennonché il tizio aveva fatto un secondo video in cui diceva che la ragazza se l’era cercata.

Di solito non scrivo su Youtube stavolta invece ho deciso di lasciargli un commento. Non è nel mio stile offendere le persone, aggredirle o infamarle. Così gli ho scritto che non avevo visto il suo primo video e non mi interessava. Ma questo suo secondo video di lamentazioni mi nauseava perché diceva – parole sue – che la ragazza se l’era cercata. Ho fatto una banale constatazione: a causa di quanto aveva detto sarebbe stato sputtanato esattamente come la ragazza. Gli ho fatto notare che i blogger e gli altri youtuber ne avrebbero parlato e lui sarebbe stato sulla bocca di tutti. Dopo questa esperienza avrebbe potuto raccontare se era divertente o no essere bullizzato dalla rete. Ma gli ho anche detto che faceva ancora in tempo a salvarsi, a cancellare il video. E lui l’ha cancellato.

Era molto arrabbiato con l’ipocrisia della rete che prima ti esalta e poi ti butta giù dal trono. Il titolo del video era vergognoso, come le cose che diceva al suo interno: Tiziana Cantone si suicida e tutti moralisti?! Magari in parte aveva anche ragione ma non ho potuto finire di sentire i suoi argomenti. Adesso il suo video è privato. Ho lo screenshot con la sua faccia, conosco il nickname che usa e so come arrivare al suo canale. Non userò queste informazioni perché non mi piace il bullismo. Anche perché rispetto il fatto che abbia ritirato il video. Sono molti i tizi che fanno queste sparate a cuor leggero e poi si pentono, come quello di cui ha fatto lo screenshot la Lucarelli. Lui ha continuato a bullizzare Tiziana Cantone anche da morta ma di fronte alle reazioni ha cancellato il suo messaggio infame.

tizio

Un’amica mi ha segnalato un tizio, uno dei tanti, che ha scritto di Tiziana Cantone: “ha fatto la zoccola e poi si è pentita”. Non commento, non ne vale la pena, quello che penso l’ho già detto. Però vedete, cari signori, anche molti commentatori d’assalto poi si sono pentiti. I social sono una cosa ben strana. Un giorno vi portano in cima al mondo e il giorno dopo vi sbattono a terra e anche più giù. State sempre attenti a quello che scrivete, alle parole che usate, perché le parole sono importanti. E prima o poi vi accorgerete di quanto sia facile che vi si ritorcano contro.

.


Ps.

Per documentazione aggiungo alcune informazioni. Francesco Capozza, vicepresidente di Corecom Marche, ha scritto questo tweet, sono seguite le reazione degli utenti che hanno provocato una sequela di esternazioni. Il profilo Twitter risulta disattivato. La testata DIRE riferisce che è stato fatto decadere dal suo incarico.

capozza

Pps.

È uscita la notizia che anche il primo commentatore Antonio Foglia, lo cito perché ormai il nome è noto, è stato rimosso dall’incarico. L’orchestra sinfonica di Salerno, dopo aver preso le distanze da quanto lui ha scritto, lo ha allontanato per le offese a Tiziana Cantone, la ragazza che si è suicidata

Sul web è nata una nuova stella: Tiziana Cantone di Elisa D’ospina

Tiziana Cantone, gira un video hard con l’amante e diventa il nuovo idolo del web

Valentina Nappi: Tiziana Cantone? È slut-shaming

Perché non è stato il web a uccidere Tiziana Cantone

Storia di una colonna di destra infame

Antonio Foglia e quel post contro Tiziana Cantone, addio all’orchestra

La Lucarelli vendica Tiziana Cantone (sic)

Antonio Foglia licenziato dall’Orchestra

La gogna è una cultura

1-viugihdbsttwtwvzzklcpg

 

14344236_988216787990454_8696729275959030593_n

Annunci

Un pensiero su “Hai diffuso il video? Stronzo!

  1. Barbara Summa

    Sulla persona che citi alla fine, per esempio, si stanno raccogliendo firme per chiedere all’ ente per cui lavora di licenziarlo. Io per il si e per il no oggi ho bloccato su facebook una serie di persone che hanno postato cose del genere. Non li conoscevo, solo con uno avevo una vaga conoscente in comune e dopo un giro sul suo profilo ho bloccato pure lei. Perch`e la rete è piccola, prima o poi la gente la reincontri, ecco, non li voglio incontrare più neanche per caso.

    Liked by 2 people

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...