Il grande freddo

Oggi è il 19 luglio e io me lo stavo scordando. 15 anni fa, il 20 luglio, moriva un ragazzo a Genova. Non ne farò una questione di schieramenti o di appartenenze. Non tollererò scontri qui, non su Genova. Per me vale la parola di Amnesty International, punto.

15 anni fa non avevo intenzione di partire per Genova. Poi ci fu la notizia della morte di un ragazzo. Si sapeva di scontri, di violenze, arrivavano le notizie col contagocce. Molti si ritirarono, noi partimmo. Non eravamo migliori di altri e nemmeno peggiori. Avemmo chiara la sensazione di un pericolo che ci riguardava tutti. Bisognava andare e il 21 luglio eravamo là a cercare di capire.

Mia madre mi telefonò e io mentii. Le dissi che gli elicotteri che sentiva erano quelli della guardia costiera: c’era un’esercitazione lì, al mare, dove eravamo. Solo a mia sorella avevo detto dov’ero: sapevamo che c’erano dei rischi. Quel che abbiamo visto e abbiamo vissuto è stato raccontato tante volte.

Telefonai a un caro amico per essere sicura che qualcuno sapesse quel che stava succedendo. Lui mi suggerì di non usare il cellulare. Per ben due volte la sorte mi ha graziato. Quando volevo partecipare al sit-in è stata la prima. Dissi al mio fidanzato che mi venisse a prendere in caserma, lo rassicurai che avevo i documenti. Dopo seppi che si chiamava Bolzaneto.

La seconda volta fu quando volevo fermarmi alla Diaz per vedere che aria tirava. Detti un’occhiata e non rimasi. Fu solo un caso. Seppi cosa era successo la notte tardi e per anni, nonostante abbia cercato di far sapere cos’era stato quel buco nella storia, per anni non ho voluto sentirne parlare.

Oggi è un giorno in cui bisogna stare in piedi, almeno per un minuto, in silenzio, comunque la si pensi. Non eravamo ingenui. Non eravamo violenti. Non eravamo egoisti. Avevamo solo paura. Il reato di tortura in Italia ancora non esiste.

Nel cartello pubblicitario della foto, dietro gli agenti, si può leggere “Il grande freddo”. La foto è di mio marito.


 Questo è il racconto di 15 anni fa

Genova dalla strada, di Ilaria Sabbatini tratto da Libro bianco. Testimonianze dei lucchesi sui fatti di Genova, Tipografia del Carlo, Lucca 2001


Questa la vicenda che riguarda Zerocalcare

Dal minuto 20.38 si può ascoltare la testimonianza giudiziaria del funzionario di Polizia Claudio Cappello che dopo aver percorso Via Tolemaide è arrivato a Piazza Alimonda. Le immagini sono quelle registrate dalla videocamera del casco di uno dei carabinieri.

 

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