La foto e/è il problema?

Kobane, i funerali di Aylan e Galip Kurdi e della loro madre Rehan, 5 settembre 2015

Kobane, i funerali di Aylan e Galip Kurdi e della loro madre Rehan, 5 settembre 2015

Oggi è il giorno dopo.

Tutti abbiamo detto la nostra a proposito della foto del bambino sulla battigia. È stato a tratti interessante, a parte quando i toni sono diventati troppo arrabbiati. Allora l’effetto è diventato straniante.

So cosa ho detto sulla foto ma, perdonatemi, non sopporto più di vedere i fotomontaggi col bimbo morto o di leggere che era proprio come i nostri bimbi. Se è solo questo il motivo per cui quella foto emoziona la gente, allora getto la spugna.

No, non è come i nostri bimbi: ci sono delle differenze, sacrosante differenze di lingua, di cultura e di religione. Questo dovrebbe spingerci a riconoscerci tutti come esseri umani, senza bisogno di alibi e di somiglianze. Non sono identici a noi, sono solo simili, e non per questo muoiono di meno.

Credo che questa immagine sia una di quelle che è destinata a diventare simbolo di un’epoca. Ora però bisogna tornare all’argomento clou. Perché il problema urgente non è l’immagine. Il problema urgente è che non doveva finire così.

Ilaria Sabbatini

.

Il magazine Vita ha condiviso il seguente video spiegando che si tratta di materiale inviato dai volontari che captano gli Sos dai cellulari dei migranti

 

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