Intolleranza e cattiva informazione. Su Casapound e i bimbi rom.

Nei giorni scorsi, a Roma, una manifestazione di studenti vicini a Casapound ha bloccato l’ingresso dei bimbi rom a scuola. Questa azione, già di per sè grave, è resa ancor più odiosa dal fatto che ne sono stati vittima i bambini delle scuole elementari e media: una fascia di età compresa tra i 5 e i 14 anni. Cristian Raimo dal suo blog si pone il problema di parlare di antifascismo a scuola per fermare Casapound. Dirò una cosa che forse sorprenderà alcuni di quelli che mi conoscono ma secondo me stiamo correndo un pericolo del tutto nuovo. Parlare di antifascismo è una cosa importante dal punto di vista della conoscenza storica e della consapevolezza civile. Ma se ci limitiamo a quello rischiamo di perdere la sfida più grande che è l’idea di poter vivere in una società ispirata ai principi di rispetto e democrazia.

La situzione che viviamo oggi è per molti versi simile a quella della prima metà del ‘900 ma è anche molto diversa dal passato. Il fascismo storico è nato e cresciuto prosperando nelle condizioni del suo tempo (1922-1943, tanto per non dare nulla per scontato). Vi sono assonanze interessanti, dal punto di vista storico: l’antipartitismo, la crisi economica e la crisi dello Stato liberale, innanzitutto. Ma anche il mito nazionalistico, oggi tradotto in un identitarismo d’accatto, e  l’apertura verso soluzioni autoritarie che pare declinarsi in un redivivo leaderismo tendente a cancellare altre forme di partecipazione. Sì, sono preoccupata. Come molti scruto l’orizzonte e cerco di capire quale tempesta stia arrivando. Ma credo, in tutta onestà, che il clima attuale assomigli più all’America di Mississippi burning che non all’Europa della Seconda Guerra Mondiale. Il che non è affatto una buona notizia.

Non mi sento al sicuro dalla possibilità che il mio paese ripiombi in un nuovo autoritarismo. E’ un’eventualità che va sempre messa in conto, soprattutto alla luce degli stravolgimenti attuali. Ma penso anche che il fascismo non sia l’unico autoritarismo possibile e che anzi ne esistano molte declinazioni altrettanto infide sotto forma di intolleranza, razzismo, segregazione, discriminazione, persecuzione, privazione della libertà. Tali declinazioni sono sparpagliate sotto molte bandiere diverse e spesso non hanno nemmeno una bandiera precisa.

La mia impressione è che quello che c’è in gioco oggi sia il riconoscimento dei diritti civili delle vecchie e delle nuove minoranze, la frizione provocata dai cambiamenti sociali a cui stiamo andando incontro, pur in netto ritardo sul resto del mondo. Noi non siamo ancora una società multietnica e multiculturale. Vi sono molti stranieri qualificati che vivono nel nostro paese, alcuni danno lavoro agli italiani stessi, altri sono cresciuti italiani pur non avendo fisionomie esotiche. Eppure in molti continuano ad assumere il punto di una civiltà e di un’etnia superiore. Siamo una società in cui non è operante la parità di genere. Le donne possono accedere a molti più ruoli di potere che in passato ma di fatto quelle che “comandano” sono ancora una sparuta minoranza. Siamo una società in cui l’orientamento sessuale può avere pesanti ripercussioni sul lavoro e sulla sicurezza personale. Vi sono delle aree protette che enfatizzano la “diversità” ma finiscono per trasformarsi in oasi.

Siamo una società che sta abbassando il proprio livello culturale. Ed è un problema drammaticamente politico, non una questione di prestigio. Siamo una società in cui è venuta a mancare l’educazione al senso critico. Siamo una società che ha reagito ai nuovi media lasciandosi manipolare e facendone uno strumento di manipolazione. E’ di questi giorni la notizia che la presidente della Camera, non si sa in nome di quale mandato, avrebbe abolito la celebrazione del Natale nelle scuole. La falsa notizia ha raggiunto i 2.000 commenti e più di 10.000 condivisioni. I commenti, per lo più isterici e offensivi, sono proseguiti anche quando diversi utenti hanno segnalato la bufala. E non si sono spenti nemmeno quando l’autore del post ha modificato la didascalia rivelando l’inghippo.

In questa situazione, il 28 novembre, numerosi esponenti del Blocco studentesco e alcuni studenti degli istituti Tacito e Domizia Lucilla, hanno manifestato in via Cesare Lombroso contro i rom. A circa 90 bambini di scuole elementari e medie è stato di fatto impedito di andare a scuola. Lo striscione del gruppo di estrema destra recitava “Stop alle violenze dei rom”. Ora, premesso che parlare dell’antifascismo è cosa importantissima sotto l’aspetto storico e formativo, il punto della questione non è tornare oggi a un nuovo antifascismo. Il punto è spiegare alle persone normali cosa significa quell’espressione “violenze dei rom”, a cosa si riferisce, se ha fondamento e in quale contesto. Il punto è spiegare in cosa consiste il bailamme mediatico scatenato da Salvini sulla questione dei rom, un tentativo di manipolazione che è stato evidenziato quando è stata diffusa la versione della polizia.

Il punto è spiegare alle persone normali che la totalità delle segnalazioni di rapimenti di bambini da parte dei rom si è rivelata falsa se non strumentale. Il punto è che i giornali online, e non solo, danno spazio senza alcuna verifica a notizie come quella del padre di Borgaro che ha millantato il rapimento della figlia per nascondere il fatto che l’aveva persa. “L’aspetto che più mi ha colpito in questa vicenda – ha detto il pm che si è occupato del caso – è come la persona che avrebbe tentato di rapire il bambino, un omone slavo con la pancia, non esista, ma nel racconto di testimoni sembra quasi che questo fantasma si sia materializzato, nel passaparola del paese, tanto che qualcuno diceva di averlo visto”. I nuovi media, molto più dei media tradizionali, portano al parossismo e all’isteria di massa notizie come quella della bambina Maria rapita dai rom, per cui arrivarono addirittura 10.000 chiamate. Chiamate rivelatesi tutte inattendibili nel momento in cui furono ritrovati i genitori biologici che smentirono il rapimento.

Si può anche parlare di antifascismo. Così come si può parlare di razzismo, discriminazione, segregazione, persecuzione. Ma prima di tutto bisogna affrontare il problema della pessima qualità dell’informazione perché, a mio parere, soltanto dei cittadini accorti e con un buon senso critico possono affrontare un discorso politico complesso senza essere alla mercé di qualsiasi alito di vento.

http://www.treccani.it/enciclopedia/fascismo/

La scuola vieta la festa di Natale_ Per rispetto delle altre religioni_- IlGiornale

082727650-d408e1da-e76e-4d60-b21e-03be903ed334 Milano, campagna shock di Forza Nuova in 40 scuole_ _Segnalate la propaganda gay_ – Repubblica

Bufale un tanto al chilo L’educazione sessuale e la disinformazione giornalistica – Bufale un tanto al chilo

DISINFORMAZIONE Genitori incarcerati perché rifiutano l’educazione _gender_ – Bufale

DISINFORMAZIONE Favole gay nelle scuole per bambini 0-6 anni – BUFALE.NET – Bufale

PRECISAZIONI La Curia di Milano ed il censimento delle scuole che parlano di gay – bufale.net – Bufale

 

 

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