Takfirismo

Mi sembra fondamentale approfondire le conoscenze sul ‘wahabismo’ e sui concetti che gli sono correlati nell’ideologia di Al Qaeda. E’ una visione del mondo che mi dà i brividi, come ad Abraham Yehoshua (secondo post del 13 Settembre 2004). Ma è ragionevole pensare che dia i brividi anche alla maggioranza dei Musulmani in tutto il mondo. Per questo dichiarare guerra a tutto l’Islam, come molti fanno senza distinguere e senza capire le differenze, è sbagliato e ingiusto, sia sul piano strategico che su quello etico. Più rilevante quest’ultimo per chiunque abbia a cuore il progresso civile delle società umane.

TAKFIRISMO

«Al Qaeda punta allo scontro totale»

http://ahimsa.splinder.com/archive/2004-09

«… L’ideologia Al Qaeda è una ideologia takfiri, il che vuol dire che gli obiettivi che vengono menzionati di quando in quando da Al Qaeda come obiettivi politici sono semplicemente fumo negli occhi, perché al Qaeda ha un solo obiettivo proprio dell’ideologiatakfiri: la guerra contro tutti quelli che non la pensano come loro. Il takfirismo è una cosa seria, non è una cosa inventata, e tutti i grandi capi di Al Qaeda sono takfiri».

«Il takfirismo, l’idelogia che ispira e arma la mano di Al Qaeda, fa sì che io che mi dichiaro takfiro decido chi è un musulmano vero. Ragion per cui se tu dichiari musulmano ma io non sono d’accordo, ti ammazzo comunque. Sono io takfiro – questo è l’assunto che li anima – a decidere chi è buono e chi è cattivo, e chi è cattivo io l’ammazzo. Punto. Nel mirino di Al Qaeda non c’è solo l’Occidente, ci sono tutti gli altri. Al Qaeda non può esistere senza il nemico perpetuo, a cui corrisponde la sua guerra perpetua. Senza il Nemico assoluto, Al Qaeda si scioglierebbe come neve al sole». (1)

La caccia al nemico interno.

Se bin Laden ha diretto la sua azione contro i nemici esterni dell’Islam (Usa in testa),Zarqawi e gli altri nuovi leader radicali applicano in Iraq il takfir in riferimento alle società musulmane che non si ribellano (jihad fil sabil Allah, lotta armata sulla strada tracciata da Dio) al capo politico o religioso arabo che agisce facendo gli interessi degli occupanti americani.

Ciò spiega, ad esempio, gli attentati contro le forze di polizia irachene che agiscono in collaborazione con i militari Usa o contro enti, partiti, associazioni, gente comune che cooperano con il governo nato per volontà delle forze di occupazione. «Il Jihad è un obbligo di tutti i musulmani e quello che stiamo portando avanti è la lotta contro la miscredenza e contro gli apostati del consiglio governativo e dei suoi alleati», era scritto nel comunicato diffuso giorni fa dal gruppo Ansar Al-Sunna.

Allo stesso tempo gli ideologi di questi gruppi riprendono con forza la salafiyya, ovvero il ritorno alla purezza della fonti: il Corano e la Sunna. Non riconoscono tutti gli hadith (detto, racconto, riferito a Maometto) ma soltanto quelli riconducibili ai Salaf, ossia ai primi compagni ed eredi del profeta. Ciò presuppone un rigorismo islamico portato alle estreme conseguenze.

La stragrande maggioranza dei musulmani, in tutto il mondo, non condivide l’esasperazione dei concetti di jihad e takfir e ritiene il dibattito sulla validità di certi hadithpiuttosto di altri una questione da lasciare agli studiosi. Crede inoltre nel dialogo con l’Occidente e le altre fedi e nella coesistenza.

La negazione del diritto internazionale da parte degli Usa, l’occupazione dell’Iraq e l’aggravarsi della condizione dei palestinesi sotto occupazione, unita alla corruzione di regimi arabi che violano i diritti umani e politici e agiscono solo su ordine di Washington,stanno tuttavia togliendo spazio alle voci moderate e convincendo tanti giovani musulmani della validità del jihad come unica possibile soluzione dei problemi.

Oggi per le vie del Cairo è più facile trovare i libri (illegali) di Qutb e Abdel Salam Faraj che il saggio pubblicato nel 1969 dalla seconda guida suprema dei Fratelli Musulmani, Hasan Al-Hudaibi: Duah, la Qudah (Siate predicatori, non giudici) rivolto agli islamisti radicali che, armi in pugno, sognano di imporre il regno di Dio in terra. (2)

 

 

(1) 30 Agosto 2004. Dall’intervista a Giandomenico Picco, già sottosegretario generale delle Nazioni Unite. – http://archivio2.unita.it/v2/carta/showoldpdf.asp?anno=2004&mese=08&file=30EST02a

(2) da “il manifesto” del 06 Luglio 2004 –http://www.ilmanifesto.it/g8/dopogenova/40eade7dcf134.html

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