Una disonesta

Scrivere e dare un’immagine a queste parole, oggi è veramente difficile. Una mia amica ha segnalato un dettaglio nell’ambito del modo di diffondere la notizia di un caso di uxoricidio. “Noto un particolare, uno solo: la foto della vittima in costume da bagno”. E’ vero, nel post de Il messaggero, la vittima compare in una foto del mare. Per pura curiosità voglio guardare sulla pagina sociale del giornale per capire il senso di questa scelta. E il senso non c’é perché subito mi imbatto nei commenti. Brutti commenti, rintuzzati (per fortuna) da donne e da uomini. Mi chiedo però, dopo anni di discussioni, se il problema della violenza contro le donne non sia anche questo: il modo in cui vengono diffuse le notizie. Il modo di parlare dei casi di violenza associato al permanere di una mentalità involuta. Sì, perché non sono pochi i commenti che trattano questo omicidio come atto giustificabile se non legittimo, mettendo alla pari tradimento e violenza. Immagino che questo caso, con i suoi riflessi sui social networks, sia solo uno dei tanti. Immagino che i social networks non facciano altro che rendere visibile una messe di commenti reperibili ovunque, dai bar alle sale da pranzo davanti al telegiornale delle dodici. La battaglia evidentemente è ancora tutta culturale. E riguarda due versanti: la comunicazione e l’immaginario collettivo. La foto in costume della vittima è una scelta infelice. Lo sarebbe anche nel caso in cui non vi fossero altre fotografie (ma ce n’è una con gli amici) perché poteva essere ridotta al viso oppure omessa. E’ una scelta infelice specie in relazione alla foto del marito vestito di tutto punto accanto a cui è stata pubblicata. Anche ammettendone la buona fede, di fatto questa scelta ha esposto la vittima a una gogna, caratterizzandola in senso morale. E al pubblico la moralità della vittima non deve interessare perché la legge punisce i reati non i comportamenti privati. Ci si pone forse il problema se i pedofili sono stati incoraggiati dai ragazzini? Sì, certo, qualcuno se lo pone il problema… ma sono i pedofili stessi. In secondo luogo, la notizia data in un modo piuttosto che in un altro, aizza la parte peggiore dei lettori, quelli che vedono solo una puttana dimenticandosi che si tratta della vittima, non del colpevole. Qui non stiamo parlando di una foto osè ma semplicemente fuori contesto. Certe scelte editoriali incrementano il risalto dell’informazione ma le conseguenze sulla lunga scadenza quali sono? Quali comportamenti vengono incoraggiati? Questo non è un caso speciale, francamente ne avevo sentito parlare di sfuggita al telegiornale e nemmeno mi era interessato. Avevo solo registrato mentalmente l’ennesima donna uccisa dal marito. Perché questo è l’unico dato di fatto: “donna uccisa dal marito”. L’unico fatto che ci interessi veramente come cittadini. Il resto sarà cronaca giudiziaria. Il problema però rimane aperto su un fronte: quello della mentalità. I social networks permettono di scrivere qualcunque cosa senza prendersene la responsabilità. In un certo senso svolgono una funzione maieutica. Anche se non è dato sapere quanto si debbano prendere sul serio, i commenti a questo caso fanno registrare la persistenza di uno zoccolo duro che ancora rifiuta di condannare fino in fondo l’omicidio per gelosia. La moglie era una disonesta, una puttana, una madre degenere, un’infame, le donne conviene ammazzarle piuttosto che pagare gli alimenti, il marito è una vittima, l’ha uccisa perché l’amava (sic.) e via discorrendo. Questo il sunto dei commenti che mi appresto condividere. Devo dire che, facendo un veloce spoglio dei post, ho potuto notare una forte reattività (sia maschile che femminile). Ho conservato solo i commenti più eclatanti per una questione di leggibilità ma il botta e risposta è effettivamente più variopinto. Quello che voglio sottolineare è semplicemente questo: i commenti misogini rivelano la persistenza di una mentalità dura a morire. La mentalità per cui se un uomo uccide una donna per gelosia, in fondo ha fatto bene. “Dietro la sua rabbia [del marito ovviamente n.d.r.] c’erano tantti bei ricordi e sacrifi” agomenta un commentatore “in piu di aver condiviso il tutto con una disonesta”.

L’uomo che ha ucciso la moglie e il suo amante

I commenti dei lettori:

https://storify.com/Cmo_Milla/il-post-e-i-commenti-dei-lettori#publicize

Advertisements

3 pensieri su “Una disonesta

  1. cavallogolooso

    ma certo che il modo è fondamentale. Sfoglia i giornali degli ultimi 4 anni e osserva, riguardo agli atti criminali, come vengano presentati. “albanese” “extracomunitario” “di colore” … di solito quando l’atto criminale avviene per opera di un Italiano la cosa è differente. Il modo è fondamentale.
    Quando avevo 17 anni vedevo sempre rappresentare i giovani dai peggiori esponenti più teste di cazzo. E andando avanti ho visto migliaia di operai essere identificati da alcune masse di poverEtti che non sapevano niente di sé, della storia, del lavoro, dell’economia sbraitare cazzate che non facevano loro gioco e che però a molti davano una idea davvero meschina delle masse. Che è pure vera, ma che è una scelta, un modo, da parte di chi dall’alto fa la ripresa, da parte di chi li manda a riprendere. Ricordo anche di chi ha fatto riprendere una ripresa: se non erro si trattava di qualcosa “pro/contro” i Savoia … l’intervistatrice ha cercato, cercato e cercato finché non ha trovato quelli con le opinioni che voleva lei.
    E quante migliaia di volte avrai sentito delle donne sbagliate parlare al posto di quelle giuste? Siamo sicuri che quelle giuste non parlino? Io non credo. Sono sicuro che prendono quelle che vogliono e le lascino sparare cazzate identificando così grossa parte del genere.
    Si, il modo è tutto.
    L’atteggiamento è tutto.
    L’atteggiamento dice molto dell’intenzione, al di la del contenuto vero e proprio, cosa che un attore o un “lettore” sa perfettamente: il TONO è uno dei modi che abbiamo.

    Puoi dire “grazie” e trasudare “fottiti”.

    Ecco un modo.

    E quindi la scelta di una foto piuttosto che (con valore corretto, perdio!) un’altra, è un modo, è una scelta precisa: un atto politico diretto. A volte l’atto politico è solo quello di fare un soldino, quindi meno dietrologia “hard” e più meschinità.

    Ma si, fare giornalismo serio è importante. Ma … qualcuno qualche anno fa si è accorto che la maggioranza desiderava essere coprofaga e ha iniziato a produrre materiale di maggior interesse per il suo pubblico. Le conseguenze sono qui oggi.

    Mi piace

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...