Body talk

Collaboration Banksy / Hirst

Collaboration Banksy / Hirst

Ci sono degli elementi di questa ennesima polemica su Hirst che non riesco a mettere insieme. Gli animali non vengono uccisi per creare le opere. L’autore è uno dei più quotati al mondo. Le polemiche non fanno altro che accrescerne l’attrattiva. In un modo o nell’altro, grazie a questi attacchi, diventerà sempre più famoso. Il suo lavoro è incentrato sul tema della morte. Del resto molti artisti del passato hanno usato cadaveri non solo animali ma anche umani per i loro studi e ritratti. La Fura dels Baus ha usato sangue animale. Gli olandesi Idiots Art Collective lavorano sulla tassidermia, come pure le inglesi Claire Morgan, Lisa Black e Polly Morgan. In epoca vittoriana la fotografia post mortem non era percepita come macabra o offensiva ma voleva perpetuare il ricordo dei propri cari. Tutt’ora alcuni proprietari di animali fanno imbalsamare i loro cani e i loro gatti per tenerli con sé. Ed è evidente la differenza rispetto ai trofei di caccia esposti nei cottages. Gunther von Hagens ha allestito una mostra con i corpi conservati (per plastinazione) di donatori volontari. Joel Peter Witkin lavora con cadaveri umani. Non ho un’idea precisa ma mi sembra un tema molto più complesso e più interessante del modo banale in cui viene sempre declinato. Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione.

Ilaria Sabbatini

 

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