Quando un lettore non può fidarsi

Quando un lettore non può più fidarsi di quel che legge viene meno il patto su cui fonda il sistema dell’informazione: l’attendibilità della notizia. E’ demandato a noi il compito di verificare tutto ciò che ci viene comunicato. Il che non potrà non avere conseguenze gravi.

Quello che allego è solo un esempio. Considero questo caso molto meno grave di altri e proprio per questo, non me ne voglia l’autore, penso che si presti bene come esempio. E’ un’imprecisione, una svista, forse un’errore di traduzione: c’è davvero di molto peggio. Ciò nonostante alimenta nel lettore un’immaginario molto differente dalla realtà.

La bufala del bambino siriano nel deserto – Il Post

Senza titoloScriveva scriveva Luca Sofri (quinta cosa): “Io credo e vedo che ogni giorno le pagine di politica dei giornali raccolgono ed esaltano ogni voce e ogni ipotesi che soltanto sfiora una testa qualsiasi: notizie che hanno una concretezza – in una scala da zero a dieci – variabile tra lo zero e il tre, vengono date ai lettori come se fosse sempre tra nove e dieci. Ogni giorno, ogni più piccola cosa: poi il giorno dopo sparisce e nessuno ne rende conto, e nessuno si prende la responsabilità di indicare ai lettori la differenza tra una cosa certa, una probabile, una possibile, una improbabile, una esclusa e una del tutto falsa. Il retroscenismo politico mette tutto sullo stesso piano, in un calderone che filtrato al setaccio della verità tratterrebbe sì e no un quinto delle cose dette, date per certe o ipotizzate. Ma tanto quel setaccio non esiste, noi lettori siamo anestetizzati e abituati e anzi vogliamo il totoministri a caso, persino in assenza di governo, perché ci diverte e ne parliamo, e li critichiamo o approviamo: e se un giornale non ha il totoministri a caso pensiamo che non sia informato abbastanza. Il giornalismo scadente italiano ha allevato un lettorato di bassissime pretese.”

BgvDbu1IYAAV10qScrive Internazionale: “Marwan ha quattro anni e che ha attraversato a piedi il confine tra la Siria e la Giordania, nel deserto. La sua foto, scattata dall’operatore delle Nazioni Unite Andrew Harper (e ritwittata dalla Cnn), ha attirato l’attenzione dei mezzi d’informazione di tutto il mondo perché sembrava che il bambino fosse solo nel deserto”.

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