La stamina, Warhol e Pasolini

J161865107Sta finalmente emergendo la questione stamina in tutta la sua complessità, nel bene e nel male. Soprattutto nel male, a dire il vero. Io non riesco ad avercela con i malati e con le loro famiglie. Anche se mi ha disturbato quello che in un bell’articolo su InVisibili, il blog del Corriere dedicato alle parsone con handicap, il giornalista Franco Bomprezzi definiva “ricatto morale“. Non fermatevi alla citazione e nemmeno al titolo, leggerlo vi farà bene, vi aiuterà a capire come ha aiutato me. Io non riesco ad avercela, dicevo, né con i malati né con le loro famiglie che a volte, con troppa facilità, vengono liquidati come ignoranti e creduloni. La disperazione non può essere considerata una colpa perché un domani potrebbe diventare una colpa rivendicare ragionevoli diritti. Il punto non è se tutti hanno diritto alla cura, è ovvio che tutti debbono potersi curare, ma non si possono definire cure quelle che non rispettano determinati standard scientifici, soprattutto se in ballo ci sono la ricerca e i finanziamenti pubblici. Avete mai provato ad avere un malato grave in casa? Un incurabile? Un terminale? Un cronico? Io sì e se mi avessero detto che la pranoterapia poteva alleviargli i sintomi o anche, solo un poco, il dolore non avrei esitato un attimo a provarci. Purché non gli facesse male avrei tentato di tutto. E nessun essere umano fa eccezione. All’epoca mi informai sul Sativex, un cannabinoide in sperimentazione per il dolore oncologico, i sintomi da sclerosi multipla, le conseguenze della chemioterapia. E’ stato autorizzato il 30 aprile 2013 dall’Agenzia Italiana del Farmaco ma all’epoca in Italia non potevo procurarmelo, comprarlo fuori dai confini nazionali era complicato e infine non potevo sostenerne i costi. Fui razionale, fui logica, mi informai, ma quando scoprii che non potevo arrivare a quel farmaco piansi e mi sentii sconfitta. Non c’è nulla da fare: il dolore spezza e fiacca la razionalità anche della personalità più solida. Però una colpa, nel caso stamina, esiste ed è molto grave: riguarda la mala informazione. Se non ricordo male il caso esplose quando se ne parlò in televisione. Non se ne parlò con la necessaria cautela ma fin dall’inizio come di un torto intollerabile. Non se ne parlò con la testa e alla testa della gente ma se ne parlò di pancia alla pancia degli spettatori. Così un caso che richiedeva tutta la calma possibile, per una valutazione logica e razionale, fu dato in pasto a un pubblico che si schierò tra favorevoli e contrari come se si trattasse di un tiro alla fune. Ed è esattamente quello che è stato: un tiro alla fune tra gli assertori della mentalità scientifica e coloro che farebbero l’impossibile, e non sempre il ragionevole, per il bene dei propri cari. Ma da quando i ricercatori medici sono diventati i peggiori nemici dei malati? Non so rispondere a questa domanda però so che la razionalità, l’esercizio del pensiero critico, la valutazione delle fonti sono stati inghiottiti da una macchina mediatica che tutto divora e tutto digerisce. Pasolini nel ’73 scriveva che la televisione “ha cominciato un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza”. Ecco, quell’opera di omologazione è giunta al termine oggi. Andy Warhol nel ’68 sosteneva che “in the future, everyone will be world-famous for 15 minutes”. E così è stato: oggi quel futuro siamo noi. No, non me la sento di stigmatizzare chi ha creduto in un sogno irrazionale. Ma penso che senza una mentalità scientifica, senza un esercizio del pensiero critico, senza una critica delle fonti la televisione e l’informazione di massa non svolgano più alcun ruolo sociale positivo. Contruibuiscono anzi a diffondere mala informazione e a creare un disordine da cui è sempre più difficile districarsi. Credo che dovremmo ripensare il nostro futuro televisivo e mediatico da ora in poi, tenendo conto di tutto quello che è accaduto, senza illudersi che il palinsesto si autoregoli sulla base dei desiderata dei telespettatori.

Ilaria Sabbatini

Il metodo Stamina – Presa diretta del 13/01/2014

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-75801fcb-4ca9-4a5a-a67b-d9960f2c49af.html

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