Sogno viola

Cominciava con le striature colorate in cielo, bianche e violette, belle come aurore boreali in pieno giorno, poi l’aria diventava densa, difficile a respirare. L’ansia si mescolava al senso di ineluttabilità e alla consapevolezza che la tempesta magnetica stava sopra di noi: forse la regione, forse il paese, forse l’intero continente. Sarebbe durata due giorni durante i quali uno sparuto gruppo di persone, di cui facevo parte, avrebbe vagato per le fattorie disabitate e perfettamente integre. Le porte erano aperte, i cortili vuoti, gli uomini lontani. Poi l’aria tornava leggera, si poteva riprendere a respirare con un riconoscente sollievo. I cieli restavano venati di bianco e viola, la tempesta magnetica aveva azzerato le fonti energetiche e la tecnologia complessa. Restavano gli uomini, con le loro conoscenze e il ricordo di una vita passata ormai cancellata. Niente sarebbe stato più lo stesso eppure non c’era spazio per nessuna angoscia ma solo ansia e curiosità. Poi mi sono svegliata.

Ilaria

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