Aiutiamoli a casa loro

Dak'Art Biennale 2006 (Dakar, Senegal) - May to June 2006.

Dak’Art Biennale 2006 (Dakar, Senegal) – May to June 2006.

“Aiutiamoli a casa loro”, si sente ripetere spesso in questi giorni. Il barcone andato a fuoco al largo di Lampedusa ha provocato centinaia di morti, eritrei e somali, così gli italiani discutono di come fare ad affrontare la situazione. Pensare “aiutiamoli a casa loro” non vuol dire essere egoisti, per nulla. Implica però la necessità di approfondire l’idea di aiuto perché se un simile discorso vuole essere efficace deve anche spiegare le modalità di applicazione. Dunque bisogna che il ragionamento sia portato fino alle estreme conseguenze tenendo conto di tutte le implicazioni di questa affermazione. Io non sono per fare le cose a metà: o le si fanno fino in fondo oppure è inutile anche incominciare. Dunque provo a riflettere su cosa significa “aiutiamoli a casa loro”. E siccome non ho risposte pronte, proverò a procedere per punti e domande.

1) L’Africa è un continente ricco anche se l’economia dei singoli paesi è povera.

2) Perché l’economia dei singoli paesi africani è povera, benché l’Africa sia ricca di materie prime?

3) La questione delle risorse dell’Africa non riguarda solo l’Africa ma ha delle enormi implicazioni internazionali.

4) Chi sono i proprietari dei giacimenti di coltan, rutilio, diamanti, oro etc. che si trovano Africa?

5) A chi vanno i soldi dello sfruttamento delle risorse africane? Quanto rimane ai paesi dove quelle risorse hanno sede?

6) Perché alle guerre tribali si sono sostituite delle guerre a sfondo religioso che prima non c’erano?

7) I paesi africani sono grandi compratori di armi ma non è l’Africa che le produce poiché non ne ha le fabbriche.

8) I minerali rari sono spesso il contraccambio delle armi acquistate:  i gruppi paramilitari scambiano i minerali grezzi, i governi contrattano i diritti di sfruttamento.

9) Quelle guerre sono spontanee o sono un artificio?

10) Ora comincaimo a parlare di come aiutarli a casa loro. Ma se fossimo arrivati a questo decimo punto risolvendo i punti precedenti, forse lo avremmo già fatto.

Io non sono contraria ad aiutarli a casa loro. Ma parlare di aiutarli a casa loro significa porsi i problemi che ho scritto sopra: non una virgola di meno. Il problema vero è che  stanno cambiando ancora una volta i proprietari all’Africa e ancora una volta non sono gli africani.  Thomas Sankara aveva detto già tutto.

Ilaria Sabbatini

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...