Un borgo per l’arte

(Bagni di Lucca Art Festival)

Opera del maestro Del Debbio, foto Ilaria Sabbatini

di Ilaria Sabbatini per Cuco40

La provincia riserva sempre sorprese e, anche se Italia è tutta una grande provincia, qualcuno è convinto che vi sia una provincia più provincia di altre. Personalmente trovo che non esiste niente di più provinciale del pregiudizio del provincialismo ma tant’è: sembra che se non c’è una tangenziale intasata di traffico, il ruolo culturale di un luogo sia irrilevante. Eppure, quando scelgo le scarpe per il vernissage, la differenza si fa concreta e il luogo incide sul tipo di tacco. Anche per sfatare quest’ultimo tabù ho deciso per dei sandali con le perline di vetro con un tacco alto e sottile che per me, fedelissima alle scarpe pratiche, è davvero il massimo del glamour. Era una scommessa e a quanto pare l’ho centrata perché l’evento valeva il sandalo e il tacco. Un po’ titubante, ho cominciato a mescolarmi tra la gente, tanta gente, senza capire esattamente cosa mi aspettava e se avessi scelto l’abbigliamento giusto. La mia amica Dorothea, scultrice, mi aveva chiesto una traduzione per Michael, artista visivo, che inaugurava il 13 luglio e io ne ero incuriosita. C’era la musica e c’erano i gruppi di persone a passeggio col bicchiere del brindisi. Appena superato l’ingresso ho cominciato a incontrare amici e mi sono infilata nel primo fondo trasformato per l’occasione in spazio espositivo. Ho parlato d’arte con la curatrice, una dei volontari che hanno creato l’evento, e subito dopo con una scultrice, ho discusso di fotografia e di studio della luce, della doppia esposizione e dei materiali di stampa. Ho visitato gli altri spazi espositivi, tutti e dieci frutto di riutilizzi: alcuni ricavati in negozi stroncati dalla crisi, altri in cantine, altri ancora in fondi privati messi a disposizione. Alcune cose mi sono piaciute meno altre, invece, veramente tanto. Sono francamente rimasta sorpresa dello spessore qualitativo delle proposte perché non pensavo che Bagni di Lucca avrebbe mai visto un tale livello e una tale varietà artistica tutta insieme. Sicuramente ci ritornerò perché il Bagni di Lucca Art Festival durerà per tutti i mesi di luglio, agosto e settembre a Ponte a Serraglio. Cinquanta giorni di festival con artisti provenienti da Australia, Giappone, Finlandia, Mozambico, Irlanda, Norvegia, Germania, Inghilterra, Usa, Spagna e Italia corredati da concerti, mostre, workshop, simposi e spettacoli di varia natura. Il progetto è nato dall’idea rinnovare una bella località per troppo tempo rimasta assopita nel ricordo del suo antico splendore. Durante il festival estimatori, artisti e mecenati potranno incontrarsi, esibirsi, creare e condividere esperienze. Io che ci vivo, trasferitami dalla città, ho sempre saputo che si tratta di un luogo prezioso ma questo non basta a far sì che sia piacevole viverci. Adesso vedo il paese con occhi diversi e so che non devo andare troppo lontano per trovare gli stimoli che continuamente cerco. A volte la vita di provincia non è affatto male.

Ilaria Sabbatini

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