Hamsa

311720_2410725236644_2061835420_nQuesto simbolo si chiama Hamsa o Khamsa
Il suo nome ha una radice semitica e letteralmente significa “cinque”. L’Hamsa è solitamente a forma di mano simmetrica, con pollici su entrambi i lati e quindi non disegnati correttamente dal punto di vista anatomico. Anche se è largamente usato da ebrei e musulmani, le sue origini sono anteriori a entrambe le religioni e sono atribuite alla dea Tanit, una dea della luna fenicia, la dea della protezione di Cartagine.

Per i musulmani è la Mano di Fatima, figlia di Maometto (Khamsa, in arabo: ossia il numero cinque). Simboleggia i cinque pilastri dell’Islam. Nella tradizione islamica, Fatima, figlia del profeta Maometto, mentre preparava la cena, avrebbe assistito al ritorno del marito con una concubina. Ingelosita mise per errore la mano nell’acqua bollente, senza tuttavia avvertire dolore. Essa rappresenta dunque il simbolo della serietà e dell’autocontrollo.

Per gli ebrei Mano di Miriam, sorella di Mosè ed Aronne (Hamesh, in ebraico: ossia il numero cinque). E’ collegato ai cinque libri della Torah. Simboleggia anche la quinta lettera dell’alfabeto “Heh”, che rappresenta uno dei sacri nomi di Dio. Spesso nella Hamsa si trovano iscritte preghiere ebraiche, come lo Shemà, la Birkat HaBait (Benedizione della casa) o la Tefillah HaDerech (Preghiera del viaggiatore).

Ilaria Sabbatini

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