BAU una scatola di musica e arte

Eugenio Sanna

di Ilaria Sabbatini per CUCO29

Metti che una domenica vai alla galleria di arte contemporanea di Viareggio per la presentazione della decima uscita del BAU, un contenitore d’arte in forma fisica di scatola con dentro le opere. Metti che ti ha invitata un amico preannunciandoti una performance di musica eseguita con oggetti strani. Metti anche che sei curiosa, come sempre, ed è pure una bella giornata alla fine risulta difficile rinunciare. Così ti fai la tua passeggiata in mezzo ai primi vacanzieri domenicali e arrivi a un Palazzo delle Muse abitato dalle opere in mostra per un solo giorno. In fondo, in ultima stanza troppo stipata c’è la presentazione dell’iniziativa e poi iniziano le performance, brevi, di natura molto diversa e alla fine arriva ciò che stai aspettando. Entrano nello spazio performativo un mastello, un archetto, campane d’ottone e altri oggetti di non facile identificazione. Inizia l’esibizione ovviamente rumorosa e in principio priva di senso specialmente per me che non conoscevo il progetto. Ed è bene così dal momento che posso farmi un’idea senza troppe complicazioni. Non esprimerò un giudizio di valore, anche se ovviamente ho la mia opinione: piuttosto parlerò del progetto che mi pare interessante. Luca Leggero (artista multimediale) e Luca Giorgi (musicista e sound artist) hanno invitano dieci artisti a comporre una partitura musicale grafica per percussioni ed elettronica sulla base di una serie di regole da loro stessi ideate. Il risultato è una partitura di 200 pagine, tante quante le scatole BAU di cui L&L eseguirà alcuni frammenti ad ogni presentazione. La partitura comporta una legenda che risulta decisiva per farsi un’idea di cosa sia questo progetto che si definisce come partitura grafica. “Colore: Intensità (piano-forte); “Figura geometrica: Quadrato (percussioni), Cerchio (elettronica)”; “Dimensione: Durata e variazioni. Ma soprattutto è interessante quanto L&L scrivono a proposito delle figure, sviluppando un proprio sistema di simboli correlati a un immaginario declinato in forma visuale non meno musicale. “Queste figure geometriche devono essere viste come ‘contenitori di eventi sonori’: degli spazi dentro ai quali vicende musicali accadono per volontà delle suggestioni e degli umori del compositore”.

L’intero progetto, benché in un approccio più leggero, si rapporta con la tradizione delle partiture musicali grafiche (Cage, Bussotti) e la composizione diventa il pretesto per creare una rete di relazione tra gli artisti e i musicisti coinvolti (come Vittore Baroni, Giacomo Verde, Eugenio Sanna, Edoardo Ricci): secondo gli ideatori “una rete all’interno della rete BAU”. Metti che una domenica va ad ascoltare una strana performance musicale, va finire che ti diverti pure e scopri che dietro c’è un mondo di immaginazione e la creazione di un intero linguaggio.

La partitura e tutto il materiale relativo al progetto saranno pubblicati su http://www.lelbau.net.

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