I muri dividono più si è lontani da loro

South Korea Koreas Ship Sinksdi Aldo Frangioni per CUCO15

“Il Muro oltre l’idea” è il titolo della mostra, curata dalla storica Ilaria Sabbatini e dall’artista Marcantonio Lunardi, che in dodici pannelli propone una carrellata delle forme assunte dai muri nel corso della storia, dal più classico muro di Berlino fino al recentissimo e quasi sconosciuto muro tra Pakistan e Afghanistan. Le dodici barriere oggetto della mostra sono solo una parte dei quaranta muri documentati dalla Croce Rossa Internazionale.

“Il muro oltre l’idea” ha preso il via il 18 gennaio con l’inaugurazione della mostra collocata negli spazi di Artè, a Capannori – Lucca, in concomitanza con la mostra fotografica “Un muro non basta” di Andrea Merli, responsabile Ufficio VIS (Volontariato internazionale per lo sviluppo) in Palestina. Le fotografie raccontano con l’occhio immediato del foto reporter un viaggio attraverso otto località dal centro-sud al nord della Cisgiordania: tutto il tracciato del muro nei Territori Occupati.

Un altro muro divide la Corea del Nord e quella di Sud. Ai confini fra i due paesi asiatici si trova il villaggio di Panmunjom attraversato da una zona demilitarizza, costantemente presidiata da guardie dei due schieramenti che serve ad evitare scontri diretti. Eppure, da una parte e dall’altra, vengono organizzate escursioni per osservare ciò che sta oltre: più di 100.000 persone visitano ogni anno quella barriera. Viene da chiedersi se non vi siano semi di autodistruzione in ogni tipo di muro.
Il muro è una struttura materiale e contemporaneamenteunconcetto mentale. Una divisione, quale che sia, fa percepire un dentro e un fuori, un interiore e un esteriore, un lato e un altro; il muro riguarda tutto ciò che può essere delimitato con un certo margine di precisione ma quello stesso limite può essere messo in discussione dall’estremizzazione del suo concetto. Perfino i più famigerati muri della storia, se guardati molto da vicino, mostrano sempre qualche fessura. Dunque la percezione del muro, inteso come realtà fisica, non è solo una questione di concretezza mate- rica ma anche di distanza prospettica: più si rimane lontani meglio funziona il meccanismo di occultamento, più ci si avvicina maggiore è la possibilità di un contatto con l’altra parte. Per uno strano paradosso, il muro è tanto più reale quanto più si è distanti mentre da vicino può rivelarsi un confine osmotico, come una parete cellulare, la cui membrana permette scambi da una parte e dall’altra. Le persone interessate da una barriera saranno sempre spinte a tenerne in considerazione l’oltre.

Brochure memoria

Foto mostra

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