Semplicità

Oggi non conta ciò che è, conta ciò che sembra. Questioni complesse che richiedono soluzioni complesse vengono subito viste male per la loro stessa complessità. Come se la complessità fosse di per sè stessa sinonimo di intrallazzo e di malaffare. Invece le cose semplici sono percepite come buone e sincere. E’ più facile credere al complotto dei vecchi e cattivi contro i buoni e giovani piuttosto che capire quali possono essere le dinamiche o magari ipotizzare che c’è uno scontro in atto dove nessuno è innocente. Oggi vanno di moda le idee semplici, magari irrealizzabili, ma che sembrano tanto facili da capire. Chessò, abbassare gli stipendi parlamentari, iniziativa evidentemente popolare, ma bisogna vedere poi come lo si fa, cosa si tiene e cosa si lasci. Oppure il finanziamento pubblico ai partiti. L’abolizione è sicuramente popolare ma non facciamoci imbambolare da chi lo usa come una leva per ottenere altro e non dimentichiamo che bisogna anche porsi il problema di come li si finanzia in alternativa, chi e perché li sostiene, se si devono porre delle regole per il finanziamento privato per non farli diventare strumenti di gruppi di interessi precisi. Perché a quel punto bisogna aver il coraggio di parlare chiaramente e apertamente di lobbismo, senza moralismi e senza ipocrisie. Oggi nessuno è più abituato alla complessità e nessuno la vuole affrontare. Con i risultati catastrofici che abbiamo sotto gli occhi.

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